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Varese, Primarie Centrosinistra, candidati al De Filippi tra programmi e spot elettorali

I quattro candidati al De Filippi

I quattro candidati al De Filippi

Nuovo confronto tra i candidati alle Primarie del Centrosinistra al De Filippi di Varese, dopo il primo dibattito, sulla cultura, che si era tenuto alla sede Arci. Un dibattito a dieci giorni dalle primarie che ha visto i quattro candidati misurarsi su più temi, con l’inevitabile appello al voto finale. Candidati a tratti nervosi, con qualche battuta fulminante, in un auditorium non pienissimo.

Certamente non particolarmente vivace, come sarebbe stato se le domande non fossero state conosciute in anticipo dai candidati e il conduttore avesse interloquito maggiormente con le risposte dei candidati, non limitandosi solo a porre gli interrogativi. Insomma, si è ripetuto lo schema già visto all’Arci: scelte diverse, a quanto pare, non sono possibili.

Un sorteggio ha portato a stabilire l’ordine iniziale degli interventi: i candidati hanno estratto delle carte ed il primo a presentarsi è stato Davide Galimberti. “I politici di professione non tirano più – ha detto il candidato -, occorrono volti nuovi e preparati”. Contro le “etichette” è intervenuto Dino De Simone, mentre Daniele Zanzi si è autodefinito “disomogeneo”. Di sè Daniele Marantelli ha detto: “non sono mai stato dipendente di nessun partiti” e “sono partito dalla gavetta per arrivare in Parlamento”.

A questo punto sono partite le stesse domande ai quattro candidati alle primarie, con tre minuti per ogni risposta e con la possibilità, per una, di calare il jolly, che consentiva di dare risposte di cinque minuti. Primo tema: la Varese che funziona. Per De Simone centrale il tema della riqualificazione delle aree dismesse. Il segreto per fare ripartire Varese, a parere di Zanzi, è quello di considerarla una “città ambientale”. Marantelli sollecita 4 Consulte al posto delle Circoscrizioni e un ufficio europeo per ottenere finanziamenti comunitari. Galimberti ha calato il suo jolly per rispondere a questa domanda: per lui la maggiore discontinuità deve riguardare il Pgt, lo strumento principe per stabilire nuove linee-guida. Un Pgt che, grazie ad una variante generale, punti sul progetto-stazioni, da valorizzare per la conclusione, tra 18 mesi, dell’Arcisate-Stabio, che “renderà Varese non stazione di arrivo, ma stazione di transito”. L’intervento sul comparto stazioni potrebbe per Galimberti anche risolvere il forte degrado che caratterizza quel comparto.

La Varese che produce porta i candidati a confrontarsi con economia e sviluppo. “Varese sta morendo” dichiara Zanzi. “Occorre rilanciare l’economia, creare più prosperità”. Marantelli vola alto e profila per il futuro della città anche progetti come un “tapis-roulant” che può collegare il tribunale con le Ville Panza e Ponti. Galimberti gioca la carte delle agevolazioni per le imprese che si insediano sul nostro territorio creando nuovi posti di lavoro, con il rilascio delle autorizzazioni necessarie in tempo zero. De Simone parla invece di “co-working” e miglioramento energetico dell’edilizia.

Infine tema della Varese che aiuta chi ha bisogno. Qui è Marantelli che gioca il suo jolly, che ricorda le tante eccellenze legate ad assistenza e volontariato. Galimberti punta invece sulla riqualificazione degli edifici scolastici, su un più forte dialogo tra Comune e volontariato per la gestione dei servizi, su una importante novità come il “bilancio di genere”, cioè un bilancio con un occhio di attenzione alle donne. De Simone rilancia il tema dei rioni come “comunità” e non solo quartieri-dormitorio. Anche Zanzi gioca il suo jolly su questo terzo tema: la grande ricchezza del volontariato e dell’associazionismo deve essere coordinato dal Comune, ma sottolinea ancora l’ambiente come perno della città del futuro.

Giovani e come incentivare la partecipazione dei cittadini sono le due domande del pubblico, sorteggiate da una grande boccia di vetro. Poi è il momento degli appelli al voto finali, piccoli spot da un solo minuto. Zanzi dice che “occorre vincere per cambiare”, Marantelli si alza in piedi e parla di una “città più umana”, Galimberti dice che “i Comuni non possono essere luoghi di fine carriera dei politici”, De Simone chiude con una Varese bella e con le gambe per camminare in futuro.

 

 

 

4 dicembre 2015
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