Varese

Varese, “Compagni”, Elvira Pajetta racconta una famiglia comunista

Un momento del dibattito

Un momento del dibattito

Ad un certo momento Elvira Pajetta usa l’espressione “un mondo a parte” per evocare quel mondo di rivoluzionari e comunisti in cui prende corpo la storia della famiglia Pajetta. Accade nel corso del dibattito, svoltosi questo pomeriggio alla Festa della Resistenza, organizzata dall’Anpi provinciale di Varese all’Area Feste della Schiranna. Elvira Pajetta, figlia di Giuliano Pajetta, presenta il suo libro “Compagni” (edito da Pietro Macchione), un lungo racconto della famiglia che va indietro nel tempo, che scava nelle radici di un mondo, quello che gravita attorno al Pci, che in Italia ha dato un contributo fondamentale alla Resistenza contro i nazifascisti prima, poi alla Costituzione e alla Repubblica.

Accanto a lei c’è Gaspara Pajetta, che invece è figlia di Gian Carlo Pajetta. A condurre il confronto la storica Daniela Franchetti. Il dibattito è stato introdotto, per l’Anpi, da Ester De Tomasi.

Un mondo di militanza e di impegno che, prima ancora che politico, era di natura etica, capace di prevalere spesso anche sulla vita famigliare e privata. La professoressa Franchetti parla di due famiglie, quella biologica e quella costituita dal partito, un rapporto in cui, come sottolinea Elvira, “spesso in caso di scelta si privilegiava il partito”. Un rapporto forte e profondo, quello con l’impegno nella militanza, che porta Gaspara a dichiarare: “Spesso si è detto di me che, quando sono nata, sono nata nel Pci, il partito per noi è sempre stato presente”. Ed è sempre Gaspara a spiegare il significato della parola-chiave: compagni, che costituisce anche il titolo del volume. “Compagno – spiega Gaspara – è una parola importantissima, e indicava una persona seria, di cui ci si poteva fidare”.

Il libro scritto da Elvira Pajetta racconta la storia di una famiglia italiana importante, delle sue radici, delle vicende che l’hanno vista protagonista della storia del Novecento. Tra i personaggi più interessanti della ricostruzione, su cui si sofferma a lungo anche il dibattito varesino, è Elvira Berrini Pajetta, madre di Gian Carlo e Giuliano Pajetta (oltre che di Gaspare, morto giovanissimo). “Una donna dura, che per Moscatelli e Secchia rappresentava la madre di tutti i partigiani – spiega l’autrice del volume -, ma anche una donna che si rivelò tenerissima quando stava per arrivare un nipote”. Ma oltre ai personaggi, nel libro si evoca la storia, fatti ormai lontani come la guerra di Spagna, la Resistenza, il dopoguerra. Una storia complessa, che Elvira Pajetta, autrice del volume, confessa “non facile da raccontare”. Una fatica durata, ammette ancora l’autrice, ben otto anni.

Il risultato è un volume di grande spessore, che tuttavia descrive un modo di intendere e, soprattutto, praticare la politica, assai distante – riteniamo – da quello oggi assai diffuso su media e in tv, che appare spesso superficiale e legato all’immagine. Una politica odierna su cui le due Pajetta mostrano di avere idee diverse: “non l’ho mai superato l’impegno politico, non me ne sono mai andata dalla casa dei miei genitori”, confessa Gaspara Pajetta, mentre Elvira ammette che “di fronte alla politica di oggi faccio una grande fatica, e quando ho letto le tesi del Pd e non ho trovato alcun riferimento alla tradizione comunista, ho pensato che i miei legami potessero allentarsi”.

 

 

6 settembre 2015
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