Luino

Luino, Premio Chiara alla carriera per Daniel Pennac: “Sono uno scrittore-balena”

Daniel Pennac con Bambi Lazzati

Daniel Pennac con Bambi Lazzati

Premio alla carriera a Daniel Pennac ieri pomeriggio a Luino, in un Teatro Sociale da sold out. Tanti i fans dello scrittore francese, i ragazzi delle scuole, i curiosi, tutti a darsi appuntamento nella città di Piero Chiara per conoscere di persona il “papà” di Benjamin Malaussène, di professione capro espiatorio, autore poliedrico e prolifico che è giunto puntuale a teatro per discutere della sua opera con il giornalista Fabio Gambaro, autore del libro “L’amico scrittore”.

E’ stata la brava Claudia Donadoni ad aprire la manifestazione, uno degli ultimi eventi del Premio Chiara-Festival del Racconto. Dopo il saluto del sindaco di Luino, Andrea Pellicini, poche parole della Donadoni per introdurre “l’insegnante e scrittore Daniel Pennac”. Tra gli applausi fa il suo ingresso lo scrittore, perfettamente tradotto da Rita Ianniciello.

Subito il colloquio tra il competente giornalista e il popolare scrittore decolla. E’ Gambaro che definisce “la generosità” la cifra che caratterizza Pennac. Ma perchè si scrive, chiede il giornalista allo scrittore. “E’ come se mi domandassi perchè mangio…”. C’è appetito. “Lo spirito e la mente pretendono la loro razione di scrittura – dice Pennac -. A volte, quando si è costipati, magari si passano tre mesi senza scrivere una parola”.

Per Pennac lo scrittore è come una balena. “Per ora sono una balena che se ne sta in superficie, ma poi mi immergo nella lingua, che per me è un elemento naturale, come la terra, il fuoco, l’aria. La scrittura è un’immersione”. Ma la balena ha un palato fine: “non mangia di tutto, si libera di ciò che non va, dei parassiti”. O, con un’altra immagine, Pennac dice che lo scrittore è un “passeur”: “o si pensa di essere proprietari di ciò che si sa, oppure si condivide. Io condivido il mio sapere facendo l’insegnante o scrivendo libri”.

Ma il colloquio si chiude su un tema di stringente attualità: gli immigrati. “Gli immigrati non vengono considerati un insieme di individui che hanno sofferto, ma una massa, con l’effetto di sentirsi minacciati”. Paura e timore nei confronti dei profughi nascono da noi: “L’Europa reagisce male perchè non abbiamo creato un’Europa degli europei. Questa insicurezza comporta una difficoltà ad accogliere gli immigrati e la volontà di chiudersi nel nostro giardino privato”.

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2 novembre 2015
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