Lettere

Una via per Calogero Marrone

Calogero Marrone

Calogero Marrone

La cancellazione provvisoria ma gravissima della piazzetta dedicata alla scrittrice varesina Liala a causa di lavori edili lascia molto perplessi. Ancor più – ed è quello che denuncio, cogliendo questa incredibile notizia – il fatto che, ad oltre due anni dalla cerimonia in cui l’11 aprile 2013 il Governo di Israele e lo Yad Vashem di Gerusalemme onorarono al Salone Estense Calogero Marrone, salvatore degli ebrei e caduto a Dachau, con il titolo di “Giusto fra le Nazioni”, il Comune di Varese non abbia sentito ancora il dovere di “aggiornare” l’anonima e inesatta scritta di “Giusto fra i Giusti” che appare sulla targa della piazzetta con quella ufficiale.

Alcuni miei recenti interventi presso pubbliche autorità,uomini  politici e familiari, per ragioni diverse, non hanno avuto esito. Meglio, non ho ricevuto risposte! 

Ora che l’ex capo dell’Ufficio Anagrafe del Comune di Varese, arrestato dai tedeschi il 7 gennaio 1944 e consegnato loro dalle autorità locali,venga dimenticato nell’esilio dei “giardinetti” dell’area Cagna, alle spalle del Liceo Musicale, è un’altra vergogna. Distrazione, ignoranza, colpa, dolo? Non lo so. Ricordo ancora quell’11 aprile 2013 le assicurazioni fattemi dall’allora segretario comunale per una rapida definizione della pratica. ”Giusto fra le Nazioni” per chi non lo sapesse è il massimo riconoscimento civile dello Stato ebraico. Il Comune di Favara in Sicilia , il luogo dove nel 1889 nacque Marrone, ha eretto mesi fa una grande stele marmorea, celebrando il suo grande figlio sormontata per l’appunto dalla scritta “Giusto fra le Nazioni”. Per Favara é stato un grande onore. Una festa!
Calogero Marrone come monsignor Pasquale Macchi (riprendo una recente proposta di Angelo Monti) meritano che in loro memoria siano intitolate delle vie in città. Si potrebbe cominciare quest’ opera meritoria togliendo via padre Reginaldo Giuliani (quella che corre fra viale Monte Rosa e viale 25 aprile), fanatico cappellano al seguito delle truppe di invasione in Etiopia, che in nome di “Dio lo vuole” benediceva i villaggi incendiati dal fuoco di Graziani e Badoglio (vedere, Angelo Del Boca, La conquista dell’Impero, Laterza). E’ la sola via a Varese intestata a un fascista e che risalga all’epoca fascista.
Il verbale del Consiglio comunale che approvò nel 1935 la dedica porta incredibilmente la firma del Podestà Domenico Castelletti, colui che qualche anno dopo aprì a carico di Marrone un’inchiesta amministrativa per la distribuzione di carte d’identità in bianco agli ebrei e che lo portò alla morte.
Franco Giannantoni

6 ottobre 2015
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7 commenti a “Una via per Calogero Marrone

  1. Romolo Vitelli il 8 ottobre 2015, ore 18:30

    Caro Franco,
    sono d’accordo con la tua proposta! Spero che il comune di Varese, che si “onora” di aver concesso la cittadinanza a B. Mussolini e di non aver saputo né voluto ancora revocarla, abbia un sussulto di dignità e senta il dovere morale di concedere una strada a Marrone .Un uomo che, con la sua attività meritoria, ha salvato tante persone dalla ferocia nazifascista , rischiando e perdendo la propria vita. Mi auguro che questa tua proposta venga fatta propria da questa sinistra varesina .
    Romolo Vitelli

  2. Franco Giannantoni il 11 ottobre 2015, ore 13:01

    Caro Vitelli, grazie per il tuo intervento confortatore. Non credo nessuno si muova. E’ battaglia che non porta voti né visibilità ma impone scelte. La “sinistra” che non c’é più (ora é destra) pensa ad altro e altri (le squadrette-civetta). Grazie ancora, Franco Giannantoni

  3. Ester Maria De Tomasi il 11 ottobre 2015, ore 22:56

    Caro Franco, condivido assolutamente la tua proposta e le tue considerazioni. Calogero Marrone insignito di un titolo importantissimo ” Giusto tra le Nazioni ” merita memoria perenne con l’intitolazione di una via. Marrone dichiaratamente antifascista, deportato a Dachau dove morì di sofferenze e di stenti, generosamente rischiando la sua vita salvò la vita di centinaia di ebrei
    Il sud Italia ci ha fatto il dono di un uomo così grande e noi dovremmo rendergli memoria perenne.

  4. martino pirone il 12 ottobre 2015, ore 00:17

    Cara signora Ester Maria, forse proprio perché “lera un terrun, lera no de la padania” non si è provveduto !

  5. Franco Giannantoni il 12 ottobre 2015, ore 13:43

    Gentile Ester Maria De Tomasi, grazie. La mia solitaria battaglia perché Calogero Marrone entrasse nel Tempio dei Giusti a Gerusalemme si è conclusa tre anni fa. La Commissione malgrado la carenza di testimonianze giurate (solo tre gli ebrei beneficati erano in vita) ha ritenuto quell’uomo del Sud meritevole del grande riconoscimento, il più alto per parte civile in Israele. Il Comune di Varese dall’11 aprile 2013 non ha ancora provveduto a correggere la targa nella piazzetta area Cagna! Sulla via ex Giuliani non mi faccio illusioni, Franco Giannantoni

  6. Cesare Chiericati il 13 ottobre 2015, ore 10:03

    Quella di Calogero Marrone è una storia di ignavia e colpevole sciatteria da parte di palazzo Estense. Mi chiedo se almeno nelle scuole superiori della città e della provincia, durante le ore di storia, si è qualche volta parlato di lui e del suo sacrificio.

  7. Franco Giannantoni il 14 ottobre 2015, ore 12:08

    Caro Cesare Chiericati, grazie. Rispondo a tutti quelli che si indignano e sono pochi perché mi conforta. Cosa ci vuole a staccare una targa infarcita fra l’altro di errori storiografici, dove non non compaiono mai le parole ebreo, fascista, nazista, campo di sterminio, talchè non si capisce bene chi sia stato Marrone, e aggiungere quel “GIUSTO FRA LE NAZIONI” la più alta onoreficienza civile di Israele? Non ci vuole niente se si afferrasse la statura morale e civica di quel cittadino illustre nato nel profondo Sud. Grazie ancora, Franco Giannantonik

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