Varese

Varese, Affollato lancio del Calendario della Famiglia Bosina in Comune

Il vertice della Famiglia Bosina al lancio dei Calendari

Il vertice della Famiglia Bosina al lancio dei Calendari

Questa sera il Salone Estense del Comune di Varese ha ospitato la festa degli auguri dell’associazione varesina ed è stata l’occasione per presentare il “Calandari d’ra Famiglia Bosina par ur 2016”, con le parole del professor Giuseppe Armocida, di fronte a 120 invitati, dalle autorità ai soci e agli amici.

Sessant’anni di vita, la Famiglia Bosina e il Calandari, che anche quest’anno vede la luce, rispettando la tradizione: conoscere il passato e il presente, per immaginare e migliorare il futuro.

Lo schema è sempre quello, anche se qualcosa è cambiato negli ultimi anni, diciamo dall’impostazione data da Clemente Maggiora a quella di Ettore Pagani, continuata attualmente da Carlo Zanzi: Maggiora, soprattutto storico, aveva dato spazio ad ampi articoli di storia locale, testi per specialisti, mentre con Pagani trovano spazio anche pezzi giornalistici, articoli più brevi, maggiori attenzioni all’attualità.

Dopo il saluto delle autorità e la Cronaca in sintesi del 2014 (curata da Carlo Zanzi, che ha preso l’eredità del grande giornalista varesino Mario Lodi), ecco la prima sezione, ATTUALITA’, con articoli di Matteo Inzaghi (Un giorno da ricordare), Fausto Bonoldi (Piazze virtuali e piazze reali), Ezio Motterle (Nasce il metrò dei laghi: in treno fra Ticino e Lombardia), Romano Oldrini (Non è ancora morto il nostro Pierino), Michele Mancino (Varese dà i numeri), Ambrogina Zanzi (Expottimisti 2015: incontro fra popoli) e Andrea Giacometti (La cultura, motore per il rilancio).

Nella sezione LA GENTE ecco Maniglio Botti (La finale del ’58), Fernando Cova (Pantaleone Cippatola da Varese), Gianni Perna (Gli appunti di Ermellina Dandolo), Massimo Lodi (Carlo Carcano, sindaco di Varese), Carlo Zanzi (Il mio fratellino), Livio Ghiringhelli (Grande intellettuale, uomo libero: Luigi Zanzi), Giuseppe Terziroli (Di Bruno Ravasi mi ricordo) e Gianni Spartà (Il prete con le ali).

Nella sezione LA STORIA E LE STORIE abbiamo articoli di Federica Lucchini (Lettere dal fronte di un soldato gaviratese), Riccardo Prando (I nostri cavalli faranno l’abbeverata sull’Isonzo), Carlo Meazza (Uomini e storie fra Masnago e il Tibet), Antonio Franzi (La Pallacanestro e Varese), Elena Canesi (Il Carnevale bosino secondo Speri della Chiesa) e Pierfausto Vedani (Varese fra velocità e lentezza).

Nella sezione IL TERRITORIO troviamo pezzi di Gianpiero Buzzi (Avanguardia Cattolica  e il suo movimento MACI), Livio Ghiringhelli (L’Indicatore Varesino), Anita Membrini (Tra carte e ceramiche degli Anni Venti) e Giuseppe Armocida (La Cappella Gentilizia-Mausoleo Castelbarco di Ispra).

Due articoli nella sezione L’ARTE E GLI ARTISTI: Ettore Pagani (Tra XIV alla Ghiggini, Voltorre e Sala Veratti) e Luisa Negri (Il debito di Varese per Vittorio Tavernari).

Nella sezione UL CANTUN DUL DIALETT contributi di Lidia Munaretti (La capìss nagòtt), Antonio Borgato (La guera dul Lino) e Carlo Zanzi (La voce di Sandro). Infine LE ATTIVITA’ DELLA FAMIGLIA BOSINA.

12 dicembre 2015
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