Varese

Varese, “Oltre”, affascinante performance sul “folle volo” della conoscenza

I protagonisti della performance

I protagonisti della performance

Varese riserva, in taluni casi, eventi culturali semplici, ma di ampio respiro. E’ stato il caso di questo pomeriggio, quando a Villa Sironi si è svolto un evento – è questo il termine più appropriato – che ha saputo mescolare mirabilmente il linguaggio verbale della grande letteratura, la più grande, e il linguaggio del corpo, del movimento, dello sguardo.

Titolo di questo evento, ad un tempo perentorio ed allusivo: “Oltre”, poi esplicitato con “Percorsi di trasgressione”, da un’idea di Maria Grazia Sironi, padrona di casa, poi elaborata e sviluppata da Nicola Tosi, Renzo Carnio e Ann Veronica Turnbull.

Un evento davvero mirabile nonostante sia stato funestato dalla pioggia – evento capace, in meno di un’ora di tempo, di condurre i presenti in un cammino capace di rispecchiare la capacità di trasgredire, di andare oltre, di volare guidati dalla volontà di conoscere, dalla ricerca della verità.

Tutto è partito da una performance dedicata ad Ulisse e alla sirena, con un Ulisse nero legato all’albero della nave per non cadere schiavo delle sirene, una scena che pareva evocare un vecchio film di Camus, l’Orfeo negro. Nella parte di Ulisse Abdel Kadaire Kone, mentre la sirena è stata interpretata dalla Turnbull, attraente e sensuale.

Al termine della performance, l’ottimo Nicola Tosi ha interpretato il famosissimo Canto XXVI° dell’Inferno dedicato ad Ulisse e al suo “folle volo” che infrange i divieti divini.

Il pubblico è stato quindi condotto da una Beatrice interpretata dalla raffinata Sofia Ascoli ad un cerchio magico dove, al ritmo tribale delle percussioni suonate da Bernadette Kouakou e Valentine Mufila, il performer Guido Nicoli ha proposto una danza espressione della ricerca umana. A fianco, una intensa e bravissima Eugenia Marcolli ha donato al pubblico la lettura del principio della Commedia dantesca.

A questo punto dell’evento una cesura: dal tempo del mito al tempo contemporaneo del mito rivisitato. Gli autori hanno scelto un testo capitale come l’Ulisse di Joyce, opera inarrivabile che è rarissimo venga proposta a teatro (a noi viene in mente qualche poco convincente monologo finale di Molly Bloom). E’ la prima volta che abbiamo ascoltato il colloquio tra Bloom e Stephen nella locanda, che è stato proposto – con grande essenzialità – da una credibile Alice Croci. Un mondo ripreso da una bella performance dell’artista Silvio Monti, che ha distrutto una torre costruita con cartoni che presentavano parole, lacerti di discorsi tratti dalle lettere “hard” dello stesso Joyce alla moglie. Un divertimento in arte del grande maestro.

Un viaggio che si è chiuso con le percussioni e un grande ballo collettivo, in cui tutti i presenti sono stati coinvolti. Un evento di grande interesse, che vedrà ulteriori sviluppi in questo spazio privato che si è aperto ad una contaminazione tra generi che ci è apparsa lontanissima a certa cultura ufficiale di Palazzo.

“OLTRE… Percorsi di trasgressioni tra Dante Ulisse e Joyce”

19 settembre 2015
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