Varese

Varese, Primarie Centrosinistra, Galimberti debutta in un Santuccio tutto pieno

Davide Galimberti

Davide Galimberti

Prove tecniche di campagna elettorale. In un Teatro Santuccio pieno, si è presentato ufficialmente alla città il candidato Davide Galimberti, al momento uno dei due che corrono per la scelta del candidato sindaco del centrosinistra a Varese (l’altro è Dino De Simone). Benché ancora non si conosca la data della consultazione, anche se il segretario cittadino Paris ripete che “ormai nessuno è contrario alle primarie”, Galimberti ha messo a segno la sua prima uscita pubblica in una serata che nell’esposizione del programma ha trovato il suo momento centrale.

Presente tutto lo stato maggiore del Pd, dal segretario regionale Alfieri al provinciale Astuti, fino al cittadino Paris e ai presidenti dei circoli cittadini. Tra il pubblico spuntano due dirigenti di Forza Italia, Roberto Puricelli e Ciro Calemme. Ma è soprattutto ai varesini comuni, e non ai politici, che Galimberti si rivolge prendendo la parola: “mi presento perchè amo la mia città, sono una persona normalissima, sono uno di voi, non sono un politico di professione”. Poi attacca, ma lo fa scegliendo l’ironia: in un filmatino di pochi minuti, con musichetta alla Benny Hill, in cui una voce fuori campo fa l’elogio di una Varese città perfetta, pulita e al passo coi tempi, mentre scorrono immagini di abbandono e degrado. Non mancano neppure alcuni interventi di sostegno, quello di Rossella Di Maggio, insegnante, e quello del giovane architetto Rinaldo Macai. C’è anche la città vista attraverso i disegni dei bambini: coloratissimi e positivi. Fin qui tutto bene.

Ma poi Galimberti cerca di esporre il suo Progetto per la Città, riassumendo in pochi minuti temi complessi ed estremamente articolati: lavoro e impresa, scuola, cultura, macchina comunale, Pgt. Tra i tanti temi, alcuni nuovi, altri vecchi, Galimberti enuncia la volontà, una volta eletto, di puntare convintamente sulla “industria del bello”, ringrazia i comitati che hanno stoppato il parcheggio alla Prima Cappella (“se vincerò, revocherò tutti gli attivi relativi a quel progetto”), annuncia una serie di fusioni di assessorati e competenze (urbanistica insieme ai lavori pubblici, patrimonio insieme a bilancio), promette che finirà il consumo di suolo, dice che al Sacro Monte ci si arriverà solo con i mezzi pubblici. Temi giusti e interessanti, ma Galimberti dovrebbe scegliere altri stili di comunicazione, volare più leggero, mantenere tempi più stretti. Semplificare, semplificare.

Dopo il programma, la serata riprende quota con un intervento musicale a due pianoforti con Paliaga e Plano e poi con i Truzzi Volanti, presenze che rimarcano come cultura e sport dovranno diventare elementi distintivi del nuovo corso amministrativo. Perchè, come dice il candidato alle primarie, “non è vero che con la cultura non si campa”.

3 ottobre 2015
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