Varese

Varese, A Recami il Premio Chiara. Ma è scrutinio all’ultimo respiro

Francesco Recami

Francesco Recami

Uno scrutinio al cardiopalma, scheda dopo scheda, con il notaio Bellorini preoccupato di verificare costantemente i conteggi confrontando i numeri sui tabelloni con le schede scrutinate. Un testa a testa proseguito a lungo ha dominato la finalissima del Premio Chiara alla Sala Napoleonica delle Ville Ponti a Varese. Alla fine ha prevalso il fiorentino Francesco Recami con il suo “Piccola enciclopedia delle ossessioni” (Sellerio) che si è aggiudicato il Premio intitolato allo scrittore luinese con 61 voti, incollando al secondo posto, con i suoi 55 voti, il triestino Mauro Covacich e il suo bellissimo “La sposa” (Bompiani). Medaglia di bronzo per il ticinese Alberto Nessi con “Milò” (Casagrande). Curiosità: sono state 143 le schede su 150 componenti la giuria popolare, e nello scrutinio sono uscite anche una scheda bianca e una non valida.

Si è chiusa, con la tradizionale manifestazione alle Ville Ponti, anche l’edizione 2015 del Premio Chiara. Condotta dalla bella e brava Claudia Donadoni, la kermesse ha riproposto il consueto format: i “siparietti” tra Bambi Lazzati e Romano Oldrini, tutti gli interventi delle autorità, lo scrutinio “in diretta” delle ultime schede della giuria popolare. Un pomeriggio che è filato via veloce, con grande attenzione del pubblico presente, un po’ più scarso del solito. Sono intervenuti, in apertura, due esponenti del Pirellone: il presidente del Consiglio, Raffaele Cattaneo, che ha ricordato, con Proust, che “la letteratura illumina pezzi della realtà”, e l’assessore alle Culture, Cristina Cappellini, che ha parlato del Chiara come “un grande evento che negli anni è riuscito a superare i confini provinciali e regionali”. “Lunga vita al Premio Chiara”, ha esclamato la Cappellini. Ma per primo è salito sul palco il presidente della Provincia di Varese, Nicola Gunnar Vincenzi, che ha conferito un singolare riconoscimento al giornalista e scrittore Gianni Spartà. Parola anche a Luisa Toeschi, per  la Fondazione Aem – Gruppo A2A, e l’assessore alla Cultura del Comune di Varese, Simone Longhini.

Dibattito scarno con i tre finalisti condotto dallo scrittore Andrea Vitali, che ha posto “domande serie e domande meno serie”. Un dibattito in cui è uscito alla grande l’umorismo e la verve di Recami. A chi parlava del martelletto di Cechov, Recami ha ricordato “un amico che chiamavano martelletto per ben altre ragioni”. Covacich ha esordito con un “sono una persona noiosa e seria”, Nessi si è soffermato sulla vita che è “un chiaroscuro, con ombre e luce”.

E’ stato poi consegnato il Premio della Stampa a Covacich da parte del presidente di giuria, Franco Tettamanti (per il vincitore una scultura di Giorgio Robustelli). La menzione speciale è andata allo scrittore ticinese Giovanni Pedrazzini con il suo “Dove nasceva l’amore”. Sono stati chiamati sul palco i vincitore del Chiara Inediti, Salvatore Zero, con il suo libro dedicato al grande Pino Daniele, e il vincitore del Chiara Giovani, Mattia De Rinaldis. E poi il rush finale con lo spoglio in diretta delle schede della giuria popolare. Premio a Recami e foto di rito. E dubbi che restano sul futuro del premio, che si conferma essere un bel contenitore di libri e cultura, anche se continua ostinatamente a non conferire il premio alla carriera al grande Dario Fo, premio Nobel, nativo di Sangiano, ahimè dimenticato anche dal bravo Cattaneo quando cita gli scrittori del territorio.

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25 ottobre 2015
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