Varese

Varese, Primarie Centrosinistra, De Simone: Expo, occasione persa dalla città

Dino De Simone

Dino De Simone

Il candidato alle Primarie del Centrosinistra di Varese, Dino De Simone, interviene su Expo e sulle ricadute che esso ha avuto su Varese: “La presenza della Regione Lombardia a Varese per presentare un progetto di lotta allo spreco alimentare è l’occasione per riflettere sul tema dell’alimentazione. Varese ha colto l’occasione di essere ubicata a 50 km da EXPO? Varese ha approfittato dell’importante tema “Nutrire il pianeta – Energia per la vita” per discuterne, per riflettere? La risposta, desolante, è no”.

Continua De Simone: “Certo, i varesini hanno affollato il Decumano e hanno fatto la fila al Padigione del Giappone, ma un’amministrazione attenta avrebbe dovuto operare con una forza e una capacità d’azione su due aspetti in particolare: l’alimentazione e il turismo. Per quanto riguarda il primo punto è sufficiente prendere spunto da quanto fatto a Milano:http://www.foodpolicymilano.org/ Come mangia Milano? Come far sì che tutti abbiano cibo sufficiente? Si può sprecare meno? Partendo da queste domande il Comune ha chiamato a raccolta esperti, istituzioni e soprattutto i cittadini per riscrivere le regole del sistema alimentare milanese e renderlo più equo e sostenibile. Comune di Milano e Fondazione Cariplo hanno promosso la Food Policy come uno strumento di supporto al governo della città, promosso per qualificare e rendere più sostenibile la città stessa partendo dalle tematiche legate al cibo”.

Per De Simone “la Food Policy di Milano abbraccia temi diversi in un’ottica di responsabilità che il Comune si prende nei confronti dei propri abitanti, del proprio ambiente, del benessere diffuso in città. Dalla governance all’educazione, dalla limitazione degli sprechi, dal benessere all’ambiente: moltissimi sono gli aspetti toccati dalla Food Policy, e tutti vanno nella direzione dell’accesso al cibo per tutti, limitando gli sprechi e tutelando l’ambiente, in quanto fonte da cui il cibo proviene. Senza dimenticare l’aspetto economico e sociale legato al nutrimento. Durante le consultazioni sulla Food Policy il Comune di Milano ha individuato le 100 idee su come cambiare l’approccio al cibo della città: sono l’ossatura della strategia che guiderà le politiche alimentari di Milano nei prossimi cinque anni. Per  tradurre in progetti alcune delle proposte dei milanesi, potenziare attività esistenti o valorizzare esperienze pilota, il comune ha aperto un bando di sponsorizzazione che permetterà ad aziende, organizzazioni e privati di partecipare alla trasformazione del sistema alimentare urbano. http://www.foodpolicymilano.org/le-100-idee-food-policy-band/

Il 5 ottobre, con 24 voti favorevoli, il Consiglio Comunale di Milano ha approvato la delibera riguardante il “Milan Urban Food Policy Pact”, il patto internazionale sulle politiche alimentari urbane sostenibili, che è stato firmato il 15 ottobre da 100 città del mondo,  e le “Linee di indirizzo della Food Policy di Milano 2015-2020”, il piano di azione per il miglioramento del sistema alimentare locale. Le “linee di indirizzo della Food Policy di Milano 2015-2020”, sono il frutto di un lavoro cominciato nel 2014 con la firma di un protocollo d’intesa con la Fondazione Cariplo. In questi mesi c’è stato un ampio confronto con la città sui temi della Food Policy che ha coinvolto amministrazione, cittadini, terzo settore, università e imprese profit e non profit.
L’intenzione è anche quella di rafforzare soluzioni innovative già sperimentate con successo, come l’apertura delle mense scolastiche agli anziani. Molta attenzione anche allo  sviluppo dell’agricoltura urbana, sia professionale sia  per l’autoconsumo, nelle aree agricole pubbliche. Verranno proposte campagne di comunicazione rivolte alla cittadinanza per promuovere stili alimentari sani, ma anche per far conoscere i metodi di coltivazione sostenibili. L’educazione alimentare sarà protagonista nelle scuole milanesi, grazie  a una maggiore diffusione degli orti scolastici, di distributori di frutta fresca e accordi con le aziende agricole. Infine, ci saranno incentivi alle iniziative di recupero e riutilizzo delle eccedenze alimentari, dai condomini ai mercati comunali, in tutti le zone della città”.

“Per continuare a coinvolgere la cittadinanza nelle tematiche alimentari cittadine è stato anche istituito un Consiglio metropolitano del cibo. Varese dovrà pensare a se stessa affrontando questi punti. L’occasione di farlo ora, con EXPO a due passi, è stata persa. In futuro Varese avrà la sua food policy. Le iniziative interessanti sviluppate su questi temi, senza alcuna vera e seria partecipazione da parte del Comune, saranno messe a rete e saranno valorizzate come meritano (pensiamo al lavoro di Camera di Commercio, del Banco Alimentare, di Slow Food, di alcune scuole varesine, ecc…).”

6 novembre 2015
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