Varese

Varese, Ance: Stazione unica appaltante di Villa Recalcati? No, così non va

Da sinistra Franzosi e Saibene

Da sinistra Franzosi e Saibene

Fa il punto sugli appalti pubblici in provincia di Varese, il vertice di Ance (Associazione Nazionale Costruttori Edili) di Varese. E lo fa senza giri di parole, parlando chiaro. E partendo dalle aziende che ancora aspettano i soldi di Villa Recalcati.

Interviene il presidente Ance, Orlando Saibene, affiancato dal direttore generale Juri Franzosi: ricorda che sono passati sei mesi dal protocollo che impegnava Provincia di Varese a pagare i creditori. “Erano cinque le imprese creditrici. Ora ne restano quattro”. L’intesa era entrata in campo a fronte alla disponibilità delle imprese a non adire a vie legali per risolvere la controversia. “Imprese che, al contrario, hanno fatto opzioni giudiziarie, hanno ricevuto il dovuto, mentre le nostre quattro aziende sono ancora in attesa dei soldi. Cornuti e mazziati”, sottolinea Saibene, che riferisce che sono circa 6 milioni di euro la cifra complessiva attesa dalle quattro aziende in questione.

Al momento, c’è l’impegno della Provincia a interpellare le aziende creditrici per risolvere il problema dei crediti. “Si vuole concordare un piano di rientro – spiega Saibene -. Il problema è che non è sufficiente la buona volontà, neppure da parte degli amministratori locali, se poi la macchina amministrativa non cammina insieme”. Un motivo di ottimismo è il recente finanziamento del Pirellone alla Provincia (40 milioni di euro). Anche se, puntualizza Saibene, “avevamo indicato lo strumento del factoring, con l’intervento delle banche”. Uno strumento che oggi è più difficile da utilizzare “dopo le ripetute voci sulle difficoltà finanziarie dell’ente”, chiarisce Franzosi.

Ma i crediti vantati dalle imprese edili sono una porta per arrivare al punto principale sollevato da Ance Varese: i limiti della normativa sulla Stazione unica appaltante approvata da Villa Recalcati. “Poteva essere occasione per fare scelte più coraggiose, più innovative, mentre siamo di fronte a scelte di retroguardia”, rimarca il presidente Ance, che si riferisce agli appalti pubblici “sotto soglia” (sotto il milione di euro). “Si deve fare riferimento alla professionalità, alla qualità, al radicamento nel territorio, valutando e scegliendo le imprese – dice ancora Saibene -, contro ad un eccessivo ricorso alla pratica del sorteggio nell’assegnazione degli incarichi di esecuzione delle opere pubbliche”. Ance chiede alla Provincia di ricorrere maggiormente alla valutazione delle offerte e delle caratteristiche delle imprese, assumendosi più responsabilità.

A tale proposito, il presidente di Ance Varese cita la Legge regionale 18 luglio 2014, n. 13 (Misure di semplificazione dell’ordinamento regionale in materia urbanistico-edilizio, lavori pubblici, edilizia scolastica e residenziale pubblica) approvata dalla Regione Friuli-Venezia Giulia (“con una maggioranza simile a quella della Provincia”, sottolinea il presidente Ance). Una normativa che propone interessanti criteri che potrebbero essere condivisi anche dalla Provincia di Varese. Tra i criteri relativi agli appalti pubblici citati dal direttore Franzosi,  il favorire l’accesso delle piccole e medie imprese, la scelta di suddividere grandi lavori in “lotti funzionali” (cioè parcellizzare i lavori affidandoli a più imprese), la prossimità al luogo dei lavori da parte delle imprese. Una serie di indicazioni utili se si decidesse di rivedere la Stazione unica appaltante adottata da Villa Recalcati. Perchè. parola di Ance, no, così proprio non va.

 

 

4 novembre 2015
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