Lettere

Migranti e spirito cristiano

barconiCon 20 anni di ritardo l’Europa è costretta, dagli eventi, a dover affrontare il problema della migrazione di massa. Credo che un contributo importante possa derivare dalla visione cristiana del fenomeno. La famiglia di Nazareth ha dovuto migrare per evitare la morte del loro figlio e Gesù definisce (parlando del Giudizio Universale) benedetti coloro che sanno accogliere lo straniero e maledetti coloro che lo rifiutano. Sotto il profilo cristiano sono una opportunità per l’evangelizzazione universale ma lo sono anche per una società che non vuole imborghesire e coglie l’occasione per uscire da una posizione di immobilismo per aprirsi ad una opportunità di ampliamento degli orizzonti e delle prospettive.

Non va mai dimenticato che i migranti sono esseri umani con una loro dignità che obbliga rispetto e non tenere presente ciò porta inevitabilmente a commettere errori che si ritorcono contro chi li fa. Questo, però, non deve far dimenticare che un migrante ha il diritto di vivere  e progredire nella terra natia ed è un dovere dei loro governanti prodigarsi per permettere ciò.

L’unica migrazione ammissibile è quella che deriva da una libera scelta e gli stati che accolgono devono essere all’altezza di offrire ospitalità  regolando i flussi e creando condizioni di ricevimento che non vadano a invadere il regolare svolgimento della vita dei suoi indigeni ma favoriscano una crescita che torni a vantaggio di tutti.

Anche i migranti devono sentirsi obbligati a contribuire al benessere comune e non gravare come parassiti ma come soggetti attivi e vitali. Accogliere disinteressatamente è un dovere da cui non ci si deve esimere ma non deve scadere nell’assistenzialismo che produce insofferenze nella convivenza civile e lede la dignità umana di coloro che sono accolti.

Io spero che lo spirito cristiano possa esserci di aiuto per trovare la giusta via da seguire in modo da trasformare un “problema” in una opportunità per il bene di tutti.

Alessandro Milani

2 settembre 2015
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