Varese

Varese, Primarie Centrosinistra, Galimberti: l’uomo buono per tutte le stagioni? No, grazie

Davide Galimberti

Davide Galimberti

“Come sanno le persone che mi conoscono sono più uomo del fare che del parlare. Da quando mi sono candidato mi sono presentato ai cittadini con la forza delle mie idee e con la visione che ho della Varese di domani. L’ho fatto mettendoci la faccia sulla base di idee concrete che ho raccolto nel mio Progetto per Varese (consultabile sul sito ww.davidegalimberti.it) che ho condiviso con i cittadini e che sto portando in giro nel mio tour per i quartieri e parlando con la gente, sia con coloro che sono definiti gli opinion leader di Varese ( e ce ne sono diversi ), sia con i semplici cittadini che sono tanti e sono di più”. Così Davide Galimberti, candidato alle primarie che il 13 dicembre, per la prima volta a Varese, consentiranno ai cittadini di scegliere chi sarà il candidato sindaco.

“Oggi sono ampiamente convinto che i varesini siano stanchi di chi li ha governati fino ad ora nonché di chi pensa che il cambiamento passi attraverso la riproposizione dei vecchi riti della politica, quelli fatti di un conclave tra forze politiche che non termina mai, quelli fatti del “dico, ma non dico” e quelli fatti da chi minaccia, blandisce e rimane in attesa magari di una telefonato che lo rimetta in gioco “contando su vecchie solidarietà”.

“Io credo che tutto questo appartenga al passato, ad un’altra stagione ormai superata nelle idee e negli uomini ed è per questo, per tutto questo che non ho chiesto il permesso a nessun “autorevole personaggio della politica” per candidarmi, non ho chiesto un’investitura, né ho sollecitato interventi a mio favore pubblici, ma mi sono messo in ascolto della gente cercando di capire quello che effettivamente pensano. Non appartengo ad alcuna corrente ma credo fermamente nella politica e nella necessità di avere una buona amministrazione. Ho l’ambizione di voler interpretare la voglia di cambiamento che c’è in città presentando ai cittadini un nuovo modo di amministrare il comune e convincerli, con i fatti, che il cambiamento può concretizzarsi”.

Il primo passo è eliminare i vecchi schemi e le vecchie “liturgie” della politica e mettere da parte chi le pratica. Per questa ragione ho sempre sostenuto la forza dirompente delle primarie per far saltare schemi consolidati, scelte di predestinati, o conclusioni di carriere politiche importanti, ma ormai logore.

Giovanni, Sabrina, Luca, Barbara, Andrea, Lucia, Emanuele, Luisella, Marco, Anna, Mauro, il sig. Luigi, la mamma di Francesca ed i numerosissimi cittadini che mi hanno chiesto di candidarmi sono disponibili a metterci la faccia nelle elezioni vere e sostenere il mio programma solo davanti a volti nuovi e ad anche un deciso salto generazionale.

Il centrosinistra varesino perde da 25 anni in città. Dalla città si alza la richiesta di figure diverse, uomini e donne diverse che non siano più associati alle sconfitte di quasi un quarto di secolo. Renzi, con la sua forza generazionale, ha rimesso in moto il Paese, creato aspettative nuove e portato ad un clima positivo di attesa verso “il fare” e la soluzione dei problemi. Questo in parte spiega anche perché alle scorse elezioni europee anche la città di Varese ha saputo premiare il PD e il Presidente del Consiglio rispetto all’antipolitica giungendo a superare il 42% dei consensi.

Io voglio intercettare il voto di chi fino ad oggi ha guardato con sospetto al centrosinistra tradizionale e rappresentare il nuovo, un moderno centrosinistra aperto ai ceti moderati capace di vincere anche a Varese ed in grado di interpretare il desiderio di cambiamento sulla base di un progetto amministrativo serio che nel prossimo decennio trasformi realmente la città e la porti nella modernità. Varese con la Lega ha perso molte occasioni e risollevare la città non sarà cosa da poco tanto più se si pensa che la soluzione migliore sia affidarsi a chi sta da anni nel “sistema” senza mai essere riuscito a cambiare le cose.

L’epoca dell’uomo che va bene per tutte le stagioni è finita. Si vince solo se siamo in grado di interpretare un’altra visione, una visione che, oserei dire, dovrà avere  la capacità di portare alla luce oltre  alle “grandi” problematiche cittadine, anche le famose “cose da poco” (la pulizia ed il decoro prima di tutto) rispetto ai reali problemi della città offrendo soluzioni concrete. Per fare questo occorre essere in sintonia con i nuovi desideri, le nuove aspettative e anche con le nuove paure. Basta con la vecchia politica. Voglio dare un futuro diverso a Varese e per questo voglio “Vincere per Varese”.

 

24 ottobre 2015
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