Varese

Varese, Stop al burqa, dopo il Comune la parola al prefetto

comune di VaresePolemiche al vetriolo e titoli dei tg nazionali per Varese che proibisce ciò che nasconde il volto in pubblico, compreso dunque il niqab e il burqa. Con un’ordinanza di oggi 26 novembre, il sindaco di Varese, Attilio Fontana, riprende e rilancia la decisione presa dal Consiglio comunale nel gennaio scorso.  La mozione presentata dal forzista Piero Galparoli aveva ottenuto l’ok del parlamentino cittadino con venti voti favorevoli, sette astensioni (quelle dei consiglieri del Pd) e uno solo contrario. Una scelta che oggi, con la sua ordinanza, Fontana ha riportato all’attenzione e inviato al Prefetto Giorgio Zanzi l’ordinanza perchè la possa valutare.

La scelta di Varese segue il provvedimento del vicino Canton Ticino, che ha proibito il velo integrale nei luoghi pubblici, una normativa conseguente alla scelta del referendum di settembre 2013.

L’ordinanza del sindaco Fontana fa riferimento all’allarme terroristico che spinge ad assumere misure urgenti per garantire “l’immediata riconoscibilità di chiunque si muova in luoghi pubblici o aperti al pubblico nel territorio cittadino, sia per agevolare il lavoro di controllo operato dalle Forze di polizia, sia per prevenire l’insorgenza di tensioni e ingiustificati allarmi nella cittadinanza”.

Dunque stop a ciò che copre il viso e rende immediatamente irriconoscibile la persona, naturalmente eccezione fatta per dispositivi di protezione, dai caschi protettivi per chi guida veicoli agli strumenti necessari a chi lavora.

A questo punto la palla passa al Prefetto, che dovrà valutare l’ordinanza pubblicata oggi nell’albo pretorio. Un tema forte certamente nella vicina campagna elettorale che porterà la città al voto nella primavera del 2016, e che desterà ancora polemiche nel mondo politico e associativo.

 

26 novembre 2015
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