Varese

Varese, Primarie Centrosinistra, Marantelli: Università dell’Insubria, eccellenza da valorizzare

Da sinistra Andrea Civati, Daniele Marantelli, Alberto Coen Porisini e il professor Rocca

Da sinistra Andrea Civati, Daniele Marantelli, Alberto Coen Porisini e il professor Matteo Rocca al Campus di Bizzozero

Continua a segnalare con la sua presenza i luoghi-simbolo della città. E così, dopo avere dato appuntamento ai cittadini in rioni e castellanze, il candidato alle Primarie del Centrosinistra Daniele Marantelli questa mattina era al Campus di Bizzozero, sede dell’Università dell’Insubria, l’università “istituita da un governo di centrosinistra, grazie all’impegno del ministro Luigi Berlinguer”, tiene a ribadire il candidato alle primarie. Una tappa che Marantelli affronta accompagnato dal magnifico rettore, Alberto Coen Porisini, e dal professor Matteo Rocca, direttore del Dipartimento di Economia dell’ateneo, due concorrenti alla carica di rettore che il candidato Pd alla corsa verso Palazzo Estense ha avuto la capacità di riunire per comprendere meglio cosa è stato fatto e cosa occorre ancora fare per l’università varesina.

Marantelli, nella bella aula didattica di Economia, accanto al rettore Coen, ha ribadito la centralità della formazione universitaria per una città che il deputato vuole “a forte vocazione europea ed internazionale”. Importante “irrobustire i rapporti tra l’ateneo e l’ospedale, oltre che con la città e il quartiere”. Un’università come spazio aperto alla cittadinanza, e che deve vedere, in un prossimo futuro, migliorare e potenziare i mezzi pubblici di collegamento. Altro impegno di Marantelli se darà eletto sindaco della città quello di realizzare un più che atteso ed auspicato marciapiedi dalla fermata del bus su viale Borri alla sede dell’Asl (ex ospedale psichiatrico). Anche il bosco verso la sede di Varese Risorse va sistemato e migliorato, trasformandolo in un parco pubblico.

Tanto si è fatto, ma tanto resta da fare. E a tale proposito Marantelli ricorda i 4 milioni di euro del governo che l’università rischiava di perdere per lo spostamento – in forza dell’Accordo di programma di piazza Repubblica – degli ultimi uffici da via Ravasi a Bizzozero. Un esito scongiurato grazie all’incontro con il sottosegretario all’istruzione Davide Faraone, che ha garantito che i fondi si potranno usare al Campus, pur entro il 2017. “Un incontro che grazie al rettore, ma anche alla mia presenza, ha sbloccato risorse importanti”, ha rimarcato il deputato Pd. Relazioni importanti che, se Marantelli diventasse sindaco, “potrebbero essere sfruttate anche in altri campi”.

Quanto poi allo spostamento dal centro città a Bizzozero dell’ateneo, Marantelli taglia corto: “è venuto il momento di abbattare un tabù, che tutto ciò che è di qualità deve stare in centro. No, non è così: a Varese non ci sono periferie, ma rioni e castellanze, che vanno valorizzate, facendo di Varese il cuore di un’area più ampia di Comuni con cui collaborare”. E, per concludere, Marantelli cita un autore che gli è caro, Carlo Cattaneo, per affermare che la campagna delle primarie la sta affrontando con lo sguardo in avanti, al dopo, ad una città capace di guardare lontano, “in grado di attrarre investimenti e talenti”.

 

30 novembre 2015
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2 commenti a “Varese, Primarie Centrosinistra, Marantelli: Università dell’Insubria, eccellenza da valorizzare

  1. Daniele Zanzi il 30 novembre 2015, ore 20:32

    Mi dispiace ,ma dissento profondamente da questa visione che vorrebbe delocalizzare completamente l’ universita’. E’ un grosso errore; l’ universita’ ,il suo rettorato e alcune facolta’ debbono rimanere in citta’ . Il masterplan, cosi come proposto, nei modi e nei contenuti, e’ uno sbaglio clamoroso e come tale va profondamente rivisto.La demolizione del Collegio Sant’ ambrogio e’ incomprensibile e sciagurata. Faro’ di tutto per impedire questa visione e questo approccio

  2. giovanni Dotti il 1 dicembre 2015, ore 10:46

    Come al solito si decide tutto ai vertici senza mai consultare la Cittadinanza. Sempre più marginalizzata e negletta. Solo un movimento civico che introduca lo strumento del REFERENDUM POPOLARE (sull’esempio della vicina Confederazione Elvetica) potrà restituire ai Cittadini la parola su molti importanti temi che riguardano la loro città, la loro vita quotidiana, le loro aspirazioni e il loro futuro. DANIELE ZANZI ha ragione quando si oppone al “masterplan” di piazza Repubblica e propone di lasciare alcune realtà universitarie in centro città, come Rettorato e facoltà umanistiche: credo che interpreti il pensiero di molti, anche se per verificarlo necessiterebbe un Referendum cittadino, come pure per altri temi come la destinazione d’uso di Villa Mylius, Villa Töepliz, nuovo casermone al Del Ponte, ecc. Gli errori del passato sono stati commessi perché si è sempre evitato il confronto coi Cittadini e si è proceduto d’autorità scodellando dall’alto progetti che poi sono risultati nefasti e fallimentari.

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