Varese

Varese, “Enrico IV”, Branciaroli svela l’anima nera del dramma

Franco Branciaroli insieme ad Antonio Zanoletti

Franco Branciaroli insieme ad Antonio Zanoletti

Non è mai facile o scontato il confronto con un super-classico come “Enrico IV” di Luigi Pirandello. Stratificazioni attoriali, intuizioni registiche, spirito del tempo lo hanno rimodellato, come materia viva, nel corso degli anni e lungo le tavole dei vari palcoscenici. Così è accaduto anche ieri sera, al Teatro Ucc di Varese, quando il dramma è andato in scena nell’edizione curata da CTB Teatro Stabile di Brescia e Teatro de gli Incamminati e con la regia di Franco Branciaroli.

Branciaroli è uno di quegli interpreti italiani dalla lunghissima carriera artistica, con alcuni punti fermi, in termini di autori e di testi, che lo hanno rivelato al pubblico come uno dei più interessanti uomini di teatro. E Branciaroli, per questo dramma che Pirandello aveva plasmato sull’ars recitandi del grande Ruggero Ruggeri, è parso ieri sera molto consapevole della densità di questo capolavoro, della sua storia, di punti deboli e punti di forza, quasi cercando di condensare, nelle oltre due ore di durata, tutte le sfaccettature del testo.

Dunque lo troviamo, nella prima parte, istrioneggiare con cadenze classicistiche e pompose, à la maniere de Ruggeri. Lo ritroviamo più intimo e travagliato nella parte di riflessione sulla sua follia. Lo incontriamo nella parte finale come un interprete contemporaneo, più attento al levare che al mettere. Certamente un Enrico IV che percorre con forza il sottile confine tra normalità e follia, che è poi il cuore del dramma del commediografo siciliano, con tutte le possibili declinazioni sul tema della finzione che costituisce poi il cuore del teatro in quanto tale (per Pessoa dell’arte in quanto tale). Ma soprattutto un Enrico IV, quello di Branciaroli, che rifugge toni eccessivamente comici e grotteschi, per concentrarsi sull’anima nera del personaggio, che dà vita sul palco ad una macchina infernale, quasi ad un gioco al massacro fatto di rancori e spirito di vendetta. In una battuta: rilegge Pirandello ripartendo dal Grande Bardo.

A circondare Branciaroli in scena una serie di bravi attori, tra i quali si segnala il “nostro” Antonio Zanoletti, che finalmente torna a Varese con un personaggio, il medico, a cui l’attore dà uno spessore credibile con grande bravura. Così tutti gli altri attori, che grazie alla regia di Branciaroli possono dare risalto ai loro personaggi, che appaiono così coprotagonisti del dramma.

 

 

2 dicembre 2015
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