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Regione, Arresto Mantovani, comitato Varese 2.0: necessaria una svolta

pirelloneDopo la notizia dell’arresto del vice-governatore Mantovani, scende in campo anche il movimento Varese 2.0: “L’arresto di Mario Mantovani, vicepresidente e assessore alla Sanità della Regione Lombardia fino al 1° settembre scorso, getta una nuova inquietante ombra sull’operato dei vertici politici dell’istituzione regionale. Dall’operazione “entourage”, ovvero compagnia, cricca in italiano, condotta dalla Guardia di Finanza, sarebbero emersi “ diversi episodi di corruzione, di concussione e di turbativa d’asta” a carico di Mantovani e di altre persone”.

Continua il movimento varesino: “Fatta salva nei confronti di tutti gli indagati la “presunzione d’innocenza” garantita dalla Carta costituzionale repubblicana il Comitato Civico Varese 2.0 ribadisce con assoluta fermezza l’urgenza di introdurre, a tutti i livelli della vita politica e amministrativa, radicali elementi di discontinuità e di rinnovamento rispetto al passato; rivendica il ruolo di autonomo protagonista di un cambiamento, non più eludibile, della dialettica politica anche e soprattutto a livello locale; conferma il proprio impegno nel proporre e promuovere iniziative, in coerenza col proprio recente passato, capaci di imprimere una svolta alla vita politica e amministrativa di Varese”.

13 ottobre 2015
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20 commenti a “Regione, Arresto Mantovani, comitato Varese 2.0: necessaria una svolta

  1. Daniele Zanzi il 14 ottobre 2015, ore 09:21

    Dicontinuità con tutti coloro che hanno governato la nostra città negli ultimi dieci anni.
    Un segnale chiaro e senza compromessi da parte di 2.0.

  2. Bruno Belli il 14 ottobre 2015, ore 12:50

    Egr. dottor Zanzi, ottima la sua dichiarazione e condivisibile per chi auspichi necessaria una rottura di tipo politico amministrativo in Varese.

    Le chiedo, però, se, indicando “discontinuità con tutti coloro che hanno governato la nostra città negli ultimi dieci anni”, Lei intenda inserire anche l’NCD tra questi, giacché, dalle notizie che leggo e di cui sono a conoscenza, il PD varesino sembra che voglia coinvolgere il suddetto partito per le prossime comunali 2016 (una sorta di “quadra” come nell’attuale Consiglio provinciale).

    Siccome Lei sarà uno dei candidati alla primarie che si terranno in seno alla coalizione del PD varesino (sempre da quanto apprendo dalla stampa), e dato che Lei è il mentore del comitato / lista “Varese 2.0″, mi sembra che sia opportuna una sua dichiarazione inequivocabile in tal senso: l’NCD sarà nella “coalizione”, oppure no?

    E, nel caso ci sia, la Vostra lista come si comporterà? Quale è la Vostra posizione nel merito?

    La ringrazio, se mi vorrà rispondere (come molti sanno, sono anch’io di quelli che auspicano un cambiamento reale nel modo di intendere la politica odierna e, quindi particolarmente interessato ad osservare, analizzare e trarne le logiche conseguenze).
    Cordiali saluti.
    Bruno Belli,
    un umanista sopravvissuto

  3. Daniele Zanzi il 14 ottobre 2015, ore 20:33

    Lapidario : no di sicuro!

  4. Emiliano il 14 ottobre 2015, ore 23:56

    Penso non sia il caso di metterla su un piano di continuità (o discontinuità che sia)… ma di sana concretezza.
    Sarebbe proprio bello leggere meno parole (da parte di tutte le forze politiche) e vedere più fatti… beninteso fatti costruttivi e non inclini a una decadenza che non sembra mai finire. Generalmente chi è abituato ad agire non ha troppa voglia di parlare di ciò che fa o ha fatto, perchè l’azione parla da sola e non abbisogna di essere ascoltata.

    Il guaio è che la “decadenza” sta nella politica, o forse è l’essenza della politica stessa: ergo, la concretezza non può avere il minimo spazio nella politica, quantomeno in quella cui assistiamo da tanti, troppi anni (e non mi riferisco solo agli ultimi 20-25, sia ben chiaro).

  5. a.g. il 15 ottobre 2015, ore 10:25

    Credo, ahimé, che concretezza (o sua mancanza) sia solo uno dei tanti problemi. Credo che la crisi sia molto più profonda e riguardi l’assoluto grado-zero di progettualità e lettura del mondo. Sempre di più la politica è un mestiere, spesso senza neppure più i ferri del mestiere. E progettualità è un tema fondamentale: poche risorse? Come utilizzarle? Con quali criteri? Per rispondere necessaria una visione delle cose. Oggi, invece, appare tutto casuale e legato alla convenienza del momento.

  6. Marco Massa il 15 ottobre 2015, ore 10:44

    Belli, ancora una volta, ha sollevato un problema importante, facendo delle domande che sono molto concrete e che rivelano, come dice, a.g. (credo il direttore di Varesereport), che abbia una visione delle cose da chi agisca sull’impulso del momento.
    Quello che ancora mi sorprende (o, non mi sorprende, dato l’andazzo) è l’autentico disinteresse che il PD varesino ha dimostrato nei confronti di una figura come Belli che non è un politico e che poteva aprire una piccola porticina verso un’azione che i cittadini magari preferirebbero.
    Da quello che leggiamo negli ultimi mesi, invece, sempre come bene scrive a.g. non c’è alcuna voglia di modificare nemmeno di poco l’andazzo: progetti? Boh! Stile per una politica che sia vicina, almeno in città, ai cittadini? Boh! Ed il tema della cultura che lo stesso PD aveva strombazzato come verrà affrontato nel rapporto tra originalità e ristrettezze di fondi?
    “osservare, analizzare e trarne le logiche conseguenze”, come dice Belli, sarebbe il primo mestiere del politico.
    Evidentemente è più “politico” (nel senso buono del termine) Belli che chi vuole fare politica per la convenienza del momento.

  7. giovanni dotti il 15 ottobre 2015, ore 15:09

    Non sto qui a ripetere le considerazioni di A.G. e Marco Massa che condivido pienamente. Il prof. BELLI pone delle domande precise e pertinenti, cui hanno già dato risposta i precedenti commentatori. Aggiungo solo che – a mio modesto avviso – per cambiare veramente, per dare un taglio netto col passato BISOGNA CAMBIARE LE PERSONE, scegliendole in base alla loro integrità morale e intellettuale anzitutto, ma anche alla loro preparazione, competenza, esperienza, con vedute lungimiranti e non limitate alla convenienza del momento. VARESE 2.0 sarà sicuramente in grado di cooptare tali persone e di coinvolgerle nel suo progetto di RINNOVAMENTO per la Città di Varese, indipendentemente dalle loro eventuali passate collocazioni politiche, in modo da offrire una scelta qualificata ai Varesini che stanchi di tanta malapolitica vogliono veramente “cambiare verso”.

  8. Emiliano il 15 ottobre 2015, ore 18:44

    … “il Comitato Civico Varese 2.0 ribadisce con assoluta fermezza l’urgenza di introdurre, a tutti i livelli della vita politica e amministrativa, radicali elementi di discontinuità e di rinnovamento rispetto al passato; rivendica il ruolo di autonomo protagonista di un cambiamento, non più eludibile, della dialettica politica anche e soprattutto a livello locale; conferma il proprio impegno nel proporre e promuovere iniziative, in coerenza col proprio recente passato, capaci di imprimere una svolta alla vita politica e amministrativa di Varese”.

    Se devo dare retta a questo breve e quantomai vago comunicato sui generis mi vengono già i brividi…
    Dove starebbe la “discontinuità” di cui tanto si ciancia? Questo linguaggio in sè contiene, al contrario, notevoli elementi di “continuità”.
    Pensate davvero di “continuare” a prendere in giro i cittadini-votanti-contribuenti con la solita minestra mascherata da nomignoli curiosi e presuntuosamente “moderni” (quel 2.0 fa davvero ridere per non piangere, diamone atto)?
    Che poi siano gli uomini a dover cambiare questo è evidente… l’importante è sapere quali uomini e quali cambiamenti, altrimenti siamo perduti in partenza.

  9. giovanni Dotti il 15 ottobre 2015, ore 22:19

    A quanto pare il Signor Emiliano ha ben pochi argomenti per contrastare il COMITATO VARESE 2.0 se si diverte a giocare con le parole senza entrare nei contenuti. Ma, nonostante quanto lui pensa, VARESE 2.0 costituisce l’unica novità nel panorama politico varesino sopratutto perché saprà presentarsi alla Cittadinanza Varesina con un programma serio e innovativo e con persone oneste e qualificate che garantiranno l’attuazione del programma stesso.

  10. Emiliano il 16 ottobre 2015, ore 12:41

    Egregio Sig. Dotti, per poter contrastare degli argomenti bisogna che questi esistano e non si limitino alla disperante vaghezza da me citata sopra. Quando dalle parole e le intenzioni si passerà ai fatti, allora ne discuteremo quanto si vorrà: ad ora non vedo, ripeto, discontinuità alcuna con ciò che si pretende di contrastare.
    Perchè prima o poi dalla fase decostruttiva (decadente) in pieno atto si dovrà passare a quella costruttiva, fino a prova contraria.
    E dubito di giocare con le parole, francamente.

  11. giovanni dotti il 16 ottobre 2015, ore 15:49

    Per il momento, caro Sig. Emiliano, noi del COMITATO VARESE 2.0 non possiamo far altro che contrastare “a parole” l’operato dell’attuale Amministrazione comunale di Varese, perché il pallino è nelle sue mani. Quanto alla “vaghezza” di cui Lei parla, faccio notare che qualche intervento “concreto” e “costruttivo” di contrasto già l’abbiamo fatto, come quelli per bloccare: 1) il parcheggio-bunker alla 1^Cappella, 2) l’abbattimento dei calocedri ai Giardini Estensi, 3) il Masterplan di piazza Repubblica – presentando anche un progetto alternativo più funzionale, assai meno costoso e più rispettoso dell’ambiente -. Per un COMITATO nato da poco credo non poco, per tante altre cose che secondo noi non vanno per ora possiamo solo denunciarle alla Cittadinanza . Sarà poi questa a decidere se abbiamo ragione. Ci sostenga anche Lei se vuole che le cose cambino in questa città, altrimenti se è contento dell’operato di questa Amministrazione lo dica chiaramente ma eviti certi inconcludenti commenti.

  12. ettore muti il 16 ottobre 2015, ore 17:42

    E’ interessante leggere, ed osservare questa discussione,fra chi pretende di essere il nuovo e chi sostiene che di nuovo non c’e’ nulla. Difatti i contendenti sostengono una diatriba sul nulla infarcita di citazioni e paroloni vuoti come la politica varesina di questi ultimi 20 anni Nel panorama politico attuale di nuovo c’e’ solo Cinque Stelle e dovranno essere messi alla prova anche loro. Se fallisce anche questa formazione si dovra’ tornare al passato.

  13. Emiliano il 16 ottobre 2015, ore 23:16

    Concordo col signor Muti, una diatriba basata sul nulla che, di fatto, non voleva essere una diatriba ma un semplice parere. Solo a questo può portare la “vuota” politica che chissà perchè si pretende di limitare entro gli ultimi vent’anni, manco prima d’allora regnassero delle gentili virginee mammolette.

  14. Emiliano il 16 ottobre 2015, ore 23:25

    Dimenticavo… Alla Prima Cappella mancano i parcheggi, e lo sanno anche i sassi che rotolano dal Campo dei Fiori, mentre la cittadinanza d’ora in poi non santificherà più San Vittore ma il giorno in cui si è deciso di non tagliare i cedri dei Giardini Estensi per la gioia dei pusher multietnici che, giustamente, pretendono un po’ di privacy e frescura mentre svolgono il loro onesto mestiere in mezzo alla natura.
    Questa è concretezza.

  15. Bruno Belli il 17 ottobre 2015, ore 11:08

    Egregio direttore,
    scusa se intervengo di nuovo,ma non avrei pensato di muovere, per l’ennesima volta, discussioni tanto accese, dopo avere posto una semplice domanda (in parte provocatoria, lo ammetto, secondo il “metodo” che propongo ormai da qualche anno).
    Il che mi fa pensare almeno a 5 cose:

    1) da parte di alcuni si sente realmente la necessità di migliorare la politica;
    2) non sempre alla necessità di migliorarla corrispondono adeguate risposte, nel senso di progetti anche di piccola portata, ma che siano realmente incisivi;
    3) fortunatamente non tutti si disinteressano della “res publica”, considerata troppo spesso una “cosa di nessuno”, grazie anche all’infima educazione che viene partita in tal senso da famiglie e scuole.
    4) è necessario, però, per “migliorare” il passaggio dal “pensiero” all’ “azione”, ma, su questo punto, ho molti dubbi ed incertezze, anche quando leggo i “programmi” dei Cinque Stelle sopra citati, ai quali riconosco, ad ogni modo, che abbiano un’abnegazione invidiabile alla causa ed un ottimismo che mi fa, al tempo stesso, piacere e terrore (ricordi, direttore, certo “ottimismo” tra il 1918 ed il 1921, soltanto il secolo scorso?)
    5) pertanto diretta conseguenza del punto 4) bisogna concordare, oggi, su cosa intendiamo per “libertà” e per “democrazia”, giacchè, a conti fatti, almeno da parte del governo statale, negli atti dell’ultimo semestre, c’è una certa confusione in materia, in barba a quegli ideali che sono stati rammentati nei giorni scorsi anche a Varese, come hai registrato a proposito dell’ “Ottobre di sangue” e che entrarono a far parte della Costituzione, che, almeno non abbia io dormito ultimamente, doverebbe essere tuttora in vigore.

    P.S. Mi permetto, questo ultimo inciso, di ricordarlo soprattutto al “garante” della stessa Costituzione, il presidente Mattarella che, forse sovente in viaggio, sembra ignorare certi “affrancamenti” da parte della maggioranza al governo.

    Cordialmente,
    B.B.

  16. Daniele Zanzi il 17 ottobre 2015, ore 14:15

    Non mi pare che la mia frase lapidaria e senza possibilita’ di interpretazione politichese lasci spazi a dubbi e inconcludenze. Negli ultimi due anni chi ha di fatto stoppato azioni e progetti devastanti di questa amministazione sono state le mobilitazioni di Varese 2.0, non di certo i partiti seduti in Consiglio Comunale, ne’ tantomeno i Pentastellati che al loro esordio ufficialle nelle cose pubbliche varesine non hanno certo lasciato traccia. Se il buongiorno si vede dal mattino …..

  17. ettore muti il 17 ottobre 2015, ore 21:03

    Per passato intendevo non la prima repubblica, ma bensi olio di ricino e manganello.Con quello che giornalmente succede in questo paese, truffe e rubrie di ogni sorta, pare sia l’unica terapia da adottare per riportare il paese nella giusta direzione

  18. Emiliano il 17 ottobre 2015, ore 22:26

    Mi pare che qui alberghi un po’ di presunzione.
    Prima di considerarsi “meglio” di altri occorrerebbe qualcosa, tanto per ripeterlo, di “concreto” e non delle semplici pretese tipo “Ci sostenga anche Lei se vuole che le cose cambino in questa città”, che appunto mi sa tanto, troppo, di presunzione.
    Presunzione di cosa? Di “superiorità morale” o “etica” (sempre a proposito di parole vuote)? Spiacenti, ma tutto ciò mi ricorda soltanto il titolo di una commedia italiana di una trentina d’anni fa’ che s’intitolava “Lui è peggio di me”.
    Ma qui c’è davvero poco da ridere, a meno che si voglia vita natural durante assistere allo sport in cui gli italiani non hanno rivali… il lancio del fango.

  19. giovanni Dotti il 18 ottobre 2015, ore 09:59

    Certo che con queste chiacchiere inconcludenti non cambierà mai niente. “Presunzione” … “superiorità morale” …… che c’entrano? C’entra invece la VOLONTÀ di cambiare, che non vedo proprio in chi si trastulla in queste sterili polemiche verbali.

  20. Emiliano il 18 ottobre 2015, ore 22:25

    Non è certo qui dentro, infatti, che si pretende di cambiare qualcosa.
    Visto che la “salvezza” per Varese è ben salda nelle mani di chi crede di averla, non posso che limitarmi ad augurarvi buon lavoro. Se poi avrò la fortuna di assistere davvero a questo “cambiamento” sarò il primo a ravvedermi, ma per ora non posso che rimanere scettico… per un solo motivo. Temo cioè che con le “buone” non cambierà mai nulla seriamente, anzi ne sono certo.

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