Varese

Varese, Tuscano lancia l’iniziativa Rock’n'Roll, Patrimonio dell’umanità

Pino Tuscano insieme a Bobby Solo

Pino Tuscano insieme a Bobby Solo

Domenica 22 novembre alle ore 11 presso il Bar Zamberletti di Corso Matteotti a Varese sarà presentata l’iniziativa “Rock’n'Roll Bene Comune e Patrimonio dell’Umanità” di Pino Tuscano.

Un confronto che, moderato dal giornalista Diego Pisati, vedrà partecipare Fiorenzo Croci, associazione Il Cavedio e organizzatore del “Festival Rock’n'Roll Varese”, Antonio Di Furia, Balera La Balera dell’Ortica di Milano, Gestione Ortica Festiva e Garage Market, Matteo Rubino, vocalist band Gli Shakers – Progetto Musicraiser. Special Guest Gli Shakers.

Come scrive Pino Tuscano, “è arrivato il momento di accogliere la musica tra i beni comuni e i valori tutelati dalle istitu-zioni pubbliche. In questo caso, mi riferisco in particolare alla musica rock, che attraver-so il suo forte vento di novità ha contributo al cambiamento della cultura, del costume, della società. La diffusione planetaria, la costruzione di un mondo immaginario, il ruolo nello sviluppo so-ciale, economico e culturale confermano che occorre rilanciare l’attenzione verso la crea-tività musicale e artistica da parte delle Istitu-zioni preposte alla salvaguardia dei patrimoni universali. Anche la Repubblica Italiana dovrebbe attribu-ire al Rock’n’Roll un riconoscimento ufficiale, conservando, tutelando e promuovendo tutte le sue forme materiali e immateriali, storiche, artistiche e culturali. Nonostante abbia avuto origine negli Stati Uniti, questo genere musi-cale ha via via messo profonde radici in tutto il mondo e, spesso in forme e modi peculiari, anche nel nostro Paese. Il riconoscimento e il sostegno delle istituzioni costituirebbero anche un volano economico, apportando un notevole impulso allo sviluppo sociale e culturale del Paese. Il Rock’n’Roll ha dato un contributo ecce-zionale, a partire dagli anni ’50, a modi-ficare profondamente i costumi e il modo di pensare, a infrangere vecchi tabù, a farci uscire dal “piccolo mondo antico” dell’Italia post-bellica. È stata una storia notevole di socializzazione, sprovincializzazione, visione internazionale”.

 

 

 

 

 

18 novembre 2015
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