Lettere

Negazionismo, il brutto ritardo dell’Italia

auschwitzNel 2007 le Nazioni Unite hanno approvato una risoluzione statunitense che “condanna senza riserve qualsiasi diniego dell’Olocausto e sollecita tutti i membri a respingerlo, che sia parziale o totale, e a respingere iniziative in senso contrario”. Anche l’Unione Europea, con una Decisione del 28 novembre 2008, ha chiesto agli Stati membri di contrastare penalmente la negazione dell’Olocausto. Il negazionismo è già reato in Austria, Belgio, Germania, Portogallo, Francia, Spagna, Svezia, Lituania, Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Romania, Ungheria, Liechtenstein, Lussemburgo e Svizzera. In Italia il negazionismo non è ancora riconosciuto come reato.

All’inizio della Legislatura, il Senato, lo scorso 11 febbraio 2015, haapprovato un disegno di legge con il quale vengono aumentate le pene per “propaganda, pubblica istigazione e pubblico incitamento fondati in tutto o in parte sulla negazione della Shoah ovvero dei crimini di genocidio, dei crimini contro l’umanità e dei crimini di guerra”.

Il disegno è ora in discussione alla Camera. Di fronte alle tesi dei negazionisti spesso s’ invoca la libertà di pensiero e di ricerca storica. Ma invocare la libertà di ricerca storica e la libertà d’espressione che l’art. 21 protegge nella nostra Costituzione, è indispensabile in una società democratica. Ma oggi – dice la filosofa Donatella Di Cesare – “non sembra più accettabile invocare la libertà di espressione, come valore assoluto, per difendere chi nega che la Shoah abbia avuto luogo, chi accusa addirittura le vittime di aver «inventato» il «mito» delle «camere a gas», chi vuole diffondere l’idea che gli ebrei siano «falsari».

I negazionisti non possono essere legittimati come ricercatori, perché, al contrario, il loro fine ultimo è destabilizzare la società democratica. La Corte europea dei diritti dell’uomo in una sentenza, molto significativa, emessa nel 2003 ha dichiarato: «Contestare la veridicità di fatti storici accertati, quali l’Olocausto, che non sono oggetto di dispute tra gli storici, non può essere in nessun modo ritenuto un lavoro assimilabile alla ricerca della verità storica. I negazionisti perseguono un evidente obiettivo razzista, xenofobo, antisemita: riabilitare il regime nazionalsocialista e accusare le vittime di falsificare la storia. Questo crimine contro l’umanità è una delle forme più sottili di diffamazione razzista e incitazione all’odio».

Il fenomeno assume aspetti tanto più inquietanti nell’ambito della formazione dei giovani. Oggi c’è un enorme circolazione di propaganda negazionista nel Web, lo spazio pubblico più frequentato dalle giovani generazioni. E’ necessario che le forze democratiche antinaziste di fronte ai rigurgiti xenofobi e neofascisti sviluppino una campagna culturale democratica e tollerante per contrastare le tesi dei negazionisti, sollecitando la Camera ad approvare la legge contro il negazionismo.

Alla scuola spetta il compito di educare i giovani alla tolleranza e al rispetto dell’“altro”, soffermandosi sulle tragedie del Novecento, con particolare attenzione alla nascita del fascismo e del nazismo, allo sterminio di milioni di uomini inceneriti nei forni crematori nazisti, alla lotta di Liberazione. Un utile antidoto contro i negazionisti è il viaggio scolastico d’istruzione nei luoghi della memoria: lager, Musei-monumenti al deportato politico e razziale, luoghi di eccidi Marzabotto ecc.).

I presidi di ogni ordine grado dovrebbero seguire l’esempio di quel direttore di un istituto privato, che il primo giorno di scuola, ha inviato  ai suoi insegnanti la seguente lettera: “Caro collega, sono un sopravvissuto di un campo di sterminio. I miei occhi hanno visto cose che nessuno dovrebbe mai vedere: Camere a gas costruite da ingegneri specializzati. Bambini avvelenati da medici istruiti. Lattanti soppressi da infermiere provette. Donne e bambini fucilati e bruciati da gente diplomata laureata. L’istruzione, perciò, m’insospettisce. E vi chiedo: aiutate i vostri alunni a diventare umani. I vostri sforzi non devono mai produrre mostri eruditi, psicopatici sapienti, o dotti Eichmann La lettura, la scrittura e l’aritmetica sono cose importanti soltanto se servono a rendere i nostri figli più umani.”

Romolo Vitelli

 

15 ottobre 2015
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