Varese

Varese, Gazebo all’Inps dei lavoratori dei patronati contro i tagli del governo

Il presidio unitario a Varese contro i tagli del governo

Il presidio unitario a Varese contro i tagli del governo

In contrasto ai tagli previsti dalla legge di stabilità sul finanziamento di patronati e Caaf, questa mattina a Varese, presso la sede provinciale dell’Inps di via Volta. così come in tutta la Lombardia, si è tenuto un presidio di lavoratori dei patronati aderenti al CE.PA. (INCA – CGIL, INAS – CISL, ITAL – UIL e ACLI), che hanno realizzato un gazebo unitario. Una presenza che ha coinciso con la chiusura dei servizi al fine di sensibilizzare i cittadini.

Presidi e volantinaggi per sensibilizzare l’opinione pubblica si sono tenuti nelle piazze, davanti alle sedi dell’Inps, degli uffici degli enti previdenziali, delle sedi sindacali e della Rai.

La situazione è grave: complessivamente la riduzione delle risorse trasferite dallo Stato ai servizi è di 63 milioni per il 2015-2016 (35 già previsti dalla finanziaria nel 2015, ai quali si aggiungono i 28 della legge di stabilità del 2016 già approvata dal Senato) rispetto ai 430 precedenti.

Per i Caaf i tagli erano di 40 milioni per il 2016, 70 per il 2017 e 100 a partire dal 2018. Ciò significherà una pesante messa in discussione dei servizi fiscali ai cittadini.

Per la Lombardia, solo per il sistema dei patronati, che garantiscono servizi di tutela individuale sul fronte previdenziale e dell’assistenza, si stima una ricaduta in termini di tagli di oltre 6 milioni.

Per avere un quadro completo, basta qualche dato: il sistema dei patronati di Cgil, Cisl, Uil, Acli in Lombardia patrocina e trasmette in via telematica agli enti poco meno di un milione di pratiche; le sedi sono 326 con 632 operatori dipendenti e comandati.

La mobilitazione non è tanto in difesa del sindacato e dei suoi operatori, pesantemente colpiti da questi tagli, ma soprattutto per salvaguardare un pezzo importante di stato sociale nel nostro paese, e soprattutto le fasce più deboli della popolazione che vedono nelle nostre attività di tutela un riferimento importante: è evidente la spinta a sostituire il finanziamento pubblico con tariffe pagate dagli utenti. Si perde in questo modo, forse per sempre, il valore universale della gratuità del servizio di patronato.

La telematizzazione dell’Inps ha lasciato i cittadini soli, se non potessero rivolgersi ai patronati non saprebbero come fare. Basta pensare che in Lombardia l’87% delle pratiche dell’istituto è svolto dai patronati.

4 dicembre 2015
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