Varese

Varese, Il coro Sine Nomine augura buon Natale cantando in lingua svedese

Un momento del concerto del coro Sine Nomine

Un momento del concerto del coro Sine Nomine

Per chi segua da tempo, come chi scrive, il coro “Sine Nomine” diretto da Giuseppe Reggiori, il concerto natalizio di un paio di anni fa era rimasto come un ricordo indelebile. Fosse stato per le Christmas Carols, che un po’ evocano, in noi tutti, certo immaginario letterario natalizio, che parte con Dickens e il suo inarrivabile Scrooge e termina con lo stupendo Guareschi nel campo di internamento, fosse stato per la presenza degli ottoni, quel concerto si poteva pensare che non avrebbe avuto eguali se non in una sua ripetizione.

E invece no: Reggiori e il suo bel coro ci ha stupiti ancora una volta, proponendo in una chiesa di Sant’Ambrogio piena all’inverosimile un suggestivo concerto cantato niente meno che in….svedese. Sì, avete capito bene, cari lettori di Varesereport: il coro varesino, nato nel 1990, cogliendo l’occasione della festa di Santa Lucia, ha organizzato una serata con melodie popolari natalizie tratte dal mondo svedese, dalle sue tradizioni, dalle sue gelide fantasie.

Davvero una gioia per le orecchie e per gli occhi di tutti coloro che non si perdono un concerto di questo coro. A terra, davanti all’altare, tanti mozziconi di candele accese. Un bel pieghevole con traduzione dallo svedese in italiano che evocava figure che parevano balzate fuori all’improvviso da vecchi libri illustrati per ragazzi: Lucia di Dasland, la santa dei tempi antichi, Staffan lo stalliere. E poi, immancabile, la corista con il copricapo adorno di candeline, che il bravo e colto don Giorgio Spada, Cappellano della Polizia di Stato, ha spiegato essere legato all’avere le mani libere per fare la carità più generosamente.

Nella seconda parte del concerto, applauditissimo, altri brani natalizi, questa volta in lingua inglese, in basco e in tedesco, secondo arrangiamenti e rivisitazioni dello stesso Reggiori. Tanto per ricordare a tutti, ancora una volta, che il Natale e il desiderio di pace ad esso associato non ha confini – soprattutto non quelli stabiliti dagli uomini delle armi e del potere.

 

 

14 dicembre 2015
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