Varese

Varese, Il mistero della pittura di Bosch conquista il pubblico del Lavit

L'introduzione di Lavit

L’introduzione di Lavit

Buona risposta da parte del pubblico per il primo incontro su arte e psicoanalisi che si è tenuto ieri sera allo Spazio Lavit di Varese, segno che le proposte intriganti e non scontate riescono a fare centro e a catturare l’interesse. E quale pittore poteva esistere più misterioso e affascinante di Hieronymus Bosch per aprire con successo il ciclo di tre incontri dal titolo “Artisti in psicoanalisi”?

Dopo una breve introduzione di Alberto Lavit, le tele di Bosch sono state prese in esame da Leonardo Mendolicchio, psichiatra (Direttore sanitario del centro per la cura e riabilitazione dei disturbi alimentari – Villa Miralago) e da Laura Orlandi, storico dell’arte e giornalista, che ha collocato le opere di Bosch storicamente e dal punto di vista della storia dell’arte. Al centro di questi incontri l’interrogativo su quanto l’analisi possa aiutare a penetrare nell’arte di grandi maestri, riesca a fornircene le chiavi di lettura, sia in grado di decifrare simboli e segni che gli artisti disseminano nella loro produzione. 

Secondo lo psichiatra Bosch dimostra come bene e male possano coesistere. Come accade nel “Trittico delle delizie” o ne “I sette peccati capitali”. Elementi diversi e contraddittori che il pittore, sospeso tra tardo Medioevo e primo Rinascimento,  propone nelle sue tele, in un mix che ricerca un punto di contatto, un momento di mediazione. Freudianamente parlando, Mendolicchio ha letto questa tensione riportandola a rapporto tra desiderio e godimento. “Il primo sempre infinito, che possibile appagamento definitivo, e il secondo come momentaneo spegnimento  del desiderio”.

Possibile punto di incontro l’esperienza del mistico, che lo psicanalista ha presentato riferendosi alla tela di Bosch “Le tentazioni di Sant’Antonio”: in questo caso, il santo sostiene l’infinitezza, ha la capacità di sublimare nella contemplazione del Crocifisso che appare sullo sfondo la spinta all’infinito.

I prossimi due incontri saranno dedicati ai pittori viennesi, da Kokoschka a Schiele e a Salvador Dalì.

 

 

23 settembre 2015
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