Varese

Varese, Maroni in Consiglio illustra le opportunità della Super-Europa

Maroni interviene im Consiglio comunale

Maroni interviene im Consiglio comunale

Trent’anni fa era seduto tra i banchi dell’opposizione. Roberto Maroni è tornato ieri sera in quel Salone Estense che lo aveva visto rappresentante del Carroccio, un partito nuovo che sfidava i politici della Prima Repubblica. Ed è tornato per presentare la Macroregione Alpina. “Provo una certa emozione a tornare in questa Aula”. Sta per cominciare una seduta del Consiglio comunale su questo nuovo organismo voluto dall’Europa. E il presidente della Regione è giunto a Varese per illustrarne le opportunità e i benefici. Tra i pochissimi presenti in Salone Estense, c’è anche il presidente della Camera di commercio di Varese, Renato Scapolan.

Prende la parola il sindaco di Varese, Attilio Fontana: “Affrontiamo un tema estremamente innovativo, introdotto dall’Europa. Nasce un laboratorio di territori omogenei, che potranno utilizzare fondi europei, nazionali e regionali. Una realtà nuova con la capacità di superare lo Stato nazionale, che sta mostrando diverse pecche”.

E’ il momento del presidente Maroni, giunto in Consiglio comunale quasi nelle vesti di un ministro degli Esteri del Pirellone: è accompagnato da Raffaele Raja, capo dell’ufficio a Bruxelles della Regione Lombardia, e Marco Villani, consigliere d’Ambasciata. Lasciato da parte un bel po’ di euroscetticismo e di strali salviniani anti-Bruxelles, con l’aiuto di slide Maroni fotografa questa super-Europa che comprende 46 regioni (per l’Italia sono incluse Lombardia, Piemonte, Veneto, Liguria, Friuli Venezia Giulia, Valle d’ Aosta e dalle due province autonome di Trento e Bolzano), una realtà trasversale rispetto agli Stati, sette in tutto, dei quali cinque appartengono alla Ue: Italia, Germania, Francia, Slovenia, Austria e due extra Ue: Svizzera e Lichtenstein.

“Non c’entra la politica – esordisce Maroni -, è una questione istituzionale”. Continua Maroni: “Stiamo parlando della parte più forte, più sviluppata e più omogenea dell’Europa, che diventerà un soggetto istituzionale interlocutore della stessa Unione Europea”. Tre i pilastri, ricorda Maroni, su cui si regge questa nuova realtà: la tutela dell’ambiente, la mobilità, l’economia. Ma soprattutto con la Macroregione Alpina c’è di mezzo una grossa quantità di fondi europei. “Le regioni italiane sono otto – dice ancora Maroni – e vorrei evitare che si prendano tutto le realtà di lingua tedesca più capaci di fare lobby. Con il risultato che noi resteremo al palo”. Dunque, necessità di fare squadra e di correre, dato che la nuova realtà debutterà in Slovenia, a Lubiana, il 25 e 26 gennaio.

6 novembre 2015
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