Varese

Varese, Esercito a Varese? No del Prefetto. E scoppia la polemica politica

esercitoIl Prefetto di Varese Giorgio Zanzi risponde al documento recentemente approvato dal Consiglio comunale di Varese per chiedere l’intervento dell’esercito in città sul fronte dell’ordine pubblico. Una risposta che è al centro della polemica politica, in cui intervengono proprio coloro che avevano presentato in Consiglio comunale le mozioni sulla sicurezza, sia pure con approcci e contenuti contrapposti.

Ma ecco il passaggio più interessante della lettera del Prefetto Zanzi: “L’ipotesi di un utilizzo dell’Esercito Italiano è stata recentemente esaminata dal Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica che non ha ravvisato la sussistenza di elementi idonei ad una richiesta di concorso, attesa anche la limitata disponibilità delle risorse in parola, utilizzabili solo per situazioni di grave e contingente necessità”.

Parole chiare, a partire dalle quali scendono in campo i rappresentanti della politica locale. Dichiara Alessio Nicoletti, consigliere comunale di Movimento Libero, primo firmatario della mozione che chiedeva l’intervento dei militari: “Sulla possibilità di sperimentare l’esercito con funzioni di polizia  a Varese attendiamo di conoscere ancora l’orientamento del Governo , pur non confidando troppo nel centrosinistra sui temi legati alla sicurezza”.

Continua Nicoletti: “Prendo atto, con dispiacere, che il Prefetto di Varese non intenda dare seguito ad una legittima proposta del Consiglio Comunale di Varese. Personalmente, ho sempre ritenuto, e ritengo ancora oggi, indispensabile il presidio fisico da parte delle forze dell’ordine di alcuni comparti problematici della città e in caso di carenza di personale  ritengo opportuno utilizzare l’esercito con funzioni di polizia per colmare questa lacuna. Mi sarei aspettato che il Prefetto si facesse portavoce della richiesta del Consiglio Comunale di Varese presso i ministeri competenti”.

Conclude Nicoletti: “La politica locale ha fatto la sua parte, e la continuerà a fare, pur non avendo una competenza diretta sulla questione: ha formulato, e per quanto mi riguarda continuerò a sostenere, proposte concrete per rendere la città più sicura. Solo il Pd varesino può gioire per il fatto che una proposta concreta del Consiglio Comunale di Varese non venga attuata. Spero che i varesini ne tengano conto quando sarà il momento”.

Il Pd, tirato in ballo, non si fa attendere e replica con le parole del capogruppo in Comune Fabrizio Mirabelli, che aveva presentato una mozione che non all’eserecito, ma ad un più forte lavoro di squadra delle Forze dell’ordine, polizia locale inclusa, faceva riferimento. Mozione bocciata: “Il Comitato provinciale per l’ordine pubblico e la sicurezza, di cui, come ricorda il Signor Prefetto, fa parte anche il sindaco Fontana – dichiara Mirabelli – si era già espresso, una prima volta, sulla non idoneità della richiesta di un eventuale intervento dell’Esercito a Varese”.

Continua Mirabelli: “La maggioranza di centrodestra, invece di tenere conto del parere del Comitato provinciale per l’ordine pubblico e la sicurezza, composto da tutti i vertici delle Forze dell’Ordine, ha voluto, comunque, approvare un documento ideologico per richiedere ugualmente l’intervento dell’Esercito, che, alla luce del fatto che i reati nella nostra città sono in linea con quelli di tutte le città lombarde delle stesse dimensioni, non è assolutamente giustificato. La nota del Prefetto ribadisce che la realtà relativa alla sicurezza nella nostra città è molto diversa da quella che il centrodestra vorrebbe dipingere. Come previsto, pertanto, il documento sulla sicurezza approvato dalla maggioranza di centrodestra rimarrà privo di effetti concreti. Da ciò appare evidente la strumentalità della richiesta di un eventuale intervento dell’Esercito”.

24 luglio 2015
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Un commento a “Varese, Esercito a Varese? No del Prefetto. E scoppia la polemica politica

  1. Rocco Cordì il 25 luglio 2015, ore 09:41

    Nella risposta del Prefetto si sottolinea (presumo ironicamente) che del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica fa parte anche il Sindaco di Varese, che il “Patto per la Sicurezza urbana” stipulato con il Comune di Varese è pienamente operativo e, aggiungo io, non risulta che qualcuno abbia mai denunciato una sua inoperosità, che l’ipotesi di impiego dell’esercito è stata esaminata ma non si ravvisano fatti tali da poterlo giustificare.
    Capisco che una smentita così forte provochi tanta agitazione, ma se errare è umano perseverare è diabolico a conferma di quanto già emerso a suo tempo in Consiglio Comunale. La mozione approvata è solo un mega spot elettorale, la cui efficacia è inversamente proporzionale al clamore mediatico. Se a Varese la situazione dell’ordine pubblico fosse così grave come paradossalmente sostengono coloro che l’hanno governata in lungo e in largo la vera domanda da porsi sarebbe un’altra: ma se la Lega e i suoi comprimari, avendo in mano tutte le leve del potere, non sono riusciti finora a “salvare” Varese, perché dovrebbe riuscirci l’esercito?

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