Varese

Varese, Primarie Centrosinistra, Sel: non partecipiamo a resa dei conti nel Pd

schedaIn queste ore molti ci chiedono: “ ma cosa farete voi di SEL alle comunali di Varese adesso?” Qualcuno ci invita a partecipare comunque alle primarie indette dal PD “perché è sceso in campo Marantelli” come se le cose fossero cambiate.

Altri ci chiedono di fare un accordo dopo le primarie. Sempre se vince Marantelli. Chissà perché nessuno pensa che sarebbe possibile farlo con Galimberti o che qualcun altro possa vincerle. Qualcuno invece ci invita a partecipare per “sbarrare la strada a Marantelli”.

A queste persone ricordiamo che SEL è un animale politico particolare. Chiariamo, una volta per tutte che non partecipiamo a delle primarie che sono uno contro interno ad un partito, per di più molto personalizzato. Le primarie sono una opportunità se una coalizione fa un percorso per mettere in campo una proposta per la città e lungo questo percorso affiora delle candidature autorevoli. Oggi la proposta non esiste e in campo abbiamo solo ceto politico.

Noi siamo nati durante una crisi economica epocale per rispondere a questa crisi, per tentare a sinistra una ricerca di soluzioni ai problemi sociali ed economici di oggi. SEL è anche una ricerca . Perché senza l’innovazione, anche in politica si muore. SEL è nata facendo della partecipazione un suo mantra. Oggi solo la metà dei cittadini va al voto. Lo schieramento politico dato rappresenta metà degli elettori ma tutti gli attori parlano a nome dell’intero paese. Rimuovendo che il non voto è la peggiore delle critiche.

Lo stesso accade a Varese. Alle elezioni europee hanno votato poco più di 36.000 persone. Alle comunali precedenti Fontana ha preso 20.000 voti. Se il centro destra mobilita per intero la sua base d’opinione vince al primo turno. La volta scorsa si andò a ballottaggio per un centinaio di voti ma tanto l’UDC che Nicoletti non facevano parte dello schieramento che sosteneva Fontana. Ed erano il 10% dei voti. Oggi c’è la possibilità che questo schieramento si presenti compatto. A Saronno, in primavera si è andati al ballottaggio solo perché la destra era divisa in una moltitudine di liste. Poi ha vinto facilmente al secondo turno.

Vero che sono cambiate molte cose rispetto a cinque anni fa. Ma ci è chiaro che per vincere a Varese occorre una proposta che sappia coinvolgere almeno una parte della città tanto sfiduciata dalla politica da rinunciare persino a votare. Coinvolgere vuol dire farla diventare parte attiva nel processo di costruzione di una alleanza che la voglia governare. Sapendo che i contenuti sono il banco di prova di una proposta di cambiamento. E non gli uomini.Perchè gli uomini si limitano a sostituire un ceto politico con un altro perpetuando le medesime scelte. Per similitudine , anche Varese ha bisogno di un suo movimento arancione come quello che ha contribuito alla vittoria di Pisapia cinque anni fa a Milano. Nei mesi scorsi ,durante il confronto con il PD per costruire una coalizione questo tema e soprattutto uno sforzo in questa direzione non ha trovato eco. I tempi delle mosse del PD erano improntate a problemi derivanti dallo scontro interno. Da qui l’ossessiva richiesta di primarie, qui,ora, subito. Invece una mobilitazione per allargare la partecipazione richiede tempo. E con il tempo anche la maturazione di candidature nuove non legate storicamente alla politica attiva. E’ un processo che mette in discussione il primato delle forze politiche. Per noi di SEL nati per giocare la partita e non fare il partito è una scelta coerente. Per altri assolutamente no.

Oggi, quindi, proseguiamo nel tentativo di attivare quelle forze ,individuali e associative, che sentono il bisogno di andare oltre il governo a trazione leghista ma non si riconoscono nelle risposte del quadro politico dato. Cinque anni fa quattromila persone che si erano astenute al primo turno parteciparono al secondo votando Oprandi. Quattromila persone votarono a sinistra non per la forza della proposta ma perché c’erano, per la prima volta,le condizioni di mandare a casa la Lega.

Non bastarono, Fontana restò in vantaggio di tremila voti. Ma questa è la dimostrazione che ci sono forze in città disponibili a partecipare di fronte ad una proposta più netta, chiara, coerente di cambiamento. Imperniata su una visione della Varese del futuro e non su un programma amministrativo. Non partiamo oggi con questo lavoro. Da mesi stiamo cucendo i rapporti, da mesi stiamo dicendo a tutti coloro che hanno interloquito con noi che si può vincere ,si deve vincere dando spazio a nuove energie.

Questo sforzo non rischia di essere sterile? Assemblare persone partecipare insieme ad un processo politico senza alleati non rischia di essere un gioco per anime belle? La scommessa è che ci sono più risorse ,anche a sinistra ,fuori dal quadro politico dato . A sinistra non intendiamo coloro che si riconoscono nella tradizione. Ma a quelli che pensano che questa società debba guardare all’Europa come ad una opportunità e non a un nemico,che il lavoro è il grande problema dell’oggi e che amministrare una città sia occuparsi anche di quello, che la povertà sia da superare e non da appaltare agli enti caritatevoli, che i 10.000 cittadini di origine extracomunitaria che vivono a Varese siano da integrare con politiche attive e non da ignorare. Che sposati o non sposati tutti hanno gli stessi diritti, che i soldi che si spendono in città devono essere discussi dai cittadini,altrimenti che soldi pubblici sono?

Si, siamo convinti che ci sono molte persone che la pensano allo stesso modo e scommettiamo che se diamo loro una possibilità di partecipazione risponderanno. Perché la decadenza di Varese è sotto gli occhi di tutti e non fa bene a nessuno. La priorità di SEL non è con chi ci apparentiamo ma di far crescere una partecipazione che sia protagonista. Siamo forse diventati “civici”?

Il civismo lombardo che ha avuto una grande tradizione è morto con la sconfitta di Ambrosoli alle scorse regionali. C’è invece un mondo di persone, che abbiamo definito di sinistra che non si riconosce un modi e organizzazioni tradizionali. Anche a Varese. Sono una ricchezza che sta ai bordi del campo di gioco. E’ con loro che vogliamo giocare la partita.

Agli amici, ai compagni che in queste ore ci danno i loro consigli diciamo di continuare a seguirci, anzi di raggiungerci in questo sforzo che presto darà anche i suoi frutti pubblici.

Claudio Mezzanzanica

Sel Varese

 

 

28 ottobre 2015
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2 commenti a “Varese, Primarie Centrosinistra, Sel: non partecipiamo a resa dei conti nel Pd

  1. antonio il 28 ottobre 2015, ore 18:19

    SEL fuori dal Guano delle primarie farsa del cosiddetto “Centrosinistra” di un Pd asservito a logiche di potere.A lorsignor interessa solo vincere .Non importa con chi e con quali metodi. Per SEL invece importanti sono i valori e gli amici che si scelgono per declinarli concretamente .
    Buon lavoro SEL!

  2. giovanni Dotti il 29 ottobre 2015, ore 09:36

    Mi sento di condividere alcuni punti di questa lettera (che riporto sinteticamente): metà dei Cittadini non va più a votare, i “contenuti” sono il banco di prova di una proposta di cambiamento, non gli uomini che si limitano a sostituire un ceto politico con un altro perpetuando le medesime scelte; necessità di una mobilitazione generale, di un coinvolgimento dei Cittadini nelle scelte e nell’elaborazione dei programmi, di candidature nuove non legate storicamente alla politica attiva, di attivazione di quelle forze individuali e associative che non si riconoscono nelle risposte date dall’attuale ceto politico. Forze disponibili a partecipare di fronte ad una proposta più netta, chiara e coerente di cambiamento, imperniata su una Varese del futuro e non su un semplice programma amministrativo (che poi viene spesso anche disatteso). Mi chiedo: VARESE 2.0 risponde a questi requisiti? anche dopo l’accordo col PD per le Primarie di coalizione? I Cittadini capiranno?

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