Varese

Varese, 49 libri gender all’indice, Libreria del Corso sotto il tiro della destra

 

Giacomo Cosentino

Giacomo Cosentino

“La Libreria del Corso si dissocia dalle decisioni e dalle dichiarazioni del sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, che ha imposto il ritiro, dai nidi e dalle scuole materne, di 49 libri colpevoli di voler spiegare ai bambini le diversità di genere”. Libri all’indice, è polemica a Varese dopo la forte presa di posizione, affidata ad un cartello, da parte della Libreria del Corso. Una presa di posizione che attacca la scelta del Comune di Varese di “vietare” libri che trattano le questioni legate alla diversità di genere tra bambini e ragazzi. 

Un tema caldo a Varese, dopo che sul gender e sulle tematiche collegate le Sentinelle in Piedi avevano più volte manifestato silenziosamente in città.

Ora, dopo la presa di posizione della Libreria del Corso, non si è fatto attendere un duro attacco da parte del consigliere comunale di Forza Italia, Giacomo Cosentino, esponente di punta dell’associazione Orizzonte Ideale: “Sia io in qualità di consigliere comunale di Varese che l’associazione di cui faccio parte, Orizzonte Ideale,  avevamo espresso solidarietà – e tutt’ ora la confermiamo – al sindaco di Venezia Brugnaro per gli attacchi da lui subiti a fronte della decisione di ritirare dalle scuole tutti i libri che potevano restringere fortemente la libertà di educazione dei bambini in tema di identità sessuale”.

“Leggo oggi con stupore la presa di posizione della libreria del corso di Varese e credo che sia un modo per farsi pubblicità gratis: Brugnaro ha dichiarato di ritirare i libri per poterli valutare e infatti alcuni di essi, che non c’entrano con l’identità di genere, torneranno in alcune scuole e biblioteche. Che senso ha quindi la presa di posizione della libreria del corso?”, si domanda Cosentino.

Conclude Cosentino: “A Varese sto lavorando per formulare  ai miei colleghi dell’amministrazione comunale una proposta simile a quella di Brugnaro, il fine è solo quello di non  confondere i bambini sulla propria identità sessuale. Ben vengano libri che insegnano il rispetto per le diversità ma guai, e ribadisco, guai, mettere in discussione l’ identità sessuale di mamma e papà: unica famiglia naturale. Quando i bambini diventeranno grandi saranno maturi per farsi una loro idea, nel frattempo ci vuole rispetto della natura. Tutto il reso è violenza”.

3 settembre 2015
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3 commenti a “Varese, 49 libri gender all’indice, Libreria del Corso sotto il tiro della destra

  1. roccocordi il 3 settembre 2015, ore 20:07

    … iniziativa abominevole, speriamo che il passo successivo non sia quello di metterli al rogo come da tradizione fascista e non solo.

  2. Ambrogina Zanzi il 3 settembre 2015, ore 22:56

    Sto con “La Libreria del Corso”

  3. giulio moroni il 4 settembre 2015, ore 11:11

    Brugnaro ha ritirato i libri dalle scuole e non dalle librerie.
    Mi pare che ci sia un po’ troppo nervosismo sulla questione da parte della fazione “conservatrice” della politica, ma soprattutto una poco spiegabile accelerazione sul tema dell’identità sessuale da parte di quella cosiddetta “progressista”.
    Cercare di spiegare oggi certe cose ai bambini delle elementari è forse una forzatura come lo era qualche decennio orsono fare educazione sessuale con Lupo Alberto.
    A mio parere in questo paese, ancora molto cattolico e presto anche molto islamico, nemmeno i genitori sono già pronti a recepire certi principi.
    Per questo credo che certi insegnamenti andrebbero fatti prima ai genitori e poi ai loro figli; se i genitori non hanno le idee chiare sarà difficile che le abbiano i bambini che dai genitori succhiano la conoscenza.
    Per questo è utile che la Libreria del Corso metta in vetrina quei libri nella speranza che i padri e le madri li leggano prima dei loro figli.

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