Lettere

Expo senza marketing

expo_mi_1906Se i numeri hanno un senso se la logica ne ha altrettanto, qualcosa non mi quadra. I numeri di EXPO sono sopravalut…ati o sottovalutati, ma sono comunque numeri importanti, il biglietto serale a € 5 ha cannibalizzato le presenze nella movida milanese e nell’area metropolitana , comprese Legnano Busto Arsizio ecc…..

L’impatto economico sui territori a livello commerciale è abbastanza irrilevante, anche i dati di vendite della moda milanese lo confermano, ma noi che abbiamo calcolato tutto ciò ed abbiamo concepito EXPO, non come un business immediato, ma come una grande opportunità di interscambi culturali e come grande vetrina proiettata verso un marketing territoriale e di promozione delle nostre attività, comunque riteniamo che qualcosa non abbia funzionato.

In effetti EXPO è nato anni fa e la sua eco tornerà utile per i prossimi anni, questo lo riscontriamo, nei tanti B to B fuori expo nel grande dinamismo delle imprese, sopratutto quelle più vocate all’export nel sfruttare la manifestazione come opportunità di customer service e come propria immagine collegata ad un paese che sta provando a ripartire promuovendo le proprie eccellenze; anche questa e un mix di tattica e strategia lungimirante.

Ma Varese e le nostre istituzioni cosa hanno strategicamente proposto e cosa stanno organizzando a latere della manifestazione?

La Camera di Commercio, si è impegnata ad assolvere il proprio ruolo cercando di attrarre più delegazioni straniere sul nostro territorio, ne va preso atto ed infatti un indotto preciso e continuativo è tangibile, pur piccolo ma importante, Provex il consorzio di internazionalizzazione sta svolgendo la propria mansione accompagnando aziende in un percorso di incontri col fine di mettere in connessione offerta con domanda estera, ma poi? Il nostro comune ha creato un fantastico Info point in piazza Monte Grappa frequentatissimo dai mie simili “piccioni”, la Provincia con il suo passaggio travagliato, la fantomatica Land of tourism, i nostri enti di riferimento che hanno sbandierato iniziative con ogni sorta di aspettativa quali risultati hanno raggiunto? Alberghi semi vuoti, turisti invisibili ma sopratutto errori di strategia e promozione.

I turisti si vanno a cercare e si chiama incoming, partecipando a manifestazioni internazionali di settore, pacchetti business collegati ai biglietti Expo con mini tours nella nostra provincia, dovevano essere promossi, invitando le migliaia di aziende del varesotto e i loro manager ad usufruire di tali opportunità, sfruttando i database delle associazioni di categoria, comunicando e creando uno stimolo ed una rete di servizi utili alle stesse. Un info point senza turisti è inutile, visto che i dati dicono che i turisti arrivano per il 40% con veicoli pubblici utilizzando maggiormente i treni di Trenord bisogna immediatamente spostare la propria presenza in quei contesti, presidiando le maggiori stazioni con punti accoglienza ed informativi.

Mancano 100 giorni alla fine di EXPO, non vi si chiede strategia, perché quella dovevate giocarvela prima, ma un minimo di tattica si, invece di preparare le ferie di Agosto, provate a inscenare una seppur minima azione di marketing territoriale, cercando di coinvolgere tutti gli attori economico produttivi, se no continueremo a spendere centinaia di migliaia di € per mondiali di canottaggio, d’eccellenza assoluta ma per pochi intimi e solo diecimila € per le Tre Valli Varesine che fanno da sole 7 milioni di audience e portano nei nostri territori decine di migliaia di sportivi.

Marco Colombo Presidente

Aime Agroalimentare con delega ad EXPO

24 luglio 2015
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