Varese

Varese, Enzo Iacchetti: il teatro, medicina che guarisce da tante malattie

Enzo Iacchetti in cattedra alla Sala Montanari

Enzo Iacchetti in cattedra alla Sala Montanari

Una piccola e simpatica “lezione”, quella che ieri pomeriggio Enzo Iacchetti ha tenuto in Sala Montanari in occasione dell’avvio della Scuola Teatrale Città di Varese, che vede quest’anno la collaborazione tra la storica scuola di Anna Bonomi e la realtà della Coopuf. Una quarantina di persone, in gran parte giovani e giovanissimi, ha assistito al dialogo tenuto dall’attore, introdotto da alcune parole sulla scuola da parte di Andrea Minidio.

“Sono qui perchè voglio molto bene a Varese, anche se Varese non sempre mi vuole altrettanto bene”, esordisce Iacchetti. Che poi, dopo avere fatto una breve indagine sulle motivazioni per cui erano presenti tanti giovani, ha iniziato a parlare sulla sua grande passione: il teatro. Storie di lago e ricordi della sua infanzia, con un toccante riferimento al papà scomparso, hanno portato l’attore a sottolineare la funzione del teatro. “Certo, il teatro non salva la vita, ma aiuta a non essere soli. Se in tutti i luoghi, da Cuveglio fino a Bolzano, ci fosse, come a Varese, una scuola di teatro, ci si sentirebbe meno dispersi”, ha detto l’attore. Se poi si va oltre la passione e il tempo libero, e si guarda al teatro come professione, cambiano le carte in tavola: “Allora si deve capire se oltre alla passione, c’è anche talento”.

“Una buona medicina per guarire da tante malattie”, ha sottolineato Enzino. Anche dalla timidezza e dalla difficoltà di fare amicizia con gli altri. Così ha raccontato la sua storia di bambino timido che, grazie ad un’imprevista esperienza di teatro dialettale a Maccagno, acquista capacità di credere in se stesso e conosce il piacere di calcare le tavole del palcoscenico. Una rivelazione a cui è seguita una lunghissima gavetta che approda alla fine al mitico Derby di Milano, in cui parte la vera carriera artistica di Iacchetti.

Tanti ricordi, battute e pensieri. Al termine, insieme ai ragazzi presenti, Iacchetti ha scritto e rappresentato una scenetta su un signore che rompe i suoi occhiali e si trova in piazza Cadorna a Milano. Una scenetta surreale in tipico stile-Iacchetti.

14 novembre 2015
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