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Varese, Primarie Centrosinistra, Marantelli: il futuro di Varese? Ecco come lo vedo io

Marantelli e la sua squadra ai Giardini Estensi

Marantelli e la sua squadra ai Giardini Estensi

Sceglie il cuore della città, i Giardini Estensi, il candidato alle Primarie del Centrosinistra, Daniele Marantelli, per presentare il suo programma e per lanciare il nuovo sito Internet. E lo fa insieme ad Antonio Conte e Luisa Oprandi, tanto per rimarcare la linea lunga di un impegno che, con la candidatura di Marantelli, approda ad una nuova tappa che, questa volta, potrebbe essere decisiva. Insieme a loro ci sono anche il bravo capogruppo Fabrizio Mirabelli e il consigliere comunale Andrea Civati, oltre naturalmente a Pino Tuscano, infaticabile organizzatore della campagna di Marantelli (oltre che rocker nell’anima) insieme a Mirabelli.

Marantelli parte da una sottolineatura che gli sta cara: il carattere “popolare” della sua candidatura a sindaco per una coalizione che al momento comprende Pd e Varese 2.0, ma che il candidato non ha mai nascosto di volere allargare a Sel. “Sono un candidato – dice Marantelli – che va nelle piazze, nei rioni, tra i cittadini. Penso che il sindaco debba essere una figura popolare, così come la sua giunta debba essere un organismo collegiale, non composta da assessori che si muovono in maniera anarchica e ‘creativa’”. “Con la fine delle Circoscrizioni – continua il deputato Pd, membro della Commissione Difesa – si è creato un’ampia frattura tra cittadini e Comune: occorre creare Consulta (con membri non retribuiti) che si articoli in quattro zone: montagna, lago, ovest ed est, un luogo di partecipazione, una scuola per i futuri amministratori”.

Batte sul tasto dell’economia, Marantelli, su imprese e lavoro. Ma anche sulla capacità che Varese deve mostrare nel sapere attrarre investimenti, nuove idee, voglia di intraprendere. “A Varese spetta un ruolo di leadership dialogante con i Comuni circostanti – continua Marantelli – perchè è chiaro che occorre partecipare alla competizione tra territori, la vera sfida di domani”. Non dimentica una forte attenzione ad artigianato e commercio “che sono sinonimo – insiste – di qualità urbana”.

Ma Marantelli ama soprattutto la città, la sua città, i suoi “tesori”, le sue eccellenze. “Tante bellezze da mettere in rete – dice ancora il deputato varesino -, dal Sacro Monte a Villa Panza”. Con un occhio di attenzione costante ad una delle criticità: la mobilità. Il candidato parte dalla Pedemontana (“sul pedaggio il Comune deve dare vita ad un’iniziativa incisiva”) fino alla città di ogni giorno. Fa l’elogio dell’iniziativa del “Pedibus” portata avanti alla Vidoletti, mentre è duro con l’incapacità di coordinare gli interventi sulle strade della città. “Prima si riparano le buche, poi arriva l’Enel, poi le aziende telefoniche…tanti disagi per i cittadini”.

Il candidato Pd ha poi un vero “chiodo fisso”: l’università cittadina. “Va potenziata l’Insubria, una polmone di cultura e formazione, ma anche un modo per contrastare la tendenza ad invecchiare della città. Occorre offrire alloggi agli studenti, magari con accordi intelligenti con i privati, e devono esserci mezzi tpl più efficienti a servizio dei ragazzi che studiano a Varese”.

Per Marantelli Varese può diventare la città della musica, prendendo così molto sul serio la cultura e la formazione. Come gli fa eco Luisa Oprandi, consigliera comunale e dirigente scolastica, ricordando che qui ci sono scuole pubbliche che insegnano la musica, oltre al Liceo Musicale.

Fondamentali, infine, per il deputato varesino i temi della salute e della sicurezza. Lancia una freccia contro la figura del direttore generale dell’Azienda ospedaliera (“senza controlli popolari, risponde esclusivamente al Pirellone”) e chiede di progettare il futuro considerando come patologie legate all’invecchiamento saranno sempre più diffuse. Quanto alla sicurezza, Marantelli è tranciante: “Certo, Varese deve essere una città accogliente, ma nessuna tolleranza verso intimidazione e violenza. Per questo, oltre all’Osservatorio già operativo, è necessario un tavolo a cui partecipino anche categorie economiche e forze sociali, perchè la sicurezza è un bene di tutti”.

16 novembre 2015
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