Lettere

Primarie, primari e primati

schedaSinceramente non capisco questa Santa Alleanza tra Varese 2.0 e PD che rischia di favorire solamente il partito e meno il comitato civico. Tanto è vero che Daniele Zanzi, da persona intelligente e sincera quale è, ha già manifestato qualche nervosismo sui candidati alle primarie e soprattutto nei confronti di quello che, ad occhio, sarà – come pare già scritto – il Candidato della coalizione PD – Varese 2.0.

Dopo l’Umanista Bruno Belli, che, peraltro, una volta capita l’antifona, ha sciolto la catena scegliendo di volare “libero”, il PD sta ingabbiando altre ottime risorse umane provenienti dalla cosiddetta società civile al fine di rimpolpare il suo elettorato per vincere le prossime elezioni. E penso che Zanzi, così come i suoi followers, tutto vorrebbe meno che essere “sfruttato” a fini politici da chicchessia, lui che rivendica il primato di essere presente sulla scena cittadina da oltre 40 anni senza avere mai avuto in tasca una tessera di partito.

Su questo pensiero di Zanzi mi permetto di osservare un paio di cose: la prima è che se è vero che Zanzi c’è, è altrettanto vero che Zanzi non è mai esistito nei tavoli “istituzionali” (Giunta e Consiglio Comunale) che hanno deciso per il bene (o il male, dipende dai punti di vista) di questa città; la seconda, che Daniele Zanzi ha capito che solamente attraverso il meccanismo rappresentativo-elettivo potrà trasferire le sue idee in fatti, tanto è vero che il Comitato Varese 2.0, da oggetto spontaneo è diventato un soggetto politico nel momento in cui ha deciso di scendere in campo.

Ma pensare di fare politica senza tessera è un po’ come sperare di vincere al superenalotto senza acquistare il biglietto, ovvero possibilità zero, anche se ci sarà sempre qualcuno che ti dirà io posso aiutarti a vincere, ma passa dalla ricevitoria ed acquista il tagliando.  La metafora, che tutti avranno compreso, significa che il PD ha strategicamente arruolato persone esterne al suo apparato, ma senza biglietto, quindi niet 6+1 e numero jolly.

Questo è l’eterno e per ora invalicabile ostacolo della politica, ovvero che per farla conta meno l’essere persone per bene rispetto all’essere uomini di partito; i partiti, soprattutto quelli “arcaici”, hanno strutture per nulla flessibili e sono organizzati in modo tale da impedire che le cose possano cambiare senza avvallo dell’establishment.

Ed è per questo che mi ha stupito, e non poco, la scelta di Daniele Zanzi di allearsi con un partito, invece che decidere di rimanere oggetto politico autonomo ed indipendente e di lavorare per una lista civica tout court, senza padrini e padroni, senza primari e primarie. Ma Zanzi, che è persona determinata e decisamente combattiva, avrà fatto i suoi calcoli e probabilmente riuscirà a smentirmi ed a ribaltare la mia tesi; da parte mia glielo auguro con sincerità, perché un suo successo significherebbe la supremazia del “panta rei” di Eraclito sull’ “essere” Parmenidiano, dando così speranza al fatto che le cose, anche in politica, possono cambiare (come è noto Eraclito diceva che ogni cosa si trasforma incessantemente, da sempre; Parmenide che la realtà non muta mai, da sempre).

Se Zanzi dovesse farcela sarebbe già una prima importante vittoria; per l’altra, invece, si vedrà…

Giulio Moroni

 

22 ottobre 2015
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11 commenti a “Primarie, primari e primati

  1. Daniele Zanzi il 23 ottobre 2015, ore 08:20

    Caro Giulio Moroni, si, certo sono e siamo combattivi; d’altro canto ammetterrai che ciò che ci spinge è solo ed esclusivamente non l’appartenenza ad un partito, con tutte le logiche che ciò comporta,ma l’interesse esclusivo per la nostra città. Sono del resto consapevole che questi sentimenti animino anche molti di voi che siedete in Consiglio Comunale.
    La politica non è certo il male. L’ho praticata attivamente in gioventù e ,durante tutta la mia vita, non l’ho certo abbandonata; l’ho solo svolta in altro modo, con l’esempio quotidiano di una vita vissuta con certi principi. Questo m i ha reso persona libera da ingabbiamenti, appartenenze. Ho il ricordo vivo di quanto però accadde sugli scranni comunali in occasione di temi partecipati e molto sentiti dalla popolazione : il parcheggio a Villa Augusta, il parcheggio alla Prima Cappella e l’affaire cipressi ,ad esempio; bene, molti consiglieri, e lo dissero anche non tanto privatamente, dissentivano dalle decisioni che si andavano a prendere; eppure ,per ragioni di partito , votarono l’esatto contrario di quello che pensavano. Ecco tutto questo noi vorremmo che scomparisse. Come vorremmo che un vice sindaco non fosse allontanato per punire il suo gruppo di appartenenza per le scelte fatte in provincia o che la nomina di un CdA al Molina si riducesse in un teatrino indegno di spartizione delle poltrone. Rigore morale,non accettazione di compromessi imposti,spartizioni indegne delle cadreghe e di interessi economici, devastazioni del territorio dovrebbero essere patrimonio comune anche e sopratutto per te che provieni da una parte che fece un tempo del rigore intellettuale e morale, dell’onestà civica punti imprescindibili di condotta di vita vissuta. A Varese c’è bisogno di aria nuova, di saper e poter volare alto con visioni sul destino da dare a questa città ; avete,in 25 anni, solo tagliato nastri virtuali ,asfaltato ogni quattro anni in periodi pre elettorali,ridotto Varese ad una città desolatamente povera, culturalmente,socialmente ed economicamente.Mi dispiace per te e per tanti altri che vi siete trovati in mezzo a questa desolazione e non ne siete stati capaci di uscirne,aggrappandovi a barriere ideologiche o a slogan vuoti che generano solo paure e incitano all’egoismo individuale.
    Ci mettiamo la faccia e vogliamo governare; per fare questo l’unica possibilità è schierarsi ,giocoforza con il centro sinistra , da 25 anni all’opposizione ( più o meno morbida e con molti sbagli). Non ti credere che anche forze delle tue alleanze non ci abbiano cercato ! Siamo certi che sapremo,con lo spirito che ci anima, condurre diritto il timone della nave senza deviazioni e compromessi. Molti avrebbero voluto, sicuramente interessati, che rimanessimo “indipendenti” perchè temono la nostra forza che andrà invece a stimolare molte coscienze anche in casa PD,ma anche della Lega, FI e in tanti cittadini di “destra”,agnostici o delusi. Siamo lealmente in un’alleanza e vi staremo con rispetto delle persone , ma anche pronti a d evidenziare in modo chiaro le nostre differenze o a far esplodere contraddizioni qualora, e non ne sarà il caso, dovessero manifestarsi.

  2. ombretta diaferia il 23 ottobre 2015, ore 10:53

    mi “perplimo”!

    benché le parole che leggo, sia quelle di Moroni che quelle di Zanzi, sia ben accolte.
    se il primo appartiene al finto movimento, nato dagli “splendori” degli anni novanta per divenire partito di governo, il secondo appartiene al tentativo di costituire un movimento nei decadenti anni 2000.

    quindi, attendo che alle parole seguano i fatti.
    non solo perché ho ancora sotto gli occhi i nomi di chi ha firmato la petizione per l’abbattimento dei “famosi calocedri” lo scorso anno (ed i visi di chi veniva a strappare un’apparizione televisiva sotto quel rappresentante della resistenza varesina), ma perché civile per me deriva ancora da civis (cittadino).

    mentre la politica resta un atto civico, per i partiti resta solo un contenitore di preferenze, necessarie per “vincere”.

    manca nell’agone un candidato civico, mosso dall’amore per la vita e non dall’ambizione di vittoria.

    sempre con stima immutata per il prossimo mio (anche se comincia a vacillare!)

    od

    ps= uso il maschile parlando di candidato, perché ovviamente nessuna rappresentanza di pari opportunità si scorge nell’agonismo politico locale 2016…
    ragione ottima per rifiutarsi di partecipare, da mera elettrice ovviamente.

  3. Bruno Belli il 23 ottobre 2015, ore 10:53

    Ma perchè la “politica”, civica o non civica, deve sempre essere urlata, arrabbiata, polemica, deve “sbertucciare”(qualche volta anche arriva ad “odiare”) chi non sta dalla stessa parte?
    Per “cambiare” si dovrebbe, da parte di tutti, cominciare dallo “stile”, soprattutto ascoltando molto bene.
    Il problema, come scrissi già, è che non ci si ferma ad ascoltare. Ognuno resta fermo ad oltranza su proprie posizioni che non vuol cedere o discutere, discutere magari per trovare il punto di contatto (al fine di una scelta migliore per la comunità). Non si cede semplicemente perchè lo dice l’ “altro”.
    E le ragioni dell’ “altro”, chiedo, come potrebbero entrare in un discorso che, essendo finalizzato al “bene” comune, dovrebbe comprendere entrambe le parti.
    Ricordo che un sindaco, da qualunque coalizione esca, dal momento in cui assuma quella carica, dovrà essere (o, almeno, dovrebbe) il sindaco dei Varesini, di tutti, anche di chi non lo abbia votato.
    Ma forse sono io che vivo su di un altro pianeta.
    Bruno Belli.

  4. ettore muti il 23 ottobre 2015, ore 11:23

    Egregio Dott Belli personalmente apprezzo la sua cultura i suoi scritti e le sue innegabili qualita’, ma come ben lei dice vive su un altro pianeta.La politica, non e’ incontro ma semplice scontro e prevaricazione sull’avversario soccombente, basterebbe osservare cio’ che fa Renzi con la minoranza del suo partito. Del resto sono 20 anni di compravendita di deputati e senatori per continuare a raggirare gli Italiani Varese non e’esente da tale pratica.
    Cordiali Saluti

  5. Bruno Belli il 23 ottobre 2015, ore 16:55

    Egregio Ettore Muti,
    sono d’accordo con Lei; e sottoscrivo in pieno.

    Per questo, a fronte della mia continua “lettura” dei comportamenti umani, non vorrei che il dottor Zanzi, da noi reciprocamente stimato, non si trovi, un domani, a dover “subire” quello che Renzi (PD) fa con la minoranza del partito, come ricorda Lei.
    Non se lo meriterebbe, davvero.

    Ma è chi ha il coltello dalla parte del manico che stabilisce.
    Si dovranno vedere le percentuali espresse dai votanti, tanto in seno alle primarie, quanto al momento delle amministrative.
    Ergo, per queste ultime, verificare quanto “incasserà” il PD e quanto la lista “Varese 2.0.”
    Lì, ognuno farà pesare i “voti”, più che Brenno fece con la sua spada.

    Ed io, dal mio pianeta, so che vale sempre il verso “Timeo Danaos et dona ferentes” – temo i “Greci” (ora stabilisca Lei in queste primarie del centrosinistra chi siano i “Greci”, per me è il PD, proprio per quanto afferma Lei sulla politica nel suo post soprastante), anche quando portano doni…

  6. Emiliano il 26 ottobre 2015, ore 13:50

    La cosa “divertente” di queste continue “querelle” all’interno e all’esterno del centro-sinistra varesino è che è difficile poter vedere cambiamenti all’orizzonte, perchè altro non è che lo specchio di ciò che avviene anche a livello nazionale. Centro-sinistra e Centro-destra sono due fazioni-accozzaglia letteralmente disuniti già alla base… come si può dunque pretendere – come scritto e discusso altrove – di infinocchiare i votanti auto-definendosi “nuovi” o “diversi” ? E ha un bel dire Bruno Belli che ci vorrebbe più dialogo e rispetto reciproco tra le fazioni, quando tali valori non esistono minimamente neanche a livello interno (o interiore?).

    Francamente, a parte allargare le braccia e alzare gli occhi al cielo, non saprei che altro dire: “stiamo” solo perdendo tempo.

  7. a.g. il 26 ottobre 2015, ore 16:34

    In gran parte d’accordo, caro amico alla democrazia non ci sono alternative praticabili…

  8. Emiliano il 26 ottobre 2015, ore 21:33

    Nulla è eterno fuorchè una cosa, ergo neanche la “democrazia” lo è.

  9. a.g. il 26 ottobre 2015, ore 22:09

    Sì Sì, va be’, va be’….

  10. Emiliano il 26 ottobre 2015, ore 23:56

    Fuorchè in Italia, ovviamente, aggiungo. ;)

  11. Roberto Farinacci il 31 ottobre 2015, ore 00:32

    In politica, si parla di sorteggio quando cariche pubbliche vengono assegnate estraendo cittadini a sorte. Può essere utilizzato in uno stato democratico come alternativa alle elezioni.

    I sostenitori del sorteggio ritengono che esso possa risolvere alcuni dei problemi che affliggono le convenzionali democrazie rappresentative, che sono ampiamente soggette a manipolazioni da parte di interessi privati di partito. Nel corso della storia il sorteggio per l’elezione di individui a cariche politico amministrative avveniva ad Atene, e nel Rinascimento a Venezia e a Firenze. Ecco, in Italia, caro Ettore Muti da Ravenna, potremmo pensare a questo come unica finale soluzione per salvare il Paese. Oggi marino se n’è andato, 101 collusi restano.

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