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Milano, Scomparso l’avvocato Gianfranco Maris, presidente dell’Aned

L'avvocato Maris

L’avvocato Maris

E’ scomparso questa mattina a Milano l’ex senatore Gianfranco Maris, presidente della Fondazione “Memoria della Deportazione” e dell’Aned, l’Associazione dei Deportati politici nei campi di sterminio. Aveva 93 anni.

Nella sua vita è stato grande avvocato penalista (fra gli altri ha assistito Marino nel processo Sofri), senatore del Pci per diverse legislature e componente laico del Consiglio Superiore della Magistratura.

Partigiano delle “Garibaldi” con il nome di Franco Lainati (il documento di identità lo ebbe da Calogero Marrone capo dell’Ufficio Anagrafe del Comune di Varese), Maris fu arrestato nella primavera del ’44 nel bergamasco e deportato a Mauthausen dove strinse amicizia con il finanziere Nino Rovelli che, al rientro in patria, si impegnò a fondo per onorarare la memoria dei caduti.

Aveva raccontato la sua dura esperienza in un bellissimo libro dal titolo Per ogni pidocchio cinque bastonate. Lascia la moglie e due figli, entrambi avvocati. Maris fu un grande italiano. 

Maris è stato ricordato da Renzo Gattegna, presidente Unione delle Comunità Ebraiche Italiane. “La Memoria prima di tutto. La missione di una vita, un impegno portato avanti con passione e costanza, anche nel ricordo delle sofferenze che lui stesso aveva subito nei campi di Mauthausen e Gusen dopo un primo imprigionamento a Fossoli. Ci lascia un grande combattente e un grande protagonista della storia democratica italiana”.

15 agosto 2015
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Un commento a “Milano, Scomparso l’avvocato Gianfranco Maris, presidente dell’Aned

  1. Franco Giannantoni il 16 agosto 2015, ore 16:29

    Caro Direttore, ero legato a Gianfranco Maris da forte amicizia da quando, trent’anni fa, mi chiamò con Ibio Paolucci alla redazione del “Triangolo Rosso” la prestigiosa rivista degli ex deportati politici nei campi di sterminio. Aveva Varese nel cuore. Nell’ottobre del 1943 era venuto a Varese da Calogero Marrone all’Ufficio Anagrafe del Comune per ottenere una carta d’identità che gli consentisse di potersi muovere fra la Val Brembana dove era partigiano “garibaldino” e Milano. Marrone era agrigentino di Favara. Maris era stato indirizzato a Varese da Salvatore Di Benedetto, altro agrigentino, capo del Pci clandestino di Milano. A Varese c’erano altri due agrigentini: Alfonso Montuoro e lo scrittore Elio Vittorini che lo aiutarono. Ottenuto il documento, Don Franco Rimoldi il “falsario” del Cln nello Studio di Alfredo Brusa Pasquè lo intestò al nome di Franco Lanati. Nel gennaio del ’44 Maris fu arrestato per una delazione a Lecco. Finì a Mauthausen. Si salvò. Spese il resto della vita per onorare i suoi compagni da grande italiano. Franco Giannantoni

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