Varese

Varese, Primarie del centrosinistra, i quattro candidati: sì al rilancio della cultura

Da sinistra, Zanzi, Galimberti, Marantelli e De Simone

Da sinistra, Zanzi, Galimberti, Marantelli e De Simone

Per una volta la cultura è stata al centro del dibattito politico, almeno per quel paio d’ore del confronto tra i quattro candidati alle primarie del centrosinistra che si è svolto presso la sede Arci di via Monte Golico a Varese. Lo spazio si è riempito di varesini interessati a conoscere il pensiero dei candidati su politiche culturali, risorse a bilancio, il nuovo teatro, e altro ancora. Un dibattito che è stato condotto da Adriano Gallina.

Tempi veloci, tre minuti per rispondere, brevi appelli al voto, alcune domande del pubblico. E un’estrazione a sorte per capire chi doveva iniziare a prendere la parola. Così si è svolto il primo confronto tra Dino De Simone, Davide Galimberti, Daniele Marantelli, Daniele Zanzi.

Prima domanda di Gallina sulle politiche culturali del Comune: ci sono state o no? Come dovrebbero essere? I quattro candidati la pensano allo stesso modo: tante le iniziative, ma è mancata la funzione di “coordinamento” del Comune, non si è vista “una regia”. Sulla questione della macchina comunale e degli assessorati, le idee invece sono diverse. Per Zanzi occorre “accorpare gli assessorati della cultura e del marketing territoriale”. Decisamente ridotte le risorse destinate alla cultura per Galimberti (su 105 milioni di euro a bilancio, solo 4 milioni alla cultura). Marantelli punta invece su spending review e fundraising, insieme alla partecipazione ai bandi. Dura la critica che De Simone riserva all’assessorato al Marketing: “Non un assessorato, ma uno strumento in mano al sindaco”.

Su rioni e periferie, per Galimberti “c’è una richiesta dei cittadini di praticare cultura sotto casa” ed è necessario avviare uno “sportello unico per la cultura”. “Non ci sono periferie, ma rioni”, interviene Marantelli. “La cultura – dice ancora il deputato Pd – non si fa solo in piazza Monte Grappa, ma a Velate e Bizzozero”. De Simone parla di “cultura diffusa” e porta l’esempio della piramide alle Bustecche come di uno spazio di partecipazione che ha perduto vivacità e partecipazione. Un grosso problema di risorse è stato rimarcato da Zanzi: “Oggi l’assessore ai rioni ha 12 mila euro, mentre in passato erano 120 mila”.

Immancabile all’appello il nuovo teatro di piazza Repubblica. Dubbi sulla sostenibilità finanziaria, soprattutto sul fronte dei privati, sono stati avanzati da Marantelli. Da De Simone arriva un no ad un teatro commerciale di profitto privato, mentre sì ad un “teatro luogo di formazione, luogo di produzione di cultura”. Secondo Zanzi “non abbiamo bisogno di un teatro come l’Apollonio”, ma di un teatro di 800 posti, massimo 1100. Galimberti ha rimarcato come l’operazione Accordo di programma, a cui ha dato un contributo il Pd, consentirà una riqualificazione di Caserma e piazza. Dubbi invece sulla sostenibiltà economica del teatro.

Dopo l’appello al voto da parte dei quattro candidati, via alle domande del pubblico, che alla fine sono state solo due. La prima, posta dal fotografo Carlo Meazza, chiede se i candidati sono favorevoli alla realizzazione di una moschea a Varese. I quattro candidati si dichiarano favorevoli, con Galimberti che ricorda che la risposta al ricorso al Tar contro il Pgt da parte della Comunità islamica farà sì che “sarà la stessa Lega a dare questa possibilità ai musulmani”. Mentre Marantelli è l’unico che affaccia anche la questione dell’allarme terrorismo. “Contro gli imprenditori della paura saremo duri”.

Si affaccia poi il tema della rappresentanza di genere. Zanzi ribadisce l’importanza delle donne nell’amministrare la città. Galimberti garantisce il 40% di donne nella futura giunta. Marantelli strappa un applauso ricordando Laura Prati, De Simone ribadisce l’importanza dell’educazione sui temi dei diritti. E così si chiude il primo dibattito tra candidati alle primarie di Santa Lucia.

28 novembre 2015
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11 commenti a “Varese, Primarie del centrosinistra, i quattro candidati: sì al rilancio della cultura

  1. giovanni il 29 novembre 2015, ore 09:53

    Tutti buoni ma troppo generici i programmi dei 4 Candidati sulla cultura. Si dovrebbe scendere nei “dettagli” per capirci qualcosa. Apprezzabile il progetto di Daniele Zanzi di accorpare in unico Assessorato territorio, ambiente, cultura e sport.

  2. giovanni dotti il 29 novembre 2015, ore 11:02

    Al di là della genericità dei programmi dei 4 candidati (sarebbe stato auspicabile che scendessero più nei “dettagli”) mi piace la proposta di DANIELE ZANZI di accorpare in un unico Assessorato ambiente, territorio, turismo, cultura e sport. Come pure quella di ridimensionare il futuro Teatro ad un massimo di 800-1000 posti (perché altrimenti sarebbe sempre un debito per il Comune) e di riutilizzare altre vecchie strutture oggi dimenticate come il Politeama e il Vittoria. Mi lasciano invece perplesso le ipotesi prospettate da alcuni candidati di portare la cultura nei rioni, in quanto è risaputo che il centro-città è sempre stato il polo d’attrazione dalle periferie e dai centri minori limitrofi per qualsiasi evento o manifestazione socio-culturale. Anche alla luce delle limitate disponibilità finanziarie, che consigliano di concentrare le energie anziché disperderle in mille rivoli tanto per accontentare un po’ tutti.

  3. Mariella il 29 novembre 2015, ore 19:53

    Dalla banalità delle risposte si denota che i quattro candidati hanno ben poca dimestichezza con il settore della cultura.
    Il fatto che Belli se ne sia andato alcuni mesi da dal PD è palese; così nessuno ha potuto cercare almeno qualche “imboccamento” che avrebbe evitato questa fiera dell’ovvio.

  4. Varese, Primarie del centrosinistra, i quattro ... il 29 novembre 2015, ore 20:30

    […] Varese – Tempi veloci, tre minuti per rispondere, brevi appelli al voto, alcune domande del pubblico. E un'estrazione a sorte per decidere chi deve iniziare  […]

  5. domenico nitopi il 29 novembre 2015, ore 20:44

    Mere, inutili chiacchiere sulla cultura, a quel che riportano i giornali, nel primo confronto tra i quattro candidati, espressione di uno spaventoso vuoto progettuale. Un progetto? Tra gli altri, ad esempio, fare di Palazzo Estense e dei suoi giardini e di Villa Mirabello un unico polo museale sul sottovalutato (da noi stessi) genio artistico varesino, concentrandovi opere che vanno dal Magatti e dal Nuvolone a Bodini, Butti, Pogliaghi, Salvini (e pure Guttuso, varesino acquisito) alcune già proprietà comunale ed altre da acquisire con prestiti e convenzioni, tutte sparse e disperse in vari musei che non frequenta nessuno, con sezioni dedicate alle opere di Hayez, Balla, Pellizza (presenti a Masnago) o alla letteratura (gli archivi Chiara e Liala, di proprietà comunale) o all’ingegno (Flaminio Bertoni, museo che Varese è riuscita a perdere)… Il resto è fuffa! E quanti altri progetti potrebbero farsi in una città che ha due siti Unesco, uno Fai, un lago con vista sul Rosa, un Campo dei fiori balcone di Lombardia (e non solo), una funicolare, un osservatorio, ville (Mylius, Toeplitz, Recalcati…) e parchi, con Milano, Como, Lugano, sette laghi e due aeroporti nel raggio di 40 km, splendide chiese chiuse (S.Stefano, Madonniana di Biumo, S.Martino…). Certo, se uno vuole il Colosseo per fare cultura e turismo…

  6. a.g. il 29 novembre 2015, ore 21:25

    Cara Mariella ero presente al confronto. Le risposte piuttosto generiche nascevano dal fatto che le domande poste erano molto ampie. In più, il moderatore ha posto le domande per poi non intervenire più nel corso delle risposte a chiedere chiarimenti, fare obiezioni, proporre più concretezza. Dunque, è stato il format scelto ad offrire ai candidati la possibilità di stare sulle generali. Resta il fatto che, almeno, c’è stata un’occasione di dibattere. A destra, almeno per ora, ancora nulla…

  7. a.g. il 29 novembre 2015, ore 21:31

    Non era semplice rispondere in tre minuti su questioni molto generali. Forse occorreva un confronto più vivace, ma soprattutto più interventi del pubblico, coinvolto a tarda ora per la lunghezza degli interventi dei candidati. Tuttavia uno sforzo apprezzabile per quanto limitato…

  8. giovanni Dotti il 30 novembre 2015, ore 10:01

    La CULTURA è un termine troppo generico che si presta alle più svariate e diverse interpretazioni. Dall’arte e dai musei al turismo, dalla progettazione urbanistica alla tutela ambientale, dall’ecologia allo sport, alle feste rionali, ecc. Impossibile quindi in meno di 2 ore parlare di tutto, anche per un solo Candidato. Figuriamoci se quattro! Mi sarebbe bastato parlare del patrimonio di ville e giardini di proprietà comunale e della caserma, oggi lasciate in disuso, a come pensare di utilizzarle concretamente, sia a fini culturali che ludici e turistici. Ad es., riallacciandomi al commento di Domenico Nitopi, perché non pensare ad un POLO MUSEALE UNICO e dove collocarlo, in modo da raccogliere in un unico luogo tutte le varie realtà oggi sparse sul territorio comunale, in modo da renderle più facilmente fruibili da tutti, Varesini e non, affiancandogli anche spazi adeguati per esposizioni estemporanee di vario genere, in modo da attrarre quel TURISMO CULTURALE oggi in espansione, così come avviene in altre città italiane ed estere di medio-piccole dimensioni ? Già io avevo pensato alla Caserma, ma se ciò è impossibile si pensi ad altri luoghi (altri hanno suggerito Palazzo Estense, dopo il trasferimento degli uffici in altre sedi). Su temi concreti come questi avrei preferito si svolgesse il dibattito, non sulla cultura delle salsicce alla brace nelle periferie.

  9. Mariella il 30 novembre 2015, ore 10:52

    Scusi a.g. Lei avrà anche ragione sul tempo ristretto, ma, pure di fronte ad una domanda precisa, se una persona avesse un’idea precisa, un progetto in mente, un’intenzione, dovrebbe essere in grado di inserirla, magari anche solo accennando.
    Così, forse, il pubblico, interessato dall’accenno, avrebbe potuto fare qualche domanda sul tale progetto…
    No, caro a.g.: i fatti sono soltanto due, secondo me.
    Il primo è che di chiacchiere si è capaci tutti ed è semplice dare una risposta generica: se leggo quello che è scritto sopra c’è il vuoto spinto.
    Il secondo è, che sul tema della cultura, se non si scomodano alcune persone che ne fanno la loro pratica quotidiana anche in città, in mezzo e con la gente, ho pensato a Bruno Belli, perchè, da quanto fatto in questi anni. e da quello ce di lui leggiamo mi sembra uno tra i più assennati e logici nel pensiero, senza troppi grilli in testa e progetti monumentali, ma ci son anche gli altri che, magari, potrebbero riunirsi in un gruppo culturale, questi signori non hanno proprio nulla da dire, se non ripetere un compitino per altro male imparato.
    Almeno io (e come me altri che bene conoscono) la pensano così.

  10. Daniele Zanzi il 30 novembre 2015, ore 14:08

    Torno a ripeterlo: vi pregherei di andare a leggere ” semi di citta’” documento pesante e pensante elaborato da Varese2.0 dove si troveranno idee e proposte serie e concrete, non generiche, sulla visione di cultura in citta’ . Potranno non esssere condivise; quantomeno sono un tentativo organico di dare risposte concrete , impossibili da fornire in un intervento limitato di tre minuti.vorrei comunque anche spendere due parole di plauso e ringraziamento agli organizzatori del dibattito di sabato scorso che hanno dato modo a tutti i candidati di esporre anche idee interessanti. Organizzare non e’ semplice, non si potra’ mai soddisfare le aspettative di tutti, specie degli assenti

  11. Mauro Gervasini il 1 dicembre 2015, ore 12:38

    Soprattutto degli assenti, caro Zanzi. Io c’ero, sabato scorso, e mi complimento con tutti e quattro, perché su alcuni punti c’è stata concretezza, al di là delle sintesi giornalistiche che fanno, appunto, sintesi. Su Villa Mylius almeno due candidati hanno lanciato idee, uno anche sul museo Bertoni, tutti si sono espressi sul teatro, parlando anche di contenuti e progettualità… Francamente difficile pensare si potesse fare di più, e meglio, in 3 minuti a risposta. Non partecipare e giudicare è facile, ma queste primarie stanno mettendo in circolo energie e idee, e sabato scorso se ne è avuta conferma. Cordialità

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