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Varese, Monsignor Viganò: vi racconto la rivoluzione dei media di papa Francesco

Monsignor Dario Viganò

Monsignor Dario Viganò

Senza dubbio Papa Francesco sta rivoluzionando la Chiesa con il suo stile, le sue parole, le sue iniziative. Ma anche un’altra rivoluzione sta procedendo: quella che riguarda i media del Vaticano. Ieri pomeriggio al Campus di Bizzozero dell’Università dell’Insubria ha preso la parola uno dei protagonisti della rivoluzione mediatica: monsignor Dario Viganò, Prefetto della Segreteria per la Comunicazione della Curia Romana e direttore del Centro Televisivo Vaticano.

Tutto è nato, come ha spiegato Viganò, il 29 giugno 2015, quando sono partite le attività della Segreteria per la Comunicazione, un nuovo dicastero della Curia Romana istituito con ‘Motu proprio’ da Papa Francesco, che integra tutti i media vaticani: Sala Stampa, Osservatore Romano, Centro Televisivo Vaticano, Radio Vaticana, Ufficio internet. Un processo articolato e complesso, dato che riguarda media diversi, in cui lavorano persone con contratti di lavoro diversi. “E’ stato avviato questo processo di riforma dove il consolidamento tecnologico risulta dominante, ed è stato avviato per comunicare autonomanente ciò che prima passava da un service della Rai”, ha detto il monsignore. Un processo complesso che conosce esiti differenti: “Il sito di Radio Vaticana si esprime in 34 lingue, con opinioni anche differenti. Una delle realtà che potrebbero confluire in un unico portale di informazione vaticana. Al contrario il quotidiano L’Osservatore Romano potrebbe in futuro non esistere più come testata cartacea”.

In questo processo è entrata la figura di Papa Francesco, una grande personalità che si è imposta ai media e alla comunicazione: “Certo, un fatto non indifferente. In papa Francesco prevale l’oralità primaria, è un uomo della spontaneità, e dunque i media devono seguirlo, con aspetti di complessità”. Oltre a ciò, il pontefice viene definito da Viganò come un insegnante ideale di “storytelling”: ricorda la storia che il papa ha raccontato sulla necessità di dividere una cotoletta, la propria, per dare da mangiare al povero. “Una storia che resta memorabile nella mente e nel cuore”.

Una rivoluzione, quella in atto a Città del Vaticano, che si muove, come conclude monsignor Viganò, facendo riferimento a tre grandi principi: grande professionalità, rivoluzione tecnologica e tutto a servizio del messaggio. Punti di riferimento chiari per affrontare il futuro della Chiesa e della comunicazione.

 

 

 

11 dicembre 2015
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