Varese

Varese, Libri gender, il Pd Mirabelli: nessuna censura alla cultura

Il cartello alla Libreria del Corso di Varese

Il cartello anti-Brugnaro alla Libreria del Corso di Varese

Il capogruppo del Pd in Comune, Fabrizio Mirabelli, replica alla presa di posizione del forzista Giacomo Cosentino a proposito della scelta della Libreria del Corso di Varese di ospitare volumi che spiegano le differenze di genere:

Leggiamo, con tristezza, l’attacco grottesco del consigliere comunale Cosentino (Forza Italia) e dell’Associazione Orizzonte Ideale alla Libreria del Corso, colpevole di essersi dissociata dalle anacronistiche decisioni e dichiarazioni del sindaco di Venezia Luigi Brugnaro che ha messo all’Indice, nei nidi e nelle scuole materne, ben 49 libri per l’infanzia.

Come nel caso di “Piccolo blu e piccolo giallo” di Leo Lionni, celebre e amatissimo scrittore e illustratore, spesso, si tratta di libri straordinari, patrimonio di molte biblioteche, nidi e scuole materne, in Italia e nel mondo, i cui protagonisti, considerati eversivi, sono oche, orsi, topi, principesse, elefanti, gatti, famiglie, madri e padri.

Che senso abbia, poi, censurare una storia come “Il segreto di Lu”, dove si parla di soprusi a scuola o “I papà bis”, storia di una famiglia ricomposta dopo un divorzio, che, in Italia, per inciso, riguarda, ormai, 174 coppie ogni mille matrimoni, francamente, rimane un mistero.

In alcuni di questi libri, come ad esempio nel famoso “Piccolo uovo” disegnato da Altan, si parla, certamente, anche di “famiglie” al plurale ma, nello scorso luglio, una circolare del Ministero dell’Istruzione, inviata a tutte le scuole italiane, ha già chiarito che, come, peraltro, è, correttamente, avvenuto anche negli asili e nelle scuole materne di Venezia, solo il dirigente scolastico, gli insegnanti e i genitori possono prendere, insieme, qualsiasi decisione che riguardi il piano dell’offerta educativa e formativa in una scuola. Ciò, naturalmente, vale anche per i libri e le biblioteche scolastiche.

Nessun sindaco, pertanto, essendo questo un ambito di competenza esclusiva della comunità scolastica, fatta di famiglie e operatori della scuola, può decidere quali libri possono stare o meno all’interno di un istituto. Il sindaco di Venezia è già stato costretto a fare un passo indietro rispetto alla decisione iniziale.

L’intervento del consigliere Cosentino, pertanto, arriva fuori tempo massimo ed è ispirato, evidentemente, dal provincialismo e dalla necessità di farsi pubblicità in vista delle prossime elezioni amministrative.

La sua dichiarazione secondo la quale starebbe “lavorando per formulare ai suoi colleghi dell’amministrazione comunale di Varese una proposta simile a quella del sindaco di Venezia”, alla luce della circolare del Ministero dell’Istruzione si commenta da sola. Noi, comunque, vigileremo perché questa minaccia non si realizzi mai.

Per quanto ci riguarda, crediamo, infatti, che non sia attraverso l’ideologia ma attraverso la cultura che si possono combattere l’ignoranza, la paura e la discriminazione.

E’ incredibile come, nel 2015, certi politicanti pretendano ancora di controllare la cultura, in una forma autoritaria che, evidentemente, è retaggio di un’epoca che, per fortuna, il nostro Paese si è lasciato alle spalle ormai settanta anni fa.

Fabrizio Mirabelli

Capogruppo Pd al Comune di Varese 

 

4 settembre 2015
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Rispondi

 
 
kaiser jobs