Varese

Primo Isolino Virginia Sunset Festival, cinque eventi di musica e teatro

IsolinoL’Isolino Virginia Sunset Festival nasce per unire la bellezza del Lago con i suoi tramonti e con l’arte. Una magica triplice unione. Cinque appuntamenti di musica e teatro che vogliono innanzitutto valorizzare il territorio e gli artisti della provincia di Varese intera, portando sul palco i grandi talenti che esistono nella zona.

Si inizia sabato 29 agosto con la madrina del Lago di Varese, Betty Colombo con il suo “Paludi” Gli eventi inizieranno un’ora prima del tramonto (19.00) e termineranno al calar del sole (20.00), salutando il sole che scompare all’’orizzonte tra mille sfumature di rosso e di arancione. L’applauso finale al tramonto saluterà il sole, i musicisti e il lago. Tutti gli eventi sono gratuiti.

Prima di ogni evento sarà passibile visitare il Museo Archeologico dove è contenuta l storia di questo sito, il più antico  insediamento palafitticolo dell’Arco Alpino che dal 27 Giugno 2011 è nella Lista “Siti palafitticoli preistorici dell’arco alpino” del Patrimonio mondiale dell’UNESCO.

Il lago di Varese è anche tradizione gastronomica, prima di riprendere la via di casa con il battellino, gli amanti della buona cucina nostrana dovranno far visita al ristorante “Locanda dell’Isolino Virginia” dove una cucina ricca di tradizioni saprà soddisfare anche i palati più esigenti. I piatti tipici, composti da prodotti locali nostrani sono: Riso con filetto di pesce persico, Anatra selvatica arrosto, pesce in carpione, Polenta e selvaggina, lavarello spaccato ecc.

Per quanto riguarda la prima proposta “Paludi” di e con Betty Colombo, occorre ricordare che la palude Brabbia è una riserva naturale regionale. Gli operatori della L.I.P.U. (Lega Italiana Protezione Uccelli) se ne occupano con passione e competenza. Nessuno può più entrare in palude senza il loro permesso; è possibile però spiarla dai punti di osservazione predisposti che sono raggiungibili con appositi sentieri o passerelle tanto naturali nel materiale quanto artificiali nella funzione. Si sta ai bordi della palude, la si costeggia, la si sfiora ma non la si attraversa. Ne hanno libero accesso solo gli animali: uccelli, pesci, mammiferi.

Le parole nostalgiche e stizzite degli abitanti dei territori limitrofi mi hanno restituito l’immagine di una palude regno di bellezze paesaggistiche irripetibili, fonte di lavoro e di ricchezza, luogo dalle innumerevoli risorse: torba, lisca, pesce, selvaggina, fiori, animali da  pelliccia (puzzole e qualche lontra).

Gli scarichi industriali hanno inquinato le acque palustri modificandone irrimediabilmente l’equilibrio. Adesso la palude è preclusa all’uomo punito con l’esclusione per il male arrecato. Alcuni sono convinti della giustezza quasi inevitabile della condanna. Altri rivendicano con rabbia o con sincera nostalgia il diritto a godere ancora dall’interno di questo territorio unico. Come sempre è difficile coniugare ragione e sentimento e io non mi cimento certo nell’impresa.  Dice Betty Colombo: “Mi limito a restituire con una narrazione di parole, suoni e musiche la mia immagine della palude e alcuni episodi che mi sono stati narrati. È quasi un atto dovuto il mio, il saldo di un debito a chi in palude ha lavorato, penato, sofferto, goduto, tratto vantaggi e soddisfazioni. È un altro tassello del mio lavoro di autrice in questi ultimi anni: “canto” i luoghi in cui vivo, metto in scena la tradizione sforzandomi di rispettarne e di valorizzarne i valori autentici”.

L’Isolino Virginia è un triangolo di terra assai suggestivo situato a pochi metri dalla riva occidentale del Lago di Varese, nel territorio di Biandronno; solo uno stretto canale detto Ticinello lo separa dalla terraferma.

La superficie del luogo è quasi interamente coperta da una lussureggiante vegetazione che ospita numerosi animali selvatici di lago. Conosciuta nel XVI secolo come Isola di S. Biagio per la presenza di una piccola chiesa dedicata a questo santo, nel 1822 fu acquistata dal duca Pompeo Litta che la battezzò Camilla in omaggio alla moglie. Circa cinquan’anni dopo la proprietà passò ad Andrea Ponti: è a lui che si deve l’attuale denominazione dell’isola, chiamata Virginia in onore della consorte.

Negli anni ’60 dell’Ottocento studi compiuti dall’abate Antonio Stoppani rivelarono la presenza di un insediamento preistorico. Pazienti ricerche portarono alla luce uno dei più importanti siti palafitticoli del Neolitico, risalente all’incirca al 3500 a.C.  Dal 1962 la donazione del marchese Ponti ha sancito il passaggio della proprietà al Comune di Varese. Quindi cultura, storia e natura si fondono in una tranquilla armonia. La natura, il lago, la storia ed il vento sono i padroni dell’isola.

27 agosto 2015
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