Lettere

Sindacato e pensioni d’oro

sindacati1Guadagnare più del Capo dello Stato italiano, senza voler considerare il Presidente USA, superando di 15 volte il reddito medio di un lavoratore italiano e travalicando più di quanto consentito, per legge, a qualunque dirigente pubblico è un privilegio riservato ad alcuni dirigenti sindacali.

Il diritto di privacy, a chi svolge ruoli pubblici, non si applica in nessun paese civile, ma da noi non è cosi ed è per questo che, ancora oggi, non è dato di sapere chi sono i 17.319 sindacalisti che beneficiano delle “pensioni d’oro” ottenute tramite il contributo, anche di un solo mese, pagato dalle organizzazioni sindacali, che è andato ad integrare la pensione; beneficio derivato dal decreto 564/’96.

Come al solito una responsabilità oggettiva ce l’ha anche la politica per non aver mai voluto applicare l’art. 39 della Costituzione che disciplinasse diritti e doveri dei sindacati obbligandoli, tra l’altro, alla democrazia interna e alla trasparenza finanziaria. Questo fatto impedisce, a chi vuol fare informazione, di poter cogliere dati certi e inconfutabili.

Non credo sorprenda nessuno il fatto che se manca il bilancio consolidato è naturale poter aggirare tutte quelle informazioni che potrebbero ricondurre alle reali retribuzioni dei vari dirigenti. Si può stimare, sui dati degli iscritti, che le entrate possano aggirarsi, approssimativamente, sui 1200milioni di euro; ma le uscite non è dato di sapere.

Eppure la soluzione sarebbe semplice; è sufficiente istituire un organismo pubblico, come in Gran Bretagna, che disponga di un elenco ufficiale degli iscritti ai sindacati esercitando il diritto di accesso a bilanci e conti patrimoniali. Semplice trasparenza che impedirebbe i soliti abusi degli onnipresenti furbetti.

Alessandro Milani

11 agosto 2015
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Un commento a “Sindacato e pensioni d’oro

  1. giovanni Dotti il 11 agosto 2015, ore 22:41

    Condivido le giuste osservazioni di Alessandro Milani; possibile che solo in Italia avvenga questo schifo degno più di un paese da terzo mondo che di un paese civile e democratico?Che il Governo faccia un po’ di pulizia anche nei Sindacati, che dovrebbero dare l’esempio civico e morale alle forze politicne e al mondo del lavoro.

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