Varese

Varese, Case dell’Acqua, regole Asl per bere senza problemi

acquaRiflettori dell’Asl di Varese puntati sulle Case dell’Acqua. Si chiama “H2O informa” il progetto dell’ASL Varese che si occupa del “Monitoraggio acqua destinata al consumo umano erogata attraverso le “Case dell’Acqua”; tra le azioni previste dall’iniziativa anche un’attività di georeferenziazione delle “Case dell’Acqua” ubicate sul territorio della provincia di Varese: attualmente sono censite circa 70 strutture la cui gestione è in capo a una decina di Società.

Il servizio è stato realizzato per consentire ai cittadini di visualizzare la localizzazione delle strutture e cliccando sull’icona della “casetta” si possono trovare tutti i dettagli relativi alla stessa; la mappa è accessibile sul sito di ASL Varese nella sezione Informazioni utili – “sicurezza alimentare” à Progetto H20.

Il Dipartimento di Prevenzione Medico di ASL Varese, tra i compiti assegnati, ha anche la vigilanza e il controllo delle strutture erogatrici di acqua destinate al consumo umano: si occupa quindi anche di quegli impianti, ormai molto diffusi, che tutti conosciamo con il nome di “casette dell’acqua”, dove i cittadini scelgono di rifornirsi.

Gli ispettori della nostra Azienda che si occupano di sicurezza alimentare, oltre a eseguire analisi periodiche e pianificate, effettuano anche una attenta e puntuale verifica dei requisiti di gestione delle strutture e di chi le gestisce, proprio in base alle vigenti normative Europee, Nazionali e Regionali che classificano l’acqua come un alimento e per questo i gestori delle “casette dell’acqua” sono a tutti gli effetti Operatori del Settore Alimentare.

Le “stazioni erogatrici” sono fornite di moderni impianti per la distribuzione di acqua naturale o frizzante, refrigerata o a temperatura ambiente che è la stessa dell’acquedotto cittadino, da cui viene fornita: sicura e buona da bere perché certificata da rigorosi controlli periodici.

Tra i principali vantaggi di questo servizio ci sono: quello economico perché l’acqua costa pochi centesimi al litro; quello ecologico in quanto si riduce lo smaltimento delle bottiglie in plastica; inoltre, viene apprezzato un bene già disponibile, controllato e sicuro.

L’acqua fornita, proviene dalla rete di distribuzione dell’acquedotto e dopo il passaggio attraverso filtri, carboni attivi e sistemi di disinfezione dotati di lampade a Ultra Violetti, viene raffreddata e in parte addizionata con anidride carbonica.

Ci sono però una serie di accorgimenti da seguire per garantire la salute di chi si approvvigiona alle “casette”, accorgimenti che, riportati su pieghevoli, sono diffusi sul territorio e tra i cittadini.

Prima di tutto bisogna utilizzare solo bottiglie in vetro dedicate allo scopo, che devono essere posizionate in luoghi freschi, non esposti a sole o intemperie. Dopo l’uso vanno lavate bene con uno scovolino e devono essere asciutte prima del nuovo utilizzo. È indispensabile, soprattutto con queste temperature prelevare una quantità d’acqua consumabile nell’arco di 48 ore, perché l’acqua dopo due giorni in bottiglie non sterili potrebbe alterarsi.

Infine, va evitato l’uso di contenitori di plastica generici o in precedenza contenenti altri tipi di liquido.

28 luglio 2015
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