Varese

Varese, Cucina gourmet sotto vetro grazie allo chef Matteo Pisciotta

Da sinistra lo chef Pisciotta e Edoardo Bulgheroni

Da sinistra lo chef Pisciotta e Edoardo Bulgheroni

Presentata la linea di piatti “sotto vetro” per l’inverno. Un progetto tutto varesino che è stato proposto allo Zamberletti di via Manzoni da Edoardo Bulgheroni e dallo chef Matteo Pisciotta, che ha inventato questi barattoli di vetro che contengono piatti di alta cucina. Una proposta fatta a tutti quelli che hanno voglia di consumare un piatto, magari nella pausa pranzo, ma un piatto da gourmet.

Tutto questo nasce da Jarit, un’idea dello stesso Pisciotta e di Andrea Piantanida, che hanno intrecciato un nuovo concetto di ristorazione e l’eccellenza della cucina italiana. A dare vita e sostanza a questa iniziativa, una serie di chef stellati, che Pisciotta ha coinvolto per avere da loro ricette esclusive: Claudio Sadler, del Ristorante Sadler a Milano, Antonella Ricci e il marito Vinod Sookar (Al fornello di Ricci a Ceglie Messapica). Katia Maccari (I Salotti di Villa il Patriarca a Chiusi) sono soltanto i primi di una serie di grandi cuochi che collaborano al progetto.

“Zamberletti ha stretto un accordo con Jarit – racconta Edoardo Bulgheroni – per offrire ai clienti una pausa pranzo con la cucina stellata, un’iniziativa molto varesina. Potremo definirla una proposta da fast food di qualità, una moderna ‘schiscietta’. E da noi abbiamo riservato uno spazio dedicato a questa esperienza, dove è possibile consumare i piatti”. Piatti che sono stati disegnati dal grande designer Marcello Morandini.

Finora sono stati confezionati 158 piatti in altrettanti vasetti, e il costo è davvero ridotto, dato che si va nella media da 8 a 14 euro. I piatti cambiano ogni due mesi, dato che uno dei “must” del progetto è di rispettare qualità e stagionalità degli ingredienti.

“Qualcosa di fresco, gustoso, assoutamente salutare”, così presenta i suoi vasetti lo chef Matteo Pisciotta, entusiasta del progetto che sta facendo i suoi primi passi. “Tutto nasce un anno fa, ma ci sono voluti otto mesi per arrivare a concretizzare il progetto”. Escludendo due piatti che non si prestano (risotto e spaghetti) la proposta è davvero ampia e riguarda un po’ tutti i cibi. “E’ anche un modo per portare a Varese piatti di amici chef fisicamente lontani offrendo loro anche una platea più vasta”, continua lo chef varesino. “Uno sprazzo di gioia culinaria nella pausa pranzo – dichiara Pisciotta -, grazie ad ingredienti stagionali e freschi, escludendo qualsiasi cosa surgelata. E con l’obiettivo di rompere i cliché della pausa pranzo con una proposta anticonvenzionale e creativa”.

Ma il colpo di scena finale è il luogo dove opera il centro cottura utilizzato dal progetto: via Dunant, presso la sede della Croce Rossa Italiana. “Siamo impegnati in questo luogo – dice Pisciotta – dove collaboriamo anche alla ristorazione per la mensa lanciata dalla Cri”. Insomma, ad un progetto di qualità lo chef dà una pennellata di etica e di solidarietà, come nella migliore tradizione varesina.

 

 

13 novembre 2015
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Rispondi

 
 
kaiser jobs