Varese

Varese, Ricordato l’Ottobre di Sangue. “Il saluto romano resta un reato”

L'intervento di Margherita Giromini

L’intervento di Margherita Giromini

Si è celebrato questa mattina a Varese il 71° anniversario dell’Ottobre di Sangue Varesino, un momento decisivo della storia della Resistenza sul nostro territorio, che è stato ricordato con la posa di una corona di alloro all’Arco Mera e di una corona in Largo Resistenza, un corteo con la Banda Giuseppe Verdi di Capolago e le orazioni finali. Presente un centinaio di partecipanti.

Sono intervenuti sotto al monumento alla Resistenza il presidente Anpi Varese, Margherita Giromini, il sindaco di Varese, Attilio Fontana, il costituzionalista Riccardo Conte. Due giovani, Anna e Matteo, hanno dato lettura dei nomi dei caduti nell’Ottobre di Sangue e dell’epigrafe di Pietro Calamandrei che si trova oggi nel Palazzo Comunale di Cuneo. Al termine ha preso la parola anche il partigiano Somaini, che ha ricordato la battaglia del San Martino, altro episodio fondamentale della lotta contro i nazifascisti. Presenti le massime autorità, come il prefetto Giorgio Zanzi e il presidente del Consiglio Roberto Puricelli, i deputati Marantelli e Gadda, il sindaco di Bodio Paolella, il vicesindaco di Malnate Croci e il vicesindaco di Brissago Valtravaglia Badiali. Da notare la presenza, ma solo all’Arco Mera, dell’assessore leghista Carlo Piatti.

A dare l’inizio al momento delle orazioni ufficiali il presidente Anpi cittadino, Giromini: “Un fatto, ricordiamo oggi, che colpì molto la popolazione, soprattutto quando i corpi dei partigiani furono lasciati sotto la pioggia alle Bettole”. Un momento storico che la Giromini ritiene importante anche per le giovani generazioni, e per questo, sottolinea, sono stati chiamati due giovani per ricordare i nomi dei caduti che don Giuseppe Tornatore, sacerdote che partecipò a quei fatti, definì “purissimi eroi che erano saliti al cielo”.

Per il sindaco Attilio Fontana “occorre ricordare le persone cadute, ma soprattutto i valori che hanno affermato e che hanno lasciato a noi tutti”. Se tornassero grandi minacce alla democrazia e alla libertà – ha proseguito il primo cittadino – dovremo avere il coraggio di mettere in discussione la nostra vita come quei giovani caduti”.

Infine è intervenuto il costituzionalista Riccardo Conte, che ha compiuto un benemerito sforzo di attualizzare il momento commemorativo, ricordando che è ancora in vigore la Legge Scelba, che condanna come reato la ricostituzione del partito fascista. “Il compiere il saluto romano – ha rimarcato Conte – resta un fatto che la Costituzione considera un reato”. Conte si è poi soffermato sul disegno di legge in Parlamento sul tema del negazionismo della Shoah, una legge importante che è già stata approvata in Senato. Due temi che, guardando al nostro territorio, trovano parecchie occasioni che devono farci riflettere con preoccupazione.

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11 ottobre 2015
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