Varese

Varese, Primarie Centrosinistra, Sel: fallito il progetto politico del Pd

Rocco Cordì

Rocco Cordì

In queste ore il Pd cittadino ha visto andare in frantumi il suo progetto politico. L’idea di una coalizione da SEL all’NCD su cui egli ha lavorato a lungo si è ridotta alle primarie con Varese 2.0. Il suo segretario cittadino invece di interrogarsi pacatamente su SEL dovrebbe chiedersi perché il loro grande progetto non è decollato. E darsi risposte che non rovescino le ragioni del fallimento sugli altri. Lo diciamo perché se esiste ancora un barlume di possibilità di un accordo largo di centro sinistra questo passa per lo scioglimento delle ambiguità e dei retropensieri che hanno caratterizzato la trattativa da parte della segreteria cittadina del PD.

Per quanto ci riguarda la fine del confronto non è stata prodotta da una nostra presunta contrarietà alle primarie o, peggio ancora, da una sorta di insensibilità a lasciare che siano i cittadini a decidere. Sfidiamo chiunque a citare un documento, una frase, una battuta, in cui si possa solo sospettare l’esistenza di un tale convincimento. Evidentemente Paris parla a nuora perché suocera intenda. Ma allora lo dica esplicitamente evitando di attribuire a noi problemi che sono interni al suo partito.

Preoccupa ancora di più il fatto che, nonostante le nostre posizioni siano sempre state espresse in modo chiaro e inequivocabile, il segretario cittadino del PD continui a scantonare dai punti fondamentali. Anzi ammette candidamente che “per ragioni che ci sforziamo di comprendere, ma proprio non riusciamo a cogliere” le scelte di SEL gli apparirebbero oscure.

Allora proviamo a riassumergli, ancora una volta, le ragioni che andiamo ripetendo fin dal gennaio scorso:

* necessità di definire il profilo politico e programmatico di una alleanza il cui scopo e di porre fine alla lunga stagione a guida leghista affermando l’idea di una città aperta e solidale, prioritariamente impegnata sui bisogni reali dei cittadini a partire dai più deboli, capace di anteporre la tutela ambientale e del territorio agli interessi dei singoli e delle lobby privatistiche, disponibile a promuovere ed affermare i diritti civili, individuali e collettivi, di tutte le persone senza discriminazione alcuna

* costruire uno schieramento che si candida al governo della città (non certo all’opposizione) e che, per composizione e contenuti, non può che porsi in netta discontinuità con le pratiche e gli indirizzi di chi ha governato finora Varese. Uno schieramento aperto a chiunque si dichiari disponibili ad accettare la sfida ma incompatibile per uomini e soggetti espressione della Lega e dei suoi alleati di ieri di oggi. Una esclusione necessaria non per favore un favore a SEL, ma per la credibilità stessa dello schieramento

* primarie di coalizione (e non di partito) come strumento indispensabile per consentire la scelta del candidato sindaco in modo democratico, trasparente, partecipato. Primarie come strumento, dunque, non come fine e pertanto non convocabili unilateralmente ma da indire solo dopo la definizione collegiale delle volontà e degli obiettivi comuni.

Su tutto questo il PD ha tergiversato a lungo per ragioni che chiunque abbia seguito gli avvenimenti con attenzione ha ben compreso. Non si scarichi perciò su SEL le responsabilità altrui.

La rottura comunque si è consumata negli ultimi giorni quando dopo aver definito bilateralmente un accordo con Varese 2.0, ed aver ignorato le nostre posizioni, il PD ha preteso che noi firmassimo un accordo scritto da altri. Questo è quanto.

Sul futuro, pur non avendo molta dimestichezza con i miracoli, confidiamo che Santa Lucia li illumini … possibilmente già a partire da settimana prossima.

 

Rocco Cordì e Claudio Mezzanzanica, Sinistra Ecologia Libertà

 

 

16 ottobre 2015
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6 commenti a “Varese, Primarie Centrosinistra, Sel: fallito il progetto politico del Pd

  1. Bruno Belli il 17 ottobre 2015, ore 10:54

    Rocco Cordì è persona molto assennata e razionale: lo ha dimostrato anche con la sua attività in questi anni in seno al Consiglio Comunale.
    Ma, purtroppo, molta politica d’oggi, il senno l’ha sacrificato sull’altare o dell’opportunismo, o del solipsismo.
    Ottimo l’esempio di Cordì. Complimenti.
    B.B.

  2. Daniele Zanzi il 17 ottobre 2015, ore 14:35

    Peccato che l’ accordo definito ” bilateralmente” da V.2.0 e Pd e quello visto ,per la prima volta, proposto da sel , fossero pressoche identici nei contenuti e peccato , per onesta’ del vero e intelletuale, che V2.0 avesse richiesto, come condizione determinante e vincolante al proseguimento delle trattative, che ,prima di procedere alla firma di qualsiasi accordo , era necessario un tavolo di confronto a tre che, dopo lunghe trattive, pd ha accettato. Dunque si poteve e si doveva lavorare in armonia e accordo; vi erano tutte le premesse. E poi come e’ possibile che un quotidiano locale riportasse in tempo quasi reale la notizia della rottura con tanto di fotocopia , evidenziata addirittura nei punti principali, della bozza di accordo? Non e’ che qualcuno fosse gia’ venuto all’ incontro con l’ intenzione di rompere?

  3. Flavia Tosi il 18 ottobre 2015, ore 11:45

    ma questa rottura la si può ricucire? credo proprio che convenga a tutti

  4. Rocco Cordì il 18 ottobre 2015, ore 13:08

    Grazie Bruno Belli e grazie a Flavia Tosi che mi danno l’opputinità di riconfermare che la rottura non è nata da un capriccio, ma da un dissenso reale che investe metodi e contenuti della politica. Perciò l’auspicata ricomposizione può avvenire solo su questo e non su calcoli opportunistici. Mi spiace che Daniela Zanzi si ponga domande conformi al vezzo nazionale della “dietrologia” come comodo alibi. Sono convinto come Lui che “si poteva e si doveva lavorare in armonia e accordo” fatto sta che a noi è stata che gli esponenti del PD hanno posto l’out out: mangiare la minestra ( cioè firmare l’accordo già condiviso tra PD e Varese 2.0) oppure saltare la finestra. Abbiamo preferito saltare la finestra anche con il rischio di rompersi l’osso del collo perchè la politica è bella se matura nella chiarezza e su contenuti condivisibili.

  5. Daniele Zanzi il 19 ottobre 2015, ore 12:55

    Mi dispiace ma l’accordo sostanzialmente era il medesimo nei due documenti; in tutta sincerità non riesco a capire le ragioni di questa rottura se non in dinamiche ataviche da cui Varese 2.0 si tira e si tirerà sempre fuori. Ci interessa cambiare la città, per davvero; altre logiche ci sono e ci saranno estranee. Prima di tutto Varese

  6. Rocco Cordì il 21 ottobre 2015, ore 09:42

    Il mistero si infittisce. Se, come sostiene Zanzi, i due documenti erano uguali perchè si è consumata la rottura? Ah, saperlo! Il problema, lo dico con amarezza, è che si fa finta di non capire. Così puoi sempre ripetere all’infinito il comodo schemino dei “paladini del cambiamento” animati dall’interesse esclusivo dei “problemi della città” contrapposti agli altri che, evidentemente, sarebbero portatori di chissà quali interessi o prigionieri di “dinamiche ataviche”. Bene, se così è…fate luce! Ci vuole poco. Basta tradurre le accuse in italiano comprensibile indicando il dove, come e quando… così, finalmente, daremo ai cittadini qualche argomento più sostanzioso.

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