Varese

Varese, Ripresa dell’economia, ma per ora nessun facile ottimismo

operai_in_fabbrica_1-300x225Il segno è positivo, eppure il recupero manifestato dalla produzione manifatturiera varesina nel secondo trimestre dell’anno (+2,5%) non appare esente dai rischi della fragilità e della precarietà. L’analisi della Camera di Commercio, pur evidenziando qualche segnalo di recupero, non lascia spazio al facile ottimismo: troppo problematica la situazione internazionale per puntare a una piena ripresa a livello locale.

Sulla base dell’indagine congiunturale condotta su un campione di circa trecento imprese, nel periodo compreso tra aprile e giugno a Varese, la produzione ha registrato, rispetto allo stesso arco temporale di dodici mesi or sono, una crescita sensibile a livello industriale. Una crescita superiore alla media lombarda (+1,9%), che colloca la nostra provincia al terzo posto in Lombardia insieme a Mantova e dopo Lecco (+6,5%) e Monza Brianza (+2,9%).

In sintonia si manifesta anche l’incremento del numero delle aziende operanti a Varese iscritte al Registro Imprese tenuto dalla Camera di Commercio: a giugno sono tornate sopra la soglia psicologica delle 62mila unità, toccando quota 62.132. Nel trimestre, il saldo tra le 1.065 iscritte e le 632 cessate è ampiamente positivo per 433 imprese.

«Eppure l’incertezza la fa ancora da padrona – spiega il presidente Renato Scapolan –. Il quadro è condizionato dalla presenza di tre tipi di rischio, individuati dagli analisti che hanno elaborato la nostra indagine congiunturale. A peggiorare nuovamente la situazione delle nostre imprese potrebbero essere sia la crisi greca, non ancora risolta, sia l’eventuale esplosione della bolla immobiliare e finanziaria in Cina come pure la politica monetaria degli Stati Uniti. Qui una decisione della Federal Reserve circa l’aumento del dollaro, per evitare bolle speculative interne, potrebbe finire per rallentare quella che attualmente è la macchina di traino dell’economia mondiale. Rischi globali con possibili effetti locali».

Intanto, a differenza dell’industria, l’artigianato varesino nel trimestre sconta una riduzione dell’indice di produzione. Se tra gennaio e marzo era cresciuto ancora dello 0,5%, tra aprile e giugno arretra, facendo segnare un -1,3%.

Quanto al mercato del lavoro, i recenti dati sulla cassa integrazione evidenziano una riduzione del ricorso: a questo strumento se nel periodo gennaio-giugno 2014 erano state autorizzate 21 milioni di ore, nello stesso periodo di quest’anno si è scesi a 14 milioni.

Nelle aspettative degli imprenditori interpellati si riflettono tutte queste dinamiche, compresi i dubbi per il futuro. Così, nel comparto artigiano le preoccupazioni rispetto all’economia globale hanno fatto scendere, nell’arco di un solo trimestre, dal 76,1% al 65,3% la quota degli operatori con “sentiment” positivo, ovvero con aspettative di crescita o quantomeno di stabilità. Nel mondo industriale, invece, persiste un clima di maggiore fiducia: i positivi sono il 75,7%.

30 luglio 2015
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