Varese

Varese, L’Angelo ferito di Stella Ranza esce dalle fiamme nella notte

La scultura realizzata da Stella Ranza

La scultura realizzata da Stella Ranza

Un evento d’arte davvero suggestivo. Nel buio si muovono le fiamme, che all’interno di un forno lambiscono una scultura. Un Angelo, con un’ala ferita. Lo sguardo rivolto all’infinito, la veste che cade lungo il corpo, le fiamme che ne attraversano il corpo.

Circondata da varesini che sono accorsi all’evento, si sta svolgendo la cottura di una scultura realizzata dall’artista Stella Ranza, che ha per titolo “L’Angelo ferito”, un’opera che sarà collocata accanto al palazzo che ospita la Sala Montanari e, al primo piano, l’assessorato alla Cultura del Comune di Varese.

La scultura è stata realizzata da Stella Ranza in argilla refrattaria e la sua cottura sta avvenendo a più di mille gradi. Nella piazza davanti alla Sala Montanari, in via dei Bersaglieri, si muove in continuazione un altro artista, Angelo Zilio, che controlla la temperatura, mette legna in continuazione nel forno, tiene d’occhio il tempo di cottura. Al momento dell’apertura del forno, la tromba di Michele Mastrofilippo accenna a brani di Morricone e poi del maestro Nino Rota.

La scultura sarà donata dall’Anmig (Associazione Nazionale Mutilati e Invalidi di Guerra e Fondazione – sezione di Varese), associazione presieduta da Fiorenzo Croci, al Comune di Varese, in occasione di una “tre giorni con l’Anmig” che si è aperta oggi e si  concluderà venerdì 6 novembre, quando alle ore 10 la scultura sarà inaugurata dal sindaco (peccato che questa sera nessun esponente dell’Amministrazione comunale sia intervenuto al bell’evento culturale).

“Abbiamo pensato di ricordare i mutilati e invalidi di guerra con una scultura di carattere simbolico, e per questo ci siamo rivolti alla Ranza, che fa tempo si concentra sulla figura dell’Angelo. In questo caso un Angelo ferito”, spiega il presidente Anmig, Fiorenzo Croci. L’artista Stella Ranza spiega il senso dell’opera: “Da tempo realizzo Angeli, sono una figura che mi è cara. Un tema ricorrente per me, anche se in genere i miei sono Angeli piccoli e sofferti, mentre questo è di dimensioni maggiori”. Una scultura che ricorda dolore e sofferenza, ma che lo fa con l’espressione pacificata di chi ha superato le miserie quotidiane della storia.

4 novembre 2015
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