Varese

Varese, L’Anmig dona alla città l’enigmatico Angelo Ferito di Stella Ranza

Il momento dell'inaugurazione della scultura di Stella Ranza

Il momento dell’inaugurazione della scultura di Stella Ranza

Una figura angelica dall’espressione enigmatica, quasi atterrita di fronte all’orrore della guerra, partecipe muta al dolore che la stessa guerra comporta. E’ l’opera di Stella Ranza dal titolo “L’Angelo Ferito”, che ora è esposta a fianco del palazzo che ospita la Sala Montanari a Varese. Una scultura di grande bellezza, che ha subìto una cottura a cielo aperto, nel buio della notte, sapientemente vigilata dall’artista Angelo Zilio, rosso in viso per la prolungata prossimità al fuoco. Un’opera di valore, a differenza di sculture sparse in qualche piazza cittadina negli scorsi anni.

Questa mattina la scultura è stata inaugurata dal sindaco Fontana insieme a Fiorenzo Croci e Giovanni Vignati, rispettivamente presidenti dell’Anmig (Associazione Nazionale Mutilati e Invalidi di guerra) di Varese e a livello regionale, l’associazione che, in occasione del centenario dell’entrata del Paese nella Prima Guerra mondiale, ha donato la scultura della Ranza alla città.

Come ha ricordato lo stesso Croci, e di cui giustamente si fa vanto la sua associazione, “siamo particolarmente attenti al mondo dei giovani, dei ragazzi, alle scuole, perchè vogliamo comunicare loro i valori in cui crediamo”. Lo conferma il presidente regionale Anmig, Giovanni Vignati, “se vogliamo fare memoria di quegli eventi lontani, dobbiamo rivolgerci ai più giovani”. E infatti, questa mattina, all’inaugurazione della scultura e poi all’incontro in Sala Montanari, erano presenti le scuole medie di Vedano Olona e studenti dell’Einaudi di Varese.

Prima che il sindaco scoprisse la scultura di Stella Ranza, davanti ad una cospicua presenza di vertici civili della città, dal prefetto Giorgio Zanzi al questore Attilio Ingrassia, oltre ai vertici delle Forze dell’Ordine, il bravo trombettista Michele Mastrofilippo ha proposto il silenzio fuori ordinanza, ma soprattutto due “chicche”, le melodie del “Piave” e di “Montegrappa”.

Al termine dell’inaugurazione, i presenti si sono diretti in Sala Montanari, dove si sono svolti alcuni interventi: Fiorenzo Croci, Attilio Fontana, Giorgio Zanzi, Giovanni Vignati. E’ stato poi il momento delle parole di Stella Ranza, che ha spiegato la sua opera. La manifestazione si è chiusa con la premiazione del Concorso “Invito alla lettura: Expo 1915-2015” e con il lancio del bando regionale 2015/16 del progetto nazionale “Pietre della memoria”.

 

 

 

 

 

 

 

6 novembre 2015
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