Varese

Varese, Carte d’identità elettroniche, il Pd Mirabelli: facciamo il punto

cartaIl capogruppo Pd in Comune, Fabrizio Mirabelli, vuole vederci chiaro nelle carte d’identità elettroniche con un’interrogazione presentata in Consiglio comunale questa sera. Un’iniziativa non nuova al consigliere, che su questo tema ha presentato già tre interrogazioni. Fin dal 17 marzo 2001, la carta d’identità elettronica (CIE) avrebbe dovuto diventare l’emblema del modernismo nella P.A ovvero lo strumento privilegiato per dialogare con essa. L’anno dopo partì, infatti, la sperimentazione che coinvolse 156 Comuni, tra cui quello di Varese, sui circa 9000 esistenti.

Inizialmente, si stabilì che i cittadini pagassero questo nuovo documento 30 euro, poi diminuiti a 20 (compresa la foto), rispetto ai 5,75 euro (più foto) di quello cartaceo tradizionale, per un business atteso di circa 200 milioni di euro all’anno, di cui il Comune non intasca un soldo dato che i ricavati vengono, ogni mese, girati allo Stato. 

Come ricorda Mirabelli, “la carta d’identità elettronica avrebbe dovuto sostituire il codice fiscale e dare accesso ad alcuni servizi internet”. Uno strumento importante per i cittadini, su cui Mirabelli pone diversi interrogativi a sindaco e giunta: “se risulti loro che, mentre all’inizio della sperimentazione il funzionamento dei macchinari, che è costoso, veniva finanziato dallo Stato, adesso, le spese molto elevate siano interamente a carico del Comune, il quale deve provvedere anche al personale occupato per questa funzione; se risulti loro che la strumentazione necessaria sia ormai obsoleta, i pezzi di ricambio difficili da reperire, i costi di un’eventuale sostituzione proibitivi; se risulti loro che, per questa ragione, l’Amministrazione di Bologna, così come molti altri Comuni che avevano attivato questo servizio, abbiano deciso, dal 2 novembre 2015, di chiuderlo definitivamente e che, altri, come, ad esempio, Roma e Napoli, abbiano segnalato un fabbisogno annuo molto basso rispetto alle dimensioni demografiche, ovvero rispettivamente 1500 e 500 carte; quale sia la situazione a Varese”.

Domanda ancora Mirabelli: “quante siano, attualmente, le persone che, ogni anno, richiedono ancora la carta d’identità elettronica; se sia stato attivato il portale web, come annunciato nella risposta alla mia ultima interrogazione in merito, e quali servizi, eventualmente, esso offra; se non ritengano opportuno, alla luce dell’elevato costo per il Comune e della scarsa utilità per i cittadini, valutare la possibilità di chiudere definitivamente questo servizio come hanno fatto altri Comuni; se non sia paradossale che i contribuenti, nel corso di questi tredici anni abbiano dovuto spendere un sacco di soldi tra progetti, consulenze varie, società inutili, spese legali e quant’altro per ritrovarsi con qualcosa che può essere considerato un vero e proprio monumento all’inefficienza della macchina burocratica”.

30 novembre 2015
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