Lettere

Partiti, a quando la riforma?

parlamentTanti amministratori locali, onesti e capaci, sono oscurati da quelli indagati, arrestati e corrotti. Gli unici e veri responsabili, di questa realtà, sono i Partiti ed è per questo che si dovrebbe dar mano alla loro regolamentazione; occorre che trasparenza e integrità incidano sui procedimenti decisionali e di valutazione.

Oggi vige la regola che il “feudatario”  con il suo “cerchio magico” e  il suo pacchetto di voti, clientelari e di comitati d’affari, tenga in ostaggio il partito. Tutto questo a danno della meritocrazia legata alle capacità politiche.

Nessuno è  cosi ingenuo (tranne i legislatori?!?) da non capire che i portatori di voti, il più delle volte, sono collusi con sistemi o lobby (tipo la Criminalità organizzata) che poi presentano il loro conto nel dopo elezioni; un conto che porta solo alla tutela di interessi personali e non collettivi.

Unica “riforma”, fatta solo per seguire una nuova tendenza, è stato il decreto legge 149 del 2013 contro il finanziamento pubblico dei partiti che ha mantenuto inalterati i finanziamenti (molto appetitosi) ai Gruppi Parlamentari senza  chiarire come dovevano essere trasparenti i finanziamenti privati per impedire interferenze sulle decisioni politiche. 

Questo ha permesso che Regioni e Comuni fossero prese d’assalto da gruppi di faccendieri  che hanno collaborato al saccheggio delle casse pubbliche aggravando le situazioni finanziarie che oggi diventano insostenibili.

Se solo si fosse preso ad esempio quanto consigliato dal Group of States against Corruption per un risanamento della Politica e la lotta alla corruzione oggi non saremmo qui a ragionare su queste situazioni cosi umilianti per le persone che vivono di onestà e rispetto delle regole con grandi sacrifici e rinunce.

Alessandro Milani

31 luglio 2015
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