Varese

Varese, Isis Daverio-Casula, Flc-Cgil: non è vero che un nome vale l’altro

scuola1Non sempre un nome vale l’altro. Ciò accade, per esempio, con i nomi delle istituzioni scolastiche, che custodiscono ideali, valori, memorie. I nomi dei personaggi a cui sono intitolate le scuole, come quelli delle strade e delle piazze delle città, raccontano storie, svelano vicende e identità di luoghi e comunità. Cancellare i nomi, allora, significa cancellare quelle storie e quelle identità.

Secondo quanto riportato dai giornali, l’ISIS “Daverio-Casula” di Varese starebbe per cambiare nome. La decisione sembrerebbe essere nata dall’esigenza di rafforzare il senso di appartenenza ad un’unica scuola in studenti e docenti di indirizzi diversi e solo di recente confluiti nella stessa istituzione scolastica.

Perché mai, ci chiediamo, per rafforzare il senso di appartenenza, la scuola dovrebbe cambiare nome?

Perché una rinnovata e più forte identità non dovrebbe più custodire pezzi di storia in cui si riconoscono tanti cittadini di Varese?

Cancellare i nomi di Francesco Daverio e Nuccia Casula, infatti, vuol dire strappare due pagine di storia, che raccontano del contributo dato alla lotta per la libertà e la democrazia da due varesini, nei due diversi momenti storici del Risorgimento e della Resistenza.

Cambiare i nomi, talvolta, è come abbattere monumenti che ricordano passaggi fondamentali nella storia di una comunità, storia che proprio la scuola ha il compito di tramandare alle nuove generazioni.

Segreteria FLC CGIL di Varese

 

18 dicembre 2015
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3 commenti a “Varese, Isis Daverio-Casula, Flc-Cgil: non è vero che un nome vale l’altro

  1. giuseppe il 18 dicembre 2015, ore 22:52

    Il Dirigente scolastico afferma che l’esigenza di cambiare l’attuale denominazione dell’Istituto ” Francesco Daverio” non dipende da motivi ideologici, ma – come si afferma nell’articolo de “La Provincia” – dall’esigenza di amalgamare i Periti, i Geometri e i Ragionieri. Premesso che tra i tre indirizzi di studio ci sono peculiarità proprie incancellabili con qualsiasi nome diverso, forse che il suo ricambio – magari modernizzandolo – è garanzia di una automatica armonizzazione delle attuali asperità? E poi così facendo, verrebbe a mancare il significato storico di Francesco Daverio, personaggio varesino risorgimentale di notevole spessore – sacrificatosi per l’unità d’Italia – il cui nome designa gloriosamente l’istituto fin dalla seconda metà dell’Ottocento. Infine con chi sostituirlo degnamente? Cambiarlo, sinceramente, sarebbe stracciare una pagina importante della cultura locale e dell’intelligenza dei fatti. Un aggiornamento dei nomi non significa affatto la risoluzione dei concreti problemi scolastici.

  2. stefania il 19 dicembre 2015, ore 18:33

    La motivazione della dirigente scolastica appare molto debole per poterla condividere. Da ex-allieva dello storico I.T.C. “Daverio” ricordo gli anni ’70 e la grande famiglia del “Daverio” che comprendeva ragioneri, geometri e periti aziendali. Ma quelli, evidentemente, erano altri tempi, si rispettava la memoria del nostro eroe risorgimentale ed il verbo rottamare si declinava raramente…

  3. Emiliano il 23 dicembre 2015, ore 13:12

    Diciamo, tuttavia, che la memoria sarebbe “cancellata” soltanto in parte… se ben ricordo a Francesco Daverio e Nuccia Casula sono comunque intitolate due importanti vie cittadine: vi sembra poco?
    Molto rumore per nulla?

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