Varese

Varese, Primarie Centrosinistra, Galimberti: servizi alla persona, necessarie nuove soluzioni

Da sinistra Brivio, Galimberti e Ampollini

Da sinistra Brivio, Galimberti e Ampollini

Un tema decisivo, soprattutto nei prossimi anni, quello dei servizi alla persona. Un fronte che tagli e spending review sta mettendo a rischio, ma che nello stesso tempo continua ad essere centrale per un Comune che voglia rispondere a bisogni ed esigenze dei cittadini. Se ne è parlato, al De Filippi di Varese, nel confronto dal titolo “I servizi alla persona al centro della città del domani”. “Un problema di tutti”, come lo definisce Davide Galimberti, candidato alle Primarie del Centrosinistra, che ha organizzato il dibattito che ha visto la partecipazione di Maurizio Ampollini, direttore del Cesvov, e di Virginio Brivo, primo cittadino di Lecco.

Certamente una questione complessa, dai diversi profili, disciplinato da più enti e più normative. “A livello locale – spiega Galimberti -, e per quanto riguarda i servizi alla persona, il Comune ha compiti di pianificazione territoriale. Compiti fondamentali: una pianificazione fatta a livelli superiori rischia di non cogliere appieno le esigenze dei cittadini”. Decisivo è, su questo tema, la capacità di fare sistema: è ciò che, per il candidato sindaco del centrosinistra, può consentire di evitare riduzioni o taglio dei servizi in futuro. “La sola amministrazione locale non può garantire, da sola, i servizi. Se, invece, si confronta e collabora con le energie positive del territorio, a partire dal volontariato e con il Comune nel ruolo di regista, allora può salvaguardare i servizi ai cittadini”.

Maurizio Ampollini si è invece soffermato sulle differenze tra passato e presente per quanto riguarda sanità e politiche sociali. Un sistema caratterizzato da una divaricazione tra una sanità che poggia su un “modello centralistico” voluto dal Pirellone e le politiche sociali e socioassistenziali che sono in capo ai Comuni (12 gli ambiti territoriali in provincia di Varese).  Due settori che, tuttavia, tendono ad integrarsi, soprattutto per rispondere più efficacemente ai bisogni di salute presenti nella società, dalla riabilitazione alla cronicità. Temi che hanno offerto ad Ampollini anche l’opportunità per criticare un approccio “privatistico”, che in Regione vedeva nella libertà di scelta e nei voucher il massimo valore. “Ma se si tratta di persone sole, spesso lasciate a se stesse, è difficile pensare che questo sia il modello migliore”, ha detto Ampollini.

Forte l’appello del sindaco di Lecco a valorizzare il ruolo dei Comuni sulle questioni legate ai servizi alla persona. Dura la critica alla riforma sanitaria regionale targata Maroni: “La legge non ha enfatizzato il ruolo dei Comuni: non prevede infatti un momento in cui i Comuni si possano pronunciare sui temi della programmazione sanitaria”. Non solo programmazione: Brivio ha rimarcato anche l’importanza del momento gestionale, della possibilità che “gli ospedali siano più aperti nei confronti del territorio”. “Non ci sarà alcuna reale intregrazione, da questo punto di vista, se non ci sarà un confronto operativo e gestionale con la rete dei servizi comunali”.

Nel corso del dibattito è intervenuto anche il segretario regionale del Pd, Alessandro Alfieri, che ha raccontato, dall’interno, il lento costruirsi della riforma sanitaria regionale. “Non sono state ascoltate le amministrazioni locali –  ha detto Alfieri -: è una riforma calata dall’alto, decisa a tavolino”.

 

9 dicembre 2015
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