Varese

Varese, Esenzione ticket per donne a rischio di tumori ereditari

medicoL’ASL di Varese, il DIPO – Dipartimento oncologico provinciale -, il Centro di senologia dell’Ospedale di “Circolo” e la Ginecologia dell’Ospedale del “Ponte”, i medici di base, dopo un lungo percorso di valutazioni, analisi e studi che si sono susseguiti negli ultimi 4 anni e che hanno coinvolto molti partner del territorio varesino, portano a casa un’ulteriore vittoria per le donne di tutta la Lombardia: l’esenzione dal pagamento del ticket per le prestazioni utili alla prevenzione dei tumori ereditari della mammella e dell’ovaio.

Da ASL Varese infatti è partita la richiesta – presentata in Regione Lombardia, attraverso una mozione dalla consigliera Francesca Brianza – di esentare dal pagamento dei ticket tutte le donne portatrici di mutazione genetica – BRCA1 e BRCA2 – che sono ad alto rischio di sviluppare tumori della mammella e dell’ovaio nell’arco della vita. Queste donne necessitano infatti di una prevenzione intensiva che le vede coinvolte in numerosi e periodici controlli, che erano a pagamento: ciascuna doveva sborsare circa € 500 all’anno per la propria prevenzione, per diversi anni per visite senologiche e ginecologiche, ecografie, mammografie, risonanza magnetica e chirurgia profilattica della mammella e dell’ovaio. E proprio ASL Varese aveva ricevuto segnalazioni da parte delle dirette interessate che in tempi, come quelli che stiamo vivendo, si trovavano a far pesare sull’economia domestica anche questa spesa.

Un pool di tecnici, costituito da un’oncologa e una genetista dell’ospedale di “Circolo” ed epidemiologi dell’ASL di Varese, ha collaborato nell’ambito del progetto RAL – Rete Alti Rischi – con il Professor Davide Croce – docente di economia delle aziende sanitarie presso la LIUC di Castellanza – per valutare il costo e l’efficacia del modello che prevede l’utilizzo dei test genetici per la prevenzioni dei tumori della mammella e dell’ovaio nelle donne ad alto rischio. I tecnici hanno coordinato un progetto, che ha valutato i costi di questo modello che permette, in primis, di salvare la vita e inoltre di risparmiare i costi di diagnosi di tumori avanzati e di terapie costose.

L’iter da seguire per ottenere l’esenzione per le prestazioni della prevenzione prevede: una prima valutazione, con lo specialista o con il medico di base, della storia oncologica familiare e personale; successivamente una consulenza genetica permetterà di capire chi ha davvero necessità di eseguire il test. Solo le pazienti con accertata mutazione genetica avranno diritto all’esenzione per tutte le prestazioni specialistiche utili per la loro prevenzione. 

La sinergia sul territorio ha visto anche la collaborazione dell’Associazione CAOS, che ha coinvolto tutti gli attori del territorio che gravitano nel mondo dell’associazionismo e si occupano di queste tematiche, comprese Europa donna – movimento d’opinione di Veronesi -, FAVO – Federazione associazioni di volontariato in oncologia – e la Consulta femminile provinciale che insieme a tutte le donne operate al seno hanno fatto da cassa di risonanza a questa iniziativa.

Il progetto, valido esempio di buona prassi sanitaria, è stato presentato in Regione Lombardia e approvato con Delibera del 4 agosto 2015, che conferma l’individuazione dei fondi e consente a partire dal 25 settembre 2015, l’esenzione dalla compartecipazione alla spesa sanitaria delle prestazioni utili alla prevenzione per le donne portatrici di mutazioni genetiche con alto rischio di sviluppo di tumori della mammella e dell’ovaio.

10 settembre 2015
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