Varese

Varese, Scomparso Sergio Banali, giornalista colto e impegnato

Sergio Banali

Sergio Banali

Si è spento nella sua casa oggi domenica 26 luglio, alle ore 16, il giornalista Sergio Banali, nato a Goito nel 1930, che era malato da qualche anno. Uomo raffinato e colto, generoso e schivo, lascia un segno nel mondo giornalistico lombardo.

Quella di Banali è stata una lunga  carriera giornalistica: prima redattore a Varese di “Ordine Nuovo”, il giornale diretto da Gianni Rodari nei primi anni ’60, poi corrispondente da Varese per L’Unità. Successivamente andò a Milano dove ricoprì, ancora nel quotidiano L’Unità, il ruolo di capo redattore centrale. Fu anche collaboratore di Cuore, settimanale satirico di “resistenza umana” ideato da Michele Serra. Faceva parte della redazione di Triangolo Rosso, periodico dell’associazione nazionale dei deportati nei campi di sterminio nazisti.

Di Banali si ricorda anche un bel volume pubblicato da Arterigere, dal titolo “Avanti popolo”, un bel libro che narrava le vicende delle lotte dei braccianti mantovani, un volume che fu pubblicato per le insistenze dei colleghi ed amici Franco Giannantoni e Ibio Paolucci.

Banali sarà cremato martedì senza alcuna cerimonia pubblica. 

26 luglio 2015
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5 commenti a “Varese, Scomparso Sergio Banali, giornalista colto e impegnato

  1. Ludovica il 26 luglio 2015, ore 22:55

    Ti ricorderemo sempre con affetto. Lulù e Paolo

  2. Rocco Cordì il 26 luglio 2015, ore 23:42

    Di Sergio mi piace ricordare l’emozione di nove anni fa quando lessi in anteprima il suo volumetto “Avanti popolo, le lotte e le speranze dei “lauradur”in un romanzo padano”. Un libro scritto in tempi remoti ma pubblicato nel 2006 grazie alle sollecitazioni e all’incoraggiamento di altri carissimi amici: i giornalisti Franco Giannantoni e Ibio Paolucci e l’editore Carlo Scardeoni.
    Il mio impegno a sostegno del suo libro venne premiato con una dedica personale che ricordo con grande piacere. Sergio scriveva tra l’altro “…un libro che, tra realtà, fantasia e un po’ di …archeologia… tenta di ricostruire il clima di un tempo antichissimo su un pianeta scomparso. Ma non è il caso di voltarsi ogni tanto a guardare il passato?….”
    Sì, caro Sergio, sono convinto di sì, anche perché in quel passato ci sono tanti valori perduti che potrebbero aiutarci ad affrontare meglio le sfide di oggi e quelle future. Grazie di aver potuto contare sulla tua amicizia e grazie per i valori che hai saputo trasmettere, per la tua semplicità e profonda umanità.

  3. Romolo Vitelli il 27 luglio 2015, ore 14:20

    Ciao Sergio ci mancherai! Sarai sempre nei nostri pensieri e ricordi. Romolo e Christine Vitelli

  4. Fabrizio Mirabelli il 27 luglio 2015, ore 17:06

    Sergio Banali, amico e compagno con cui ho condiviso tanti anni di militanza, nel PDS prima e nei DS poi, purtroppo non c’è più. Sergio si è spento oggi dopo una lunga malattia. Era nato il 20 ottobre del 1930 a Goito in provincia di Mantova. Aveva vissuto a Varese dove aveva iniziato, sul finire degli anni ’50, la sua attività di giornalista come corrispondente de L’Unità e redattore del settimanale della Federazione provinciale comunista di Varese L’Ordine Nuovo, di cui era diventato anche direttore. Dal 1961 e per vent’anni aveva lavorato nella redazione de L’Unità di Milano, dove era giunto a ricoprire anche l’incarico di redattore capo. Era stato uno dei padri fondatori di “Cuore”, il settimanale satirico di “Resistenza umana”, ideato da Michele Serra. Andato in pensione, era tornato a Varese, dove, alla fine degli anni Novanta, aveva fondato e assunto la direzione del periodico dei DS “Vivere Varese”, Tra le altre cose,negli ultimi anni, aveva preso, generosamente, parte anche alla redazione di “Triangolo rosso”, periodico dell’Associazione nazionale dei deportati nei campi di sterminio nazisti.
    Con Sergio ho avuto la fortuna di trascorrere molto tempo imparando tantissime cose sia dal punto di vista giornalistico che da quello politico. Avevamo in comune non solo la passione politica ma anche quella per i buoni libri, alla ricerca dei quali, insieme, abbiamo setacciato tutte le librerie e i mercatini di Varese. L’ho conosciuto bene e ho frequentato anche la sua casa. Fu lui a spronarmi a completare gli studi universitari con la discussione della tesi. Ricordo con riconoscenza che mi fece il grande onore, insieme a pochi altri compagni, della prima lettura del suo libro “Avanti popolo, le lotte e le speranze dei “lauradur”in un romanzo padano”, la cui genesi era durata più di 35 anni, Di Sergio, tra i tanti bei ricordi che, in questo momento, affollano la mia mente, mi piace sottolineare la grande competenza storica, l’ironia la semplicità e la profonda umanità. Grazie Sergio per avermi fatto dono della tua amicizia. Non ti dimenticherò mai!

  5. Franco Giannantoni il 28 luglio 2015, ore 22:09

    Gentile Direttore, se n’é andato con dignità e in silenzio, abbandonato dai più, un uomo colto, raffinato, rigoroso. Un grande giornalista e un esempio per tanti di noi. Una feroce lunga malattia ne ha spento l’intelletto non la figura di combattente per gli alti ideali. Fu un pilastro de “l’Unità” quando “l’Unità” era una grande giornale come titola il libro di Ibio Paolucci da oggi in libreria per i tipi di Melampo con un’intensa prefazioine di Nando Della Chiesa. Cordialità, Franco Giannantoni..

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