Varese

Addio “Carletto”, scomparso il partigiano Renato Morandi

Una foto di Renato Morandi all'epoca dei successi sportivi

Una foto di Renato Morandi all’epoca dei successi sportivi

Scomparso Renato Morandi, 92 anni, protagonista della Resistenza e della Lotta di Liberazione dai nazi-fascisti con il nome di battaglia di “Carletto”, tra i fondatori della 52a Brigata Garibaldi intitolata a Luigi Clerici.

Un grande varesino dalla vita e dall’attività fortemente legate al nostro territorio, di cui ci parla lo storico Franco Giannantoni, autore di opere sul fascismo e sulla Resistenza. “Un uomo estremamente moderato nel dibattito politico, fermo nei suoi principi, rispettoso degli altri, un grande combattente per la libertà”, dichiara Giannantoni.

Nato a Secugnago, in provincia di Lodi nel 1923, Renato Morandi proveniva da una famiglia antifascista. Fu un importante velocista, campione di velocità su pista negli anni ’42-’43. “Il 25 Luglio, alla caduta del fascismo – ricorda Giannantoni – radunò molti antifascisti varesini e con un corteo in bicicletta arrivò davanti alla Questura per inneggiare all’Italia libera”. Dopo l’8 settembre Morandi diventa protagonista della lotta antifascista e riesce a sottrarre al Cinema centrale di Varese (il cosiddetto “Pidocchietto”) la pellicola del film franchista “Carmen fra i Rossi”, che poi viene bruciata in un giardinetto di Biumo Inferiore.

Arriva la notte di Salò. Con il fratello Anselmo, Morandi espatria in Svizzera e viene internato in un campo del Canton Soletta, dove fa un incontro decisivo, quello con Pietro Terzi, futuro comandante della piazza militare di Dongo. Con Terzi, nel ’44 torna in Italia e partecipa alla Resistenza partigiana. Proprio a Guanzate (Como), con l’apporto di Luigi Canali (il Capitano Neri) dà vita al primo nucleo della 52a Brigata Garibaldi. Si scontra con la Brigata Nera Cesare Rodini di Como, in una lotta che diventa ogni giorno più dura. Morandi si sposta poi in Brianza e viene costretto a curarsi un problema renale nascondendosi a Casciago. Riuscirà tuttavia a partecipare all’insurrezione finale. Come sottolinea Giannantoni, un ruolo importante lo ebbe anche la moglie di Morandi, Carla Della Bordella, valorosa partigiana che partecipò alla Resistenza con grande sprezzo del pericolo.

Nel dopoguerra, Morandi entrò nella Mutua di cui diventò sindacalista nazionale, fu consigliere comunale del Pci a Varese, fu ai vertici dell’Ospedale di Circolo e poi presidente dell’Aci. Un uomo, Renato Morandi, di cui Giannantoni sottolinea soprattutto la gestione trasparente e integerrima, insieme al cattolico popolare Trombetta, dell’Ospedale di Circolo di Varese. “Una gestione – sottolinea lo storico varesino – libera dai condizionamenti dei partiti”. Una libertà di spirito che portò Morandi a chiedere invano a Como, insieme a Cavalleri e Giannantoni, autori di un documentato volume sull’argomento, di riaprire il caso di Gianna e Neri, con l’obiettivo di riabilitare i due partigiani. “Una vicenda che amareggiò Morandi e in seguito alla quale sia Morandi, che io stesso, lasciammo l’Anpi”, ricorda ancora Giannantoni. 

 

 

 

3 settembre 2015
© RIPRODUZIONE RISERVATA

4 commenti a “Addio “Carletto”, scomparso il partigiano Renato Morandi

  1. Cesare Chiericati il 4 settembre 2015, ore 09:29

    Renato Morandi fu un grande patriota durante la Resistenza, un grande varesino negli anni della ricostruzione per il suo impegno civico nelle file del PCI a Palazzo Estense,nel governo dell’Ospedale di Circolo, nell’Automobil Club di cui fu per molti anni presidente. Fu anche un grande ciclista, campione italiano il 29 giugno 1942 della velocità dilettanti sulla pista del velodromo Vigorelli di Milano. Un talento naturale destinato a grandi traguardi. Tuttavia non esitò ad appendere la bicicletta al chiodo per dedicarsi con tutte le sue forze alla lotta partigiana di liberazione. Un galantuomo.

  2. Claudio il 4 settembre 2015, ore 18:21

    L’ho conosciuto quando militavo nel P.D.S., figura equilibrata, sobria, intelligente. Non conoscevo i suoi trascorsi di partigiano, né il suo curriculum. Ora, sapendone un po’ di più, mi rendo conto di aver conosciuto un uomo con la U maiuscola. Quanti di questi uomini avremmo bisogno oggi per tirare avanti questa società? Quanti uomini e donne oggi impegnati in politica valgono qualcosa o sono impreparati, improvvisano, ci portano allo sfascio? Quanti sono quelli che si preparano ? Che Dio ce la mandi buona, tiremm innanz.
    Claudio Buzzi

  3. Sergio Lucchina il 6 settembre 2015, ore 18:46

    L’ho conosciuto quando militavo nel PCI. per me fu un grande maestro e amico.
    Silvana sono vicino a te col cuore. Sergio Lucchina.

  4. WIndows Phone 7 News il 8 settembre 2015, ore 10:58

    WIndows Phone 7 News

    Addio “Carletto”, scomparso il partigiano Renato Morandi – Varese Report

Rispondi

 
 
kaiser jobs