Varese

Varese, Venti Sopros in città, porteranno la prima assistenza nei luoghi più affollati

La presentazione dell'iniziativa

La presentazione dell’iniziativa

Si chiamano “Soccorritori di prossimità” (abbreviati SOPROS), sono una ventina e da metà novembre si muoveranno in città per offrire, in caso di necessità, un primo soccorso. Appiedati, con la tipica divisa della Cri, con uno zainetto dotato del necessario per il primo soccorso, saranno distribuiti presso zone del centro o laddove si ci sia un numero considerevole di persone (eventi o centri commerciali).

Ad illustrare l’iniziativa, questa mattina in Comune, due assessori, alla Sicurezza Carlo Piatti e alla Protezione civile Riccardo Santinon, insieme al Comandante della Polizia locale, Emiliano Bezzon. Il servizio è legato ad una convenzione tra Comune di Varese e Croce Rossa Italiana, a costo zero per l’Amministrazione comunale e che dal Comune sarà coordinato.

I Soccorritori di prossimità vengono dalle fila della Croce Rossa Italiana. Come è stato detto in Comune dal presidente della Cri Lombardia, Maurizio Gussoni, “sono dipendenti della Croce Rossa che non hanno una collocazione operativa nella stessa Cri”. In altre parole sono ex precari in attesa di una stabilizzazione, loro dovuta in base ad una legge del 2007 sul pubblico impiego, ma che la stabilizzazione non hanno mai visto arrivare. Spesso si tratta di lavoratori che hanno anche affrontato cause di lavoro, 1500 in tutta Italia e 300 in Lombardia. Restano alle dipendenze della Croce Rossa, che sta distribuendo questi operatori, provenienti  da servizi di emergenza e urgenza (come l’uso dei defibrillatori), nei vari territori provinciali. Duecento operano a Milano.

A Varese, come spiega il direttore interregionale Croce rossa italiana per Lombardia ed Emilia Romagna, Claudio Malavasi, questi operatori ex 118 lavoreranno divisi in tre squadre, dalle 7 alle 19, da lunedì a sabato, e saranno impiegati anche in eventi che riguardano la protezione civile e per danni ambientali. Resta il fatto che dipenderanno dal Comune e non dal 118, e dunque anche per fare intervenire un soccorso più consistente dovranno allertare la Polizia locale che poi smisterà le chiamate.

 

 

2 novembre 2015
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